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O Vergine bella come la luna…

Nel corso del Suo pontificato, Papa Pio XII cominciò l’uso di inviare, ogni 8 dicembre, omaggi floreali alla statua dell’Immacolata in piazza di Spagna, Roma, benedetta l’8 settembre 1857 dal Beato Pio IX; e l’8 dicembre 1953, si recò di persona ad omaggiarla, per inaugurare l’Anno Mariano. La consuetudine di visitare la statua, e poi far sosta a Santa Maria Maggiore, fu continuata da Giovanni XXIII (1958), ed è stata dai suoi successori fedelmente conservata.
Pubblichiamo di seguito, mentre con la Novena ci prepariamo a questa Solennità tanto cara al popolo dei fedeli, il testo di una preghiera alla Vergine Maria, composta da Pio XII il 17 gennaio 1956, cui è annesso il dono dell’indulgenza parziale. Continua a leggere

«Anche se crollasse San Pietro»

Schermata 2016-06-13 alle 13.03.52Pubblichiamo di seguito il testo dell’introduzione di P. Marc Lindeijer, Vicepostulatore della causa, al Discorso su Il sacro destino di Roma, pronunciato dal Cardinal Pacelli nel 1936. La presentazione si è tenuta a Roma, presso la Chiesa di Santa Maria in Vallicella, il 13 giugno 2016, nel corso della celebrazione «Alle radici della vita sacerdotale di Pio XII» organizzata dal Comitato Papa Pacelli.

È stato il prima papa moderno, Pio XII, Pontefice delle masse e dei mass media. Ma è stato anche – almeno per il momento – l’ultimo vescovo romano di Roma. Riconosciuto subito come tale quando fu eletto: già al nome “Eugenio” la folla in Piazza San Pietro scoppiò in liete grida per dare il benvenuto a Papa Pacelli. La stessa partecipazione ci fu quando, quasi vent’anni dopo, morì. Fanno ancora commovente impressione i filmati del suo corteo funebre che scorreva lungo e lento nelle vespertine strade di Roma.

“Nostra città natale ed episcopale”, così Pio XII chiamò Roma davanti a 7.000 giovani degli istituti medi superiori della città, ricevuti in udienza il 30 gennaio 1949: “Nostra città natale ed episcopale, a Noi quindi doppiamente unita”, disse il Papa ai ragazzi che l’avevano salutato con grande entusiasmo, “in un crescendo di filiale esultanza ed affetto”, secondo la cronaca. Essi avevano, disse il Papa, “un duplice titolo … alla Nostra accoglienza cordialmente paterna”. Questo duplice titolo valeva infatti per tutti i romani. Basti vedere il numero di udienze concesse alle loro rappresentanze, basti vedere quanto spesso papa Pacelli parlasse di Roma per capire come la città gli fosse carissima. Nello stesso mese, il primo gennaio 1949, accogliendo in udienza il sindaco Rebecchini e gli assessori, il Papa lodò il loro lavoro di ricostruzione della città, ancora segnata dalla guerra, e di progressivo ritorno ad una normale vita, lavoro ispirato “alle millenarie e gloriose tradizioni religiose e civili dell’Urbe”. Vide un chiaro legame tra l’opera sociale, già propagata dall’imperatore Marco Aurelio, e l’amore vicendevole comandato da Gesù Cristo. “Possa questo amore”, augurò al sindaco di Roma il suo vescovo, “questo amore, che semina il bene e lo dispensa nella serena letizia del cuore, unire con indissolubili vincoli tutti i figli di Roma, gli amministratori e gli amministrati, quelli che danno e quelli che ricevono, avvicinandoli tutti a Dio!”.

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Eugenio Pacelli «romanus»

Intervento dell’Avv. Emilio Artiglieri,
Presidente del Comitato Papa Pacelli – Associazione Pio XII,
al concerto del 6 marzo 2016
nella Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola a Roma
per il 140° anniversario dalla nascita di Pio XII
(«Pio XII e il cuore di Roma»)

Schermata 2016-03-07 alle 10.31.20Il tema: Pio XII e il cuore di Roma potrebbe essere preso in considerazione sotto diversi aspetti.
Nel cuore di Roma e, precisamente, a Palazzo Pediconi (a sinistra), in Via Monte Giordano n. 34, ora Via degli Orsini, accanto alla Piazzetta dell’Orologio, tra il Rione Ponte e il Rione Parione, nasceva il 2 marzo 1876 Eugenio Pacelli da Virginia Graziosi e Filippo Pacelli; nel 1880 la famiglia si trasferì nella vicina Via della Vetrina n. 19.

La sua formazione spirituale avvenne soprattutto presso la Chiesa Nuova o Santa Maria in Vallicella; quella intellettuale prese avvio nel Regio Liceo Ginnasio “Ennio Quirino Visconti” che occupava la sede di quello che, fino al 1870, era l’antico Collegio Romano, proprio a fianco di questa chiesa, dedicata a Sant’Ignazio.
Durante gli studi liceali, Eugenio avrà modo di raccogliersi spesso dinanzi all’altare di San Luigi Gonzaga.
Si può dire che la sua adolescenza sia trascorsa tra la Vallicella e il tempio ludovisiano, tra i Filippini e i Gesuiti.

Compiuti gli studi teologici presso l’Ateneo Pontificio di Sant’Apollinare, ricevuta l’Ordinazione sacerdotale il 2 aprile 1899, celebrò la sua prima Messa il giorno successivo nella Basilica di Santa Maria Maggiore, presso l’Altare della Madonna “Salus Populi Romani”.
Nel 1901, ancora studente in diritto, venne assunto nella Curia Romana, in particolare nella Segreteria di Stato, dove avrebbe svolto il suo servizio, ricoprendo vari incarichi, fino a diventare Nunzio e poi, nel febbraio 1930, dopo aver ricevuto l’antico titolo cardinalizio dei Santi Giovanni e Paolo, Segretario di Stato.
Si può dire che, a parte il periodo della Nunziatura a Monaco e a Berlino, e dei viaggi compiuti come Legato papale, Eugenio Pacelli non si sia quasi mai fisicamente allontanato dal cuore di Roma; spiritualmente e moralmente non se ne allontanò assolutamente mai.

Schermata 03-2456729 alle 10.37.27Nel ricordino della sua prima Messa (a destra) egli, in latino, si definiva: “Eugenius Pacelli – romanus”. Davvero Eugenio Pacelli è sempre stato “romano”: nato e cresciuto nel cuore di Roma, ha sempre avuto Roma nel cuore.
Roma fu il campo della sua evangelizzazione spirituale, già da giovane sacerdote, ad esempio attraverso il ministero della confessione, esercitato nella Chiesa Nuova, dove ancora oggi è visibile il suo confessionale, su cui è stata apposta una piccola targa a ricordo, e poi anche da Segretario di Stato, attraverso i suoi grandi discorsi, i celebri panegirici, che presero avvio proprio in questa chiesa di Sant’Ignazio il 26 aprile 1931 con la commemorazione di San Roberto Bellarmino.
La romanissima “visita alle Sette Chiese” diede poi l’occasione al Cardinal Pacelli, nel 1937, in uno splendido discorso tenuto a Santa Maria in Vallicella, di accostare l’immagine giovannea dei sette candelabri, le sette chiese del percorso della visita e i sette balzi del cuore, suggeriti, forse, dal ricordo del prodigioso cuore di San Filippo.

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​Il 2 marzo 1876 nasceva Pacelli – Il voto di Pio XII

L’Osservatore Romano • 2016-03-02

Da pochi giorni gli Alleati avevano fatto il loro ingresso a Roma, ma nella capitale le ferite del conflitto erano ancora aperte. «Diletti figli e figlie — così si rivolgeva ai fedeli Pio XII, l’11 giugno dell’anno 1944, nella chiesa di Sant’Ignazio, affidando tutti alla Beata Vergine Maria, Madre del Divino Amore — mai, forse, come in questo momento, chiamandovi così, Noi abbiamo provato tanto vivo e imperioso il senso della Nostra paternità spirituale verso voi tutti, coi quali per quattro lunghi anni abbiamo sopportato i dolori e gli affanni di una così aspra guerra».

Un bel mosaico sull’altare di San Giuseppe, nella seconda cappella a destra, ricorda la breve sosta dell’affresco venerato da generazioni di romani in questa chiesa, dal 28 maggio 1944 fino alla fine della guerra. Il 6 marzo, la domenica Laetare secondo la liturgia, nella stessa chiesa si svolgerà un concerto di musica religiosa per rendere omaggio a Papa Pacelli nel centoquarantesimo anniversario della nascita: dalla celeberrima Aria sulla IV corda di Bach a Panis angelicus di César Franck. Le musiche sono a cura di Erika Zoi, che presenterà anche alcune sue composizioni.

Il Papa voleva salvare l’immagine di Maria tanto cara ai romani dalle distruzioni che minacciavano il Santuario a Castel di Leva, e la fece portare a Roma il 24 gennaio 1944, collocandola nell’omonima chiesetta presso Piazza Fontanella Borghese. Poi, in maggio, dato l’enorme afflusso di fedeli, in San Lorenzo in Lucina. Roma, in quei mesi, subì la fase più violenta dell’occupazione tedesca, con arresti, torture, deportazioni, culminando, il 24 marzo, nella strage delle Fosse Ardeatine. Continua a leggere

Un concerto a Roma per il 140^ compleanno di Pacelli

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A cura del Comitato Papa Pacelli – Associazione Pio XII,
unitamente alla Postulazione della causa di canonizzazione,
si è tenuto un

Concerto di musica sacra in onore del Ven. Pio XII
per il 140^ anno della nascita

Schermata 2016-03-06 alle 12.13.24Domenica 6 marzo 2016 (Domenica Laetare),
con inizio alle ore 16.00
nella splendida Chiesa romana
di Sant’Ignazio (Via del Caravita, 8)

che conserva un ricordo speciale della presenza di Papa Pacelli, che vi si recò nel giugno del 1944 per farsi voce di tutto il popolo romano nel ringraziare la Madonna del Divino Amore per la salvezza della Città eterna.

Le musiche sono state a cura del M° Erika Zoi, mentre ha presentato la serata – cui hanno partecipato circa 400 persone – la Dott.ssa Anna Fiorino.

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«Lo vuole il Papa». Su Tv2000 un docu-film su Pio XII

Andrà in onda mercoledì 1° aprile alle 21.20 su Tv2000 Lo vuole il Papa, un documentario su Pio XII e sulla sua richiesta di nascondere gli ebrei tra l’ottobre del ’43 e il giugno del ’44, durante i terribili mesi dell’occupazione nazista di Roma. Lo testimoniano le cronache di quattro monasteri femminili romani. Il docu-film “Lo vuole il Papa” – a cura di Antonello Carvigiani, regia di Andrea Tramontano – raccoglie per la prima volta questi quattro preziosi documenti – scritti dalle religiose dell’epoca – in un unico affresco che ha il valore di un rigoroso saggio storico narrato con la potenza e la poesia del racconto cinematografico.

L’occasione è favorevole per segnalare alcuni contenuti, pubblicati su questo sito on line, sulla questione del rapporto tra Papa Pio XII e gli ebrei, durante la seconda guerra mondiale. In particolare, si rinvia soprattutto alle relazioni del convegno Il Papa della carità, nel 75^ anniversario dell’elezione di Papa Pacelli, il 13 marzo 2014, presso la Pontificia Università Lateranense, in Roma; potrà essere utile soprattutto l’attenta ricostruzione – con cifre e testimonianze – dell’opera di Pio XII per aiutare, negli otto mesi di occupazione nazista, quasi 4.551 ebri, degli 8.000 stimati nella capitale (qui tutti i dati). Sul ruolo di Pio XII a difesa della città di Roma, invece, si vedano più specificamente gli atti del seminario del 4 giugno 2014, 70^ anniversario della liberazione di Roma, presso la Curia Generaliza della Compagnia di Gesù; tra gli altri interventi, in quella sede, particolarmente toccante la testimonianza di prima mano di Renato Astrologo. Per altri interventi sullo stesso tema, invece, vedi qui.

La vita del «Pastor Angelicus»

Pubblichiamo di seguito l’audio di un documentario radio, realizzato pochi anni dopo la morte di Pio XII, sulla vita di Papa Pacelli, grazie alla cortese disponibilità della Famiglia Spirituale L’Opera, proprietaria della registrazione.

L’ascolto di una voce più vicina al Pastor Angelicus di quanto lo sia l’ascoltatore di oggi consegna con maggiore freschezza e fedeltà il senso che “l’intuito del Popolo di Dio” aveva maturato sull’uomo che in anni tanto difficili aveva governato e guidato la Chiesa universale.

Per leggere, invece, una biografia più completa e precisa, si rinvia alla ricostruzione offerta dal Sito web della Santa Sede.

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Il Papa che fermò le “marocchinate”

Pubblichiamo di seguito un articolo di Americo Mascarucci sul Quotidiano online Intelligo, con il titolo originale Sulla beatificazione di Pio XII, il Papa che fermò le “marocchinate”, che dà conto di alcune recenti indagini dello storico Pier Luigi Guiducci. Sullo stesso tema – e in generale sul ruolo di Pio XII a difesa della città di Roma – si è tenuto un incontro di studio lo scorso 4 giugno 2014, a Roma, presso la sede della Curia Generalizia della Compagnia di Gesù; sul nostro sito è possibile, a questa pagina, leggere gli atti di quella giornata.

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Pio XII intervenne per fermare le “marocchinate” a Roma e nel resto d’Italia durante la seconda guerra mondiale. Lo storico Pier Luigi Guiducci, da sempre impegnato a sfatare il “mito nero” di un Pacelli amico dei nazisti ed antisemita costruito soprattutto in ambito comunista, fornisce nuovi documenti inediti sull’attività del Pontefice che guidò la Chiesa dal 1939 al 1958.

Stavolta però non si fa riferimento all’azione caritatevole di Pio XII in favore degli ebrei, ma ai suoi interventi rivolti a porre fine alle atrocità compiute dai marocchini, inquadrati nell’esercito francese che combatté al fianco degli anglo americani. Con il termine “marocchinate” si intendono gli stupri di massa compiuti dagli arabi a danno di donne, bambini, adolescenti di entrambi i sessi, suore, alle depredazioni di chiese e conventi, all’uccisione o alla mutilazione di sacerdoti, mariti, padri di famiglia, che tentarono di opporsi alle violenze e di difendere invano mogli, madri, figlie, sorelle.

Spesso anche gli uomini subivano violenze sessuali se giovani e piacenti. La zona in cui la furia dei marocchini si evidenziò con maggiore crudezza fu la Ciociaria dove, all’indomani del passaggio a Cassino, i comandanti francesi concessero campo libero ai soldati arabi per ripagarli dei successi conseguiti. Pio XII dopo aver appreso degli orrori compiuti dai marocchini a pochi chilometri da Roma, si attivò con proteste formali nei confronti degli alleati adoperandosi affinché la Capitale, ormai prossima all’essere liberata, fosse risparmiata da questa onta, che rischiava di rivelarsi addirittura peggiore dell’orribile sacco compiuto dai lanzichenecchi nel 1527. Continua a leggere

A Roma, una serata dedicata a Pio XII

Roma
Centro Culturale Ruah Action
Giovedì 8 gennaio 2015, ore 20.15

Serata dedicata a Pio XII

Presentazione del libro

«Pio XII. Il Papa della carità»

di Emilio Artiglieri
Avvocato Rotale – Presidente Comitato Papa Pacelli

a seguire
proiezione del film a cura di Alberto Di Giglio

«Pastor Angelicus»

di Romolo Marcellini
(Filmoteca Vaticana)

AperiCinema
via Rasella, 54 (Metro Barberini) • info 336 86 36 10

Qui info sul libro.
Qui il link al film su YouTube.

«Con fermezza e tenerezza»

Per la Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, patroni di Roma, nel 1941 Papa Pio XII registrava un radiomessaggio rivolto al mondo intero, alla soglia della guerra che avrebbe percorso l’Europa per ancora quattro anni. Ne pubblichiamo il testo integrale al ricorrere della medesima Solennità, convinti che le parole di incoraggiamento, tenerezza e speranza del Papa possano dire ancora tanto ai lettori di oggi, che se non conoscono direttamente l’orrore della guerra, vivono tuttavia crisi diverse, fonti di non diverse inquietudini.

Pope Pius XII   In questa solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo, il vostro devoto pensiero e affetto, diletti figli della Chiesa cattolica universa, si rivolge a Roma con la strofa trionfale: «O Roma felix, quae duorum Principum – es consecrata glorioso sanguine! O Roma felice, che sei stata consacrata dal sangue glorioso di questi due Principi!». Ma la felicità di Roma, che è felicità di sangue e di fede, è pure la vostra; perché la fede di Roma, qui sigillata sulla destra e sulla sinistra sponda del Tevere col sangue dei Principi degli apostoli, è la fede che fu annunziata a voi, che si annunzia e si annunzierà nell’universo mondo. Voi esultate nel pensiero e nel saluto di Roma, perché sentite in voi il balzo della universale romanità della vostra fede.
Da diciannove secoli nel sangue glorioso del primo Vicario di Cristo e del Dottore delle Genti la Roma dei Cesari fu battezzata Roma di Cristo, a eterno segnale del principato indefettibile della sacra autorità e dell’infallibile magistero della fede della Chiesa; e in quel sangue si scrissero le prime pagine di una nuova magnifica storia delle sacre lotte e vittorie di Roma. Continua a leggere