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Card. Piacenza: “Imploriamo la Madonna per la beatificazione di Pio XII”

da Zenit. Il mondo visto da Roma | 14 giugno 2016

“In quel tempo di prove terribili, che è stato il secolo scorso”, il Signore ha voluto donarci “un grande operaio per la Sua messe” nel Venerabile Pio XII. Lo ha detto, nell’omelia pronunciata ieri presso la Chiesa di Santa Maria in Vallicella, il card. Mauro Piacenza, penitenziere maggiore presso il Tribunale della Penitenzieria Apostolica.

Il porporato ha celebrato la Messa a seguito di un evento dedicato a Pio XII nella chiesa in cui Eugenio Pacelli fu giovane sacerdote. Ancora oggi è ben visibile il suo confessionale, su cui è stata apposta una piccola targa che lo ricorda. L’iniziativa, promossa dal Comitato Papa Pacelli, pope-pius-xiiha visto, dopo il saluto del Padre Preposito dell’Oratorio di Roma, padre Rocco Camillò, un intervento di padre Marc Lindeijer, Vicepostulatore della causa di beatificazione di Pio XII.

“In questa chiesa della Vallicella – ha spiegato il card. Piacenza – il giovane Eugenio, con i suoi coetanei, partecipava ai servizi di Culto e diventò molto presto Prefetto delle Cerimonie, grazie alla intensa pietà, alla diligenza e alla precisione, con cui compiva i gesti propri della Liturgia, annuncio e profezia della sacerdotale dignità, con la quale ha esercitato il supremo ministero apostolico, annientando completamente il proprio io, la propria personalità, per identificarsi totalmente con il compito ricevuto da Dio”.

Compito che svolgeva con zelo nel Confessionale. È qui – ha sottolineato Piacenza – che “tutta la sua sapienza e la sua stessa profonda e vastissima preparazione, unite alla sua esperienza ascetica, si trasformavano, plasmate dalla carità pastorale, in autentico abbraccio paterno, capace di diventare profondo e attento discernimento, mai cedevole allo scrupolo e avente, come unico orizzonte, il bene integrale della persona, non limitato all’orizzonte terreno, ma capace di mostrare e di trasmettere quello sguardo soprannaturale, che solo i santi sanno vivere e di cui oggi la pastorale ha davvero struggente bisogno”.

Il card. Piacenza si è poi soffermato sull’amore di Pio XII nei confronti di Roma, per la quale “era pronto a dare la vita”. Ha ricordato il penitenziere maggiore che “quando la città fu occupata e gli fu consigliato caldamente di mettersi in salvo, lasciando l’Urbe, fu sempre decisa e immutata la sua risposta: ‘Non lascerò mai Roma e il mio posto, anche se dovessi morire’.

“Roma, tuttavia, non significò mai, per Pio XII, semplicemente una città, ma ‘la’ città, l’Urbe dai sacri destini, Roma era per lui sinonimo di cattolicità, di universalità, ben consapevole che il compito del Vescovo di Roma è principalmente – e con esso coincide – quello di Sommo Pontefice della Chiesa Cattolica”.

“Potremmo chiederci da dove scaturisce tanta grandezza, da dove emerge una così poderosa capacità di incidere nella storia, nella Chiesa, nel corpo sociale e nella pietà dei fedeli”, soggiunge il card. Piacenza. Che prosegue: “Certamente da una straordinaria intelligenza e preparazione, ma non di meno dalla sua vita spirituale intensissima, fino alla mistica! Cerchiamo qui il segreto di una santità, che dalla Madonna alla quale in questa chiesa il giovane Eugenio ‘diceva tutto’, imploriamo possa venire presto riconosciuta con la attesa beatificazione, a gloria di Dio e per l’edificazione di tutti!”.

Sant’Antonio “Dottore dell’Evangelio”

Pubblichiamo di seguito un articolo di A. Gaspari apparso il 12 giugno 2016 su Zenit. Il mondo visto da Roma, alla vigilia della memoria liturgica di Sant’Antonio. Il Santo portoghese, noto in Italia come patavino, fu proclamato, nel 1946, Dottore della Chiesa da Papa Pio XII.

Visione_di_Sant'Antonio_da_PadovaAveva solo 36 anni quando il Signore lo ha ripreso in cielo, ma la sua testimonianza in terra è stata tale che ancora oggi a distanza di 821 anni dalla sua nascita, milioni di persone, lo pregano, lo ricordano, invocano la sua intercessione, e altrettante mettono il suo nome ai figli.

Stiamo parlando di Fernando Martins de Bulhões, noto al mondo come Antonio di Padova, religioso francescano portoghese, proclamato santo da papa Gregorio IX nel 1232 e dichiarato da Pio XII dottore della Chiesa nel 1946.

Avendolo conosciuto personalmente e in considerazione della mole di miracoli attribuitagli, Papa Gregorio IX lo canonizzò dopo solo un anno dalla morte.

Pio XII, nel 1946 lo ha innalzato tra i Dottori della Chiesa. Gli ha conferito il titolo di ‘Doctor Evangelicus’, in quanto nei suoi scritti e nelle prediche oltrechè nello stile di vita testimoniò in maniera profonda il Vangelo. Continua a leggere

Pacelli, cantore dell’Eucaristia come San Pio X

Pubblichiamo di seguito il testo della relazione sul tema L’influsso di San Pio X sul magistero eucaristico di Pio XII presentata dal Rev. Prof. Nicola Bux, al Convegno «Pio XII tra i santi», tenutosi a Roma, presso Santa Maria sopra Minerva, il 9 ottobre scorso.

Schermata 2015-10-24 alle 17.37.49Come è noto San Pio X fu uno dei grandi Pontefici riformatori del XX secolo. Egli, però, fu anche il Papa del catechismo; e non si pensi che la redazione del catechismo fosse un opera avulsa dal grande piano di riforma che il Pontefice aveva progettato. Infatti, attraverso tale strumento Pio X «“si proponeva di dare in mano ai sacerdoti un volume chiaro e completo, in cui la precisione delle definizioni dogmatiche non permetteva interpretazioni personali o omissioni”. Egli era ben consapevole che teoria e prassi devono sempre essere in equilibrio per una buona testimonianza cristiana, per questo il suo pontificato, sulla stessa linea di tutto il ministero pastorale adempiuto in precedenza, si fondò sempre sull’insegnamento delle verità di fede integrato alla vita sacramentale e di carità. La teoria è concepita in funzione della prassi. Il catechismo serviva per una migliore preparazione a vivere, in seguito, il rapporto con Gesù. Una relazione che, secondo Pio X, trovava il suo momento più alto nell’Eucaristia, tanto che un suo successore, Pio XII, lo definì come il Papa della Santa Eucaristia» (M. MANCINI, La riforma della Chiesa di San Pio X, Fede&Cultura, Verona 2015, p. 126).

Ma cosa spinse Pio XII ad appellarlo in tal guisa?
Innanzitutto la vita del Santo Pontefice, che traeva la luce spirituale e la forza per agire dall’amore senza limiti per l’Eucaristia, principio e fine, anche, della sua attività riformatrice. Inoltre Pio X emanò due decreti al fine di indicare nell’Eucaristia l’antidoto contro i veleni intellettuali e morali dell’epoca e lo strumento per instaurare un profondo legame con Cristo (Cfr. Ibidem, pp. 126-127). Essi furono il Sacra tridentina Synodus ed il Quam singulari Christus amori. In particolare, con il primo promosse la comunione frequente e quotidiana, ribadendo che il sacramento non poteva essere negato a nessuno che si trovasse in stato di grazia e nella retta intenzione. In tal maniera, il Santo Pontefice, intendeva definitivamente distruggere quei residui di giansenismo che inducevano i fedeli ad accostarsi all’Eucaristia solo se in uno stato di massima perfezione e di profondo timore di Dio. Egli, infatti, in ragione della sua lunga esperienza pastorale, conosceva bene l’influsso nefasto di tale eccessivo rigorismo, che aveva prodotto un allontanamento dei fedeli dal confessionale, dalla frequenza della Messa e dal ricevere il corpo ed il sangue di Cristo.
Con il secondo decreto, invece, incoraggiato anche dalle richieste espresse già da San Giovanni Bosco e dal curato d’Ars, abbasso l’età della discrezione, recante l’obbligo della confessione e della comunione, da dodici/quattordici anni a sette anni. Le motivazioni che lo spinsero verso tale decisione furono la necessità di affrettare la Prima Comunione, perché nei cuori dei bambini entrasse Gesù prima di satana e la convinzione che il rinnovamento dello spirito cristiano della nuova generazione si dovesse attribuire in gran parte alla pia pratica della Comunione data in tenera età.

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Pio XII tra i santi

Pubblichiamo di seguito il testo della relazione sul tema Linee dell’attività dottrinale e pastorale di Pio XII attraverso alcune beatificazioni e canonizzazioni presentata dall’Avv. Emilio Artiglieri, Presidente del «Comitato Papa Pacelli», al Convegno «Pio XII tra i santi», tenutosi a Roma, presso Santa Maria sopra Minerva, il 9 ottobre scorso.

Beatificazione di Raffaella Maria del Sacro Cuore • 18 maggio 1952 • ©Archivio La Famiglia Spirituale L'Opera

Beatificazione di Raffaella Maria del Sacro Cuore • 18 maggio 1952 • ©Archivio La Famiglia Spirituale L’Opera

La straordinaria attività dottrinale e pastorale di Pio XII si è avvalsa anche dello strumento delle beatificazioni e canonizzazioni, attraverso le quali Papa Pacelli propose alla Chiesa modelli di virtù e potenti intercessori, nel contesto di quella “grande famiglia alimentata dall’amore”, che è il Corpo mistico di Cristo, ossia la Chiesa.
D’altra parte i Santi, come ebbe a spiegare lo stesso Pio XII nell’Enciclica Mystici Corporis del 23 giugno 1943, sono uno strumento con cui il Capo, ossia Gesù Cristo, governa direttamente e internamente la società da Lui fondata: “Con questo governo interno Egli ‘Pastore e Vescovo delle anime nostre’ (1 Pt 2, 25), non soltanto ha cura dei singoli, ma provvede anche alla Chiesa universale, sia quando illumina i suoi governanti … sia quando (specialmente nelle circostanze più difficili) suscita dal grembo della Madre Chiesa uomini e donne che, spiccando col fulgore della santità, siano di esempio agli altri cristiani e di sviluppo del suo Corpo mistico”.
Gesù Cristo è altresì “causa prima ed efficiente della santità, giacché non vi può essere nessun atto salutare che non promani da Lui come da fonte suprema” (Mystici Corporis).
Le beatificazioni e canonizzazioni mettono in evidenza il “fulgore della santità” e sono uno stimolo, affinché si diffondano multiformi esempi di bene e di virtù, soprattutto nei tempi più difficili, come furono quelli di Papa Pacelli e come sono i nostri.
Tra le beatificazioni, tralasciando quelle di coloro che poi vennero canonizzati dallo stesso Pio XII, mi piace ricordare innanzitutto quella di un laico, Contardo Ferrini, celebre professore di diritto romano (13 aprile 1947) e poi quella del Papa Innocenzo XI (7 ottobre 1956).
Iniziamo a considerare la figura di Contardo Ferrini, nato nel 1859 e morto nel 1902, definito da Pio XII “decoro delle università italiane e specchio di vita cristiana, apparso a risplendere, come fulgido esempio di scienza e di virtù, negli Atenei del sapere” (Discorso del 15 aprile 1947).
Contardo Ferrini aveva dimostrato come si potessero conciliare fides et ratio, fede e scienza, la “ferma professione di fede nella vita soprannaturale, nella Rivelazione, nella Santa Chiesa” e la “fiducia negli sforzi della scienza verso una sempre più vasta cognizione della verità”.
Non solo: in un’epoca in cui diritto e legge si volevano separati da Dio, Contardo Ferrini veniva presentato come “un Maestro, un Grande nel campo del diritto, ma al tempo stesso un uomo di Dio, un modello ammirabile per la elevazione soprannaturale del suo spirito e la santità della sua vita” (Ibidem). Continua a leggere

Pio XII tra i santi

Il 9 e il 10 ottobre Roma ricorda Il Papa della Carità

di Alessandro Nicola Notarnicola • dentro le Mura

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Passeggiando tra le stradine che costeggiano il Pantheon a Roma nella serata del 9 ottobre, mentre cade lenta la pioggerella ottobrina, la mente volge all’8 ottobre di quel 1958 quando qualcuno, a causa di una tenda scostata nel momento sbagliato, “fece morire” per ben due volte un Papa.

Furono dei momenti confusi quelli che caratterizzarono le ultime ore di vita di Pio XII: il Santo Padre morì veramente, ma dopo nove ore di agonia, la notte del 9 ottobre a Castel Gandolfo. Nel pomeriggio del 10 la sua salma fu trasferita in San Pietro, dove rimase per quattro giorni alla vista dei fedeli.

Beatificazione di Raffaella Maria del Sacro Cuore • 18 maggio 1952 • ©Archivio La Famiglia Spirituale L'Opera

Beatificazione di Raffaella Maria del Sacro Cuore • 18 maggio 1952 • ©Archivio La Famiglia Spirituale L’Opera

Camminando lo sguardo corre lungo i sampietrini scivolosi alla ricerca di qualcosa, di passi incerti, di memorie bagnate, oppure di targhette d’ottone con su incisi i nomi di coloro che furono portati via dai soldati tedeschi durante l’occupazione del lungo inverno 1943-44. Pensando a queste pagine di storia si staglia sullo sfondo della piazza il grazioso elefantino di Ercole Ferrata che custodisce da secoli la Basilica di Santa Maria della Minerva, luogo in cui riposano le spoglie di Santa Caterina da Siena e del Beato Angelico, e nel quale vi si possono trovare anche i monumenti funerari di tre altri papi: Paolo IV, Urbano VII e Benedetto XIII.
L’appuntamento è alla Casa dei Domenicani, il cui convento fu anche sede di due conclavi che videro l’elezione dei papi Eugenio IV e Nicolo V. In questa sera la Sala dei Papi, è gremita di gruppi di religiose, di seminaristi, frati domenicani e di studiosi, tutti devoti alla carismatica e venerabile figura del Papa della Carità e della Pace, Pio XII, al secolo Eugenio Pacelli.
L’arte degli altorilievi, il fasto carezzevole degli affreschi che ornano il chiostro Guidetti e il canto delle religiose proveniente dall’interno della Basilica creano un’atmosfera molto suggestiva che non distrae dal ricordo di Papa Pacelli, anzi lo ricongiunge e lo ravviva straordinariamente.

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Lo scrigno nascosto

· ​Beatificazioni e canonizzazioni nelle foto private di Pio XII ·
L’Osservatore Romano · 8 ottobre 2015

Dominiek Oversteyns

Beatificazione di San Pio X • 3 giugno 1951 • ©Archivio La Famiglia Spirituale L'Opera

Beatificazione di Papa Pio X • 3 giugno 1951 • ©Archivio La Famiglia Spirituale L’Opera

Nell’archivio della Famiglia spirituale “L’Opera” si trova una collezione di circa 500 grandi fotografie in bianco e nero che appartenevano a Papa Pio XII e furono regalate da Madre Pasqualina Lehnert alla Comunità. Guardando queste fotografie, ci si accorge che dopo ogni grande celebrazione i fotografi ufficiali del Vaticano hanno regalato alcune delle più belle foto degli avvenimenti al Pontefice. Quasi tutte queste fotografie riguardano beatificazioni e canonizzazioni, udienze private e generali, incontri durante l’Anno Santo del 1950, la celebrazione eucaristica e la preghiera del Papa nella sua cappella privata, visite in diverse chiese a Roma, colloqui del Pontefice, spesso con volto sorridente, con i fedeli, ecc.

Pio XII proclamò 162 nuovi beati in 36 occasioni e 33 nuovi santi in 21 celebrazioni da lui presiedute. Ci sono quattro gruppi con 129 martiri beatificati: due gruppi di martiri cinesi (85), un gruppo di martiri del Vietnam (58) e un gruppo di martiri della rivoluzione francese (19). Per i 33 beati non martiri di solito venne beatificata una persona per volta. Tra i più famosi vi furono Vincenzo Pallotti (22 gennaio 1950) e Papa Innocenzo XI (7 ottobre 1956). Durante la seconda guerra mondiale, dal maggio 1940, Papa Pacelli sospese le festose celebrazioni di beatificazione e canonizzazione, con l’eccezione di Maddalena di Canossa, beatificata il 7 dicembre 1941, e la canonizzazione di Margherita d’Ungheria il 19 novembre 1943, quest’ultima però in modo equipollente e quindi senza atto solenne. Soltanto nel 1946 furono riprese le cerimonie festive in basilica, cominciando con la prima santa cittadina statunitense, Madre Francesca Saverio Cabrini.

Mentre oggi generalmente un vescovo o un cardinale celebra il rito della beatificazione nel paese d’origine del beato, al tempo di Pio XII la beatificazione si svolgeva normalmente nel modo seguente: la domenica mattina un vescovo o un cardinale celebrava la santa Messa nella Basilica di San Pietro e, prima del Gloria, si compiva il rito della beatificazione. Nel tardo pomeriggio il Papa faceva una visita in “modo privato” per venerare le reliquie del nuovo beato. “Modo privato” vuole dire che il Papa, portando il rocchetto, la mozzetta e la stola, veniva accompagnato dai membri della sua nobile anticamera segreta e pregava inginocchiato davanti alle reliquie poste sull’altare, mentre la basilica era piena di fedeli; seguiva un’adorazione del Santissimo Sacramento e quindi un ringraziamento di gruppi di devoti del nuovo beato. Il giorno successivo, Pio XII teneva un’udienza speciale con un discorso in onore del nuovo beato.

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Convegno e Messa nell’anniversario di Pio XII

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Il Comitato Papa Pacelli – Associazione Pio XII,
unitamente alla Postulazione della Causa

in occasione dell’Anniversario
della nascita al cielo del Ven. Pio XII

ha organizzato

Venerdì 9 ottobre 2015 – ore 17.00
Convento di Santa Maria sopra Minerva
Sala dei Papi
Piazza della Minerva, 42 – Roma

Convegno “Pio XII tra i Santi

Presiedeva: S.E. Rev.ma Mons. Giuseppe Sciacca Segretario Agg. Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica • Relatori: Rev. P. Daniel Ols O.P. La solenne celebrazione di Pio XII nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva per onorare i Patroni d’Italia (5 maggio 1940)Avv. Emilio Artiglieri Linee del Pontificato pacelliano attraverso alcune beatificazioni e canonizzazioniDiac. Domenico Oversteyns F.S.O. Immagini dagli album privati di Pio XIIRev. Prof. Nicola Bux L’influsso di San Pio X sul magistero eucaristico di Pio XIIProf. Giulio Alfano Pio XII Santa Caterina e la comune ricerca della pace • Conclusione nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva (verso le ore 19.00), con breve cerimonia durante la quale è stato collocato e benedetto un quadro del Ven. Pio XII (all’organo: Giuseppe Colonna).

Sabato 10 ottobre 2015 – ore 11.00
Basilica di San Pietro
Altare alla Tomba di San Pietro
(Grotte Vaticane)

Santa Messa

celebrata da
S. Em. Rev.ma Card. Giovanni Lajolo
Presidente Em. del Governatorato
dello Stato della Città del Vaticano

Leggi qui l’omelia del Cardinale.

comitatopapapacelli@gmail.com

Giovanni XXIII: «Pio XII, Dottore della Chiesa»

Schermata 04-2456751 alle 17.25.39In occasione della canonizzazione del beato Giovanni XXIII, pubblichiamo ampi stralci del primo ragiomessaggio natalizio che il «Papa Buono» registrò, appena due mesi dopo l’elezione a Sommo Pontifice. Il contenuto è, in pratica, tutto un elogio di Pio XII, «Pastor Angelicus», che Roncalli già contempla «associato nelle regioni celesti ai Santi di Dio», ricordandone soprattutto la ricchezza e la profondità dei diciannove messaggi radiofonici pronunciati per la Solennità del Natale, «19 raggi d’una dottrina, che una serie di densi volumi appena basta a contenere». Così, Giovanni XXIII attribuisce a Papa Pacelli il triplice titolo con cui la Chiesa, nella Liturgia delle Ore, si rivolge ai Santi Dottori della Chiesa: «Dottore eccellente, luce della Santa Chiesa, amante della legge di Dio».

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