La fiducia del Natale

In occasione del suo primo Natale da Papa, il 24 dicembre 1939, Pio XII rivolgeva alla Curia romana il tradizionale augurio, invitando ciascuno ad alzare lo sguardo verso il Sole che viene, nonostante le umane tenebre. Il clima di quella circostanza – pochi mesi dopo l’invasione nazista in Polonia – chiarisce meglio il senso di quelle prime parole natalizie, che tuttavia risuonano sempre attuali: cambia la scena del mondo, ma restano ansie e preoccupazioni, pur diverse; ma resta uguale la certezza: il Signore viene. Sempre. Continua a leggere

«La Chiesa assume dal divino Infante la sua missione». La “dottrina” dei radiomessaggi natalizi.

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pioXII2.gifRadiomessaggio alla Vigilia del Santo Natale, 1941

Noi guardiamo oggi, diletti figli, all’Uomo-Dio, nato in una grotta per risollevare l’uomo a quella grandezza, dond’era caduto per sua colpa, per ricollocarlo sul trono di libertà, di giustizia e d’onore, che i secoli degli dei falsi gli avevano negato. Il fondamento di quel trono sarà il Calvario; il suo ornamento non sarà l’oro o l’argento, ma il sangue di Cristo, sangue divino che da venti secoli scorre sul mondo e imporpora le gote della sua Sposa, la Chiesa, e, purificando, consacrando, santificando, glorificando i suoi figli, diventa candore di cielo. Continua. Continua a leggere

Un prete a Buenos Aires

Schermata 11-2456985 alle 12.39.50Testimonianza di Suor Pascalina Lehnert, governante del Papa dal 1923 fino alla morte.

Schermata 03-2456729 alle 11.19.57 copiaAllorchè, in qualità di Cardinale Legato, Eugenio Pacelli andò – per mandato di Pio XI – al Congresso Eucaristico di Buenos Aires, accadde che il Cardinale, stanco degli onori ed ovazioni tributatigli, uscì di casa attraverso una porta secondaria vestito da semplice prete e, non conoscendo la città, finì in un quartiere molto povero.

Venne riconosciuto e fu subito attorniato da molta gente, con la quale prese a conversare molto familiarmente. Prima che la Polizia potesse rendersi conto dell’accaduto e potesse intervenire, il Legato era già amico di quella povera gente e la invitava ad andare ad adorare Gesù Eucaristia.

(Positio, pag. 119)

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Il Papa: «Pio XII capì il bisogno della gente»

Schermata 12-2457008 alle 18.03.46Nella Messa di lunedì 15 dicembre, nella Cappella di Casa Santa Marta, Papa Francesco è tornato a spendere alcune parole su Pio XII.

Commentando il Vangelo del giorno, il Papa ha rivolto un pensiero a tutti quei cristiani dal cuore doppio, tanto inflessibili nelle loro discipline quanto disposti a “negoziare” tutto, Cristo incluso. In particolare, Papa Francesco si riferiva a quanti, in senso contrario all’antico insegnamento di Gesù, dimenticano che la disciplina è “per l’uomo”, facendone un feticcio intoccabile.

Così il Papa ha ricordato Pio XII, che – sono le sue parole – “ci liberò da quella croce tanto pesante che era il digiuno eucaristico”. “Alcuni di voi forse ricordano… Non si poteva neppure bere un goccio d’acqua. Neppure! E per lavarsi i denti, si doveva fare in modo che l’acqua non venisse ingoiata. Ma io stesso da ragazzo sono andato a confessarmi di aver fatto la comunione, perché credevo che un goccio d’acqua fosse andato dentro”. E quando Pio XII cambiò la disciplina, più di qualcuno esclamò: “Ah, eresia! No! Ha toccato la disciplina della Chiesa!”. “Tanti farisei si sono scandalizzati. Tanti”, rammenta Bergoglio, perché Pio XII “aveva fatto come Gesù: ha visto il bisogno della gente. ‘Ma povera gente, con tanto caldo!’. Questi preti che dicevano tre Messe, l’ultima all’una, dopo mezzogiorno, in digiuno…”.

Già recentemente il Papa aveva parlato di Pio XII, in una recente intervista ai media israeliani e, prima, ai giornalisti spagnoli e italiani, dichiarando di voler procedere alla sua beatificazione non appena ci sarà il miracolo richiesto dalle norme canoniche.

L’oro del Papa ai poveri

Schermata 11-2456985 alle 12.39.50Testimonianza di Suor Pascalina Lehnert, governante del Papa dal 1923 fino alla morte.

pio12Dopo la guerra, sia in Italia che all’estero, per vario tempo si fece sentire il problema della fame, per lenire il quale il Santo Padre dispose la distribuzione di vivere e indumenti che otteneva dai cattolici di altri Paesi. Ad un certo momento, Egli avrebbe voluto vendere i molti gioielli e oggetti d’arte conservati nelle casseforti dell’appartamento privato e le opere d’arte che si trovavano nei Musei.

Nel desiderio di acquistare generi di prima necessità, si fece portare le sue croci pettorali, gli anelli e gli altri oggetti sacri, con l’intenzione di farli valutare e vendere. Pensò pure di alienare statue e arazzi.

Si procedette pure alla stima, ma la vendita non potè essere fatta in quanto in Italia non si trovò degli acquirenti disposti a pagare il prezzo giusto e l’invio all’estero di detti oggetti non era gradito al governo italiano. Egli rimase molto dispiaciuto per non aver potuto concretizzare questo suo vivissimo desiderio.

(Positio, pagg. 86-87, 98)

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«Tutta bella sei, o Maria!»

Schermata 11-2456985 alle 13.34.06La tradizione di onorare la statua della Madonna a Piazza di Spagna, il giorno dell’8 dicembre, per poi recarsi a venerare la Salus Populi Romani a Santa Maria Maggiore – tradizione rispettata da Giovanni XXIII in poi, fino a Papa Francesco oggi – risale in realtà a Pio XII, che compì per la prima volta quell’omaggio, per inaugurare l’anno mariano, nel 1953.

Racconta Suor Pascalina: «Il Santo Padre aveva una profonda e filiale fiducia nell’intercessione della Madonna, ed appunto per questo proclamò l’Anno Mariano. L’apertura di questo Anno Mariano ebbe luogo nella basilica di Santa Maria Maggiore l’8 dicembre 1953, e questo fu per lui un giorno di intensa gioia. Il pellegrinaggio sostò in Piazza di Spagna e poi il Santo Padre, nel rispettoso silenzio di una immensa folla di fedeli, recitò la preghiera per l’Anno Mariano, da Lui stesso composta. Il corteo proseguì, quindi, verso la Basilica, ove, innanzi all’immagine di Maria Salus Populi Romani, ripetè la preghiera, alla quale, tra la commozione generale, seguì la Benedizione Urbi et Orbi» (Positio, pag. 90).

Pubblichiamo di seguito la registrazione audio di quella preghiera «alla Beata Vergine Maria, concepita senza il peccato originale», nonchè l’audio della benedizione a conclusione di quello speciale Anno Mariano. Le registrazioni sono di proprietà della Famiglia Spirituale L’Opera, che gentilmente ce ne concede l’uso, restando ogni diritto riservato.

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Jube me venire ad Te!

Schermata 11-2456985 alle 12.39.50Testimonianza di Padre Guglielmo Hentrich, della Compagnia di Gesù, per sedici anni membro della segreteria privata di Pio XII e uomo di piena fiducia del Papa.

Il 7 dicembre 1954, alle ore 12.30, vengo chiamato presso il Santo Padre, che si trova ammalato a letto. Mi mostra il libretto spagnolo degli Esercizi *, e mi ripete sempre di nuovo piangendo: «In questa settimana ho letto tutto il tempo in questo libretto, e sempre di nuovo ho recitato la preghiera Anima Christi **, in modo particolare le ultime parole “ut cum Sanctis tuis laudem Te… affinchè io venga a lodarti con i Tuoi Santi…”».

6034_domMi disse che gli era apparso il Signore, che aveva sperato, ma…; io compresi quel che voleva dirmi e mi affrettai a dire: «Santità, noi abbiamo ancora bisogno di lei». Dopo mi abbracciò con molta benevolenza e con le lacrime agli occhi.

Il 24 novembre 1955 egli mi fece chiamare e mi raccontò i particolari dell’apparizione. I 1^ dicembre 1954, quando era solo in camera, egli, a quanto mi disse, aveva inteso una voce chiara e distinta che diceva: «Verrà un’apparizione», ma in quel giorno non accadde nulla.

Il giorno seguente, 2 dicembre, nelle prime ore del mattino, quando era già completamente sveglio, egli vedeva il Signore accanto al suo letto. Il Papa, credendo che il redentore volesse portarlo alla patria celeste, disse: «Jube me venire ad Te! Fa’ che io venga a Te!». L’apparizione scomparve, allora, senza aver detto alcunché.

Da questo giorno ebbe inizio un miglioramento nella salute del Santo Padre. Ed allora egli pensò che il Signore fosse venuto per consolarlo e ridonargli la salute.

(Positio, pagg. 39-41)

* si tratta degli Esercizi Spirituali composti da Sant’Ignazio, che Pio XII lesse per tutta la vita in lingua originale, come risulta da diverse testimonianze

** preghiera attribuita al Fondatore della Compagnia di Gesù, inclusa nel Messale Romano tra le preghiere di ringraziamento alla Comunione Eucaristica

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Preparate la via a Gesù!

In occasione dell’inizio dell’Avvento – e di un nuovo anno liturgico – proponiamo queste riflessioni pronunciate dal Papa Pio XII il 7 dicembre 1952.

In questi giorni di Avvento la sacra Liturgia – fonte preziosa e perenne di luce e di letizia – mette la nostra anima in una fervida disposizione di attesa per il Santo Natale. É tutta una misteriosa effusione di preghiera piena di ansia e insieme di dolcezza. Continua a leggere

Dal 2 dicembre, on line «I Fioretti di Pio XII»

I Fioretti sono un genere letterario piuttosto diffuso nell’agiografia medievale. Il titolo richiama appunto una raccolta di piccoli fiori, ovvero degli episodi più belli e significativi della vita di un santo; o forse di quelli che più di altri son tali da suscitare la devozione nell’anima di chi legge. «In questo libro si contengono certi fioretti, miracoli ed esempi divoti…» comincia l’opera più nota di questo genere: i Fioretti di San Francesco d’Assisi, già diffusi in molte edizioni a stampa già prima del 1500.

Schermata 11-2456985 alle 12.39.50È una storia antica, dunque. Antica e sempre nuova. Come antiche e sempre nuove sono le storie di santità donate da Cristo alla Chiesa. Come antico e sempre nuovo è il Vangelo.
Anche Pio XII ha i suoi Fioretti. Episodi semplici, piccoli, o a volte anche grandi ma sempre intimi, che rischiano di sfuggire all’attenzione, più attratta dalle immagini delle occasioni pubbliche e solenni. Eppure la tela delle virtù si tesse proprio lì, nella vita nascosta, nella vita di ogni giorno. E’ soprattutto in quella quotidianità intima conosciuta solo da pochi che Eugenio Pacelli – come Francesco d’Assisi – «vivendo in questa miserabile vita, con tutto il suo isforzo s’ingegnava di seguitare Cristo, perfetto maestro».

Qualcosa di questa vita intima è raccolta nel lavoro prezioso e attento svolto dalla Postulazione per preparare la Positio super vita et virtutibus del Venerabile. Due volumi raccolgono le deposizioni di sessantuno testimoni solo per la parte del processo cosiddetto “romano”; più una trentina di altre deposizioni raccolte negli altri luoghi legati alla vita del Venerabile. E tra questi, personaggi che hanno veramente conosciuto l’intimo quotidiano del Papa: dai suoi familiari al suo dentista; da Suor Pascalina a chi lo assisteva nel lavoro d’ufficio.

Da questa imponente raccolta – oltre che da riviste o libri temporalmente vicini al pontificato di Papa Pio XII – trarremo i nostri Fioretti, che saranno pubblicati sul sito ufficiale della Causa di Canonizzazione (a questa pagina, periodicamente aggiornata), cominciando dal primo, martedì 2 dicembre.

E non è una data a caso. Proprio il 2 dicembre di sessant’anni fa, Pacelli viveva un’esperienza unica. Un’esperienza che se pure fu, per strani giri, data al pubblico, tanto da meritare poi addirittura una copertina della Domenica del Corriere, resta per molti aspetti il segno di un’intimità con il Signore, costruita nell’arco di tutta una vita, di cui solo i protagonisti conoscono la profondità. Non poteva esistere anniversario migliore per inaugurare la raccolta dei nostri Fioretti di Pio XII.

«La dura gara è in corso»

x22Il 7 settembre 1947, in Piazza San Pietro, il Papa rivolge un importante discorso agli uomini di Azione Cattolica. Interrotto diverse volte dall’applauso dei fedeli, Pio XII propone un piano che è ancora attuale, e che prevede cinque fondamentali “campi di battaglia”: una maggiore e più concreta educazione alla fede; la tutela della domenica e del riposo festivo; la tutela della famiglia, da cui dipende il bene dell’intera società; la giustizia sociale con una cultura dei diritti che ha un sapore più che moderno; e, infine, «la lealtà e la veracità nella convivenza umana, la coscienza della responsabilità per il bene comune».
L’invito ad essere «larghi di cuore» – pronunciato dal Papa in quella circostanza – con tutte le esigenti indicazioni che proponeva allora ma che sono di soprendente attualità, risuona oggi con la voce ancora squillante e deteminata di Papa Pacelli, grazie all’audio che siamo lieti di pubblicare sul nostro Sito, grazie alla cortese disponibilità della Famiglia Spirituale
L’Opera, proprietaria della registrazione.

Conforto, letizia e giusto vanto empiono l’animo Nostro, diletti figli, nel vedervi oggi qui adunati dinanzi a Noi in folte schiere; moltitudine imponente, come mare ondeggiante, i cui flutti si ripercuotono fino all’atrio del massimo Tempio della Cristianità.

A Noi che con paterno compiacimento vi salutiamo, voi apparite quasi la personificazione di un grido di riconoscenza che dal profondo dei vostri cuori sale all’Onnipotente Signore per il bene che Egli negli ultimi venticinque anni ha operato col ministero degli Uomini di Azione Cattolica. Basta un rapido sguardo agli scopi della vostra Unione: perfezionamento religioso e morale dei soci e loro educazione sociale e civile secondo gl’insegnamenti della Chiesa; incremento della vita cristiana e difesa della libertà della Chiesa in tutte le sue manifestazioni; restaurazione del Regno di Cristo nella famiglia, nella scuola, nelle pubbliche istituzioni, in tutta la vita economica e sociale. Un tale sguardo, diciamo, al vostro programma è sufficiente per richiamare alla mente quanto, con spirito di viva fede, è stato da voi osato, operato, conseguito, superando difficoltà e affrontando disagi. Continua a leggere