Ritrovato il primo filmato che ritrae Eugenio Pacelli

12 Il Museo dei Papi di Padova ha recentemente acquisito, detenendone quindi i diritti, due pellicole Lumiere con le prime immagini esistenti al mondo di Papa Pio XII, Eugenio Pacelli, nel 1899, giorno della Prima Santa Messa.
In questi giorni sono state digitalizzate in qualità 4k con un procedimento che ne ha salvaguardato tutte le qualità di profondità e bellezza (grazie allo studio multimediale Carlo Bazzan, Tele-cinema.it per il lavoro di digitalizzazione).
É il primo filmato esistente al mondo. Ad oggi era ritenuto il più antico un filmato del 1921 dove si scorgeva il Nunzio Pacelli a Berlino.

Per il Museo dei Papi è una grande emozione donare ai visitatori di questo sito web il primo frame di della pellicola, che sarà presentata al pubblico nei prossimi mesi.

Per informazioni: info@museodeipapi.it – www.museodeipapi.it.

I radiomessaggi natalizi di Pio XII

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pioXII2.gifRadiomessaggio alla Vigilia del Santo Natale, 1941

Noi guardiamo oggi, diletti figli, all’Uomo-Dio, nato in una grotta per risollevare l’uomo a quella grandezza, dond’era caduto per sua colpa, per ricollocarlo sul trono di libertà, di giustizia e d’onore, che i secoli degli dei falsi gli avevano negato. Il fondamento di quel trono sarà il Calvario; il suo ornamento non sarà l’oro o l’argento, ma il sangue di Cristo, sangue divino che da venti secoli scorre sul mondo e imporpora le gote della sua Sposa, la Chiesa, e, purificando, consacrando, santificando, glorificando i suoi figli, diventa candore di cielo. Continua.

Ascolta gli altri radiomessaggi

© Radio Vaticana – Le registrazioni della voce di Papa Pio XII presenti su questo Sito sono di proprietà della Radio Vaticana e provengono dall’Archivio Sonoro Pontificio dell’Emittente. Ad essa appartengono tutti i diritti relativi all’uso delle predette registrazioni, le quali vengono messe a disposizione unicamente per l’ascolto personale. Le operazioni di download delle registrazioni audio di Papa Pio XII sono consentite esclusivamente per uso privato. E’ vietato qualsiasi altro tipo di utilizzazione o sfruttamento del materiale sonoro in parola.

«Venuto a scontare l’error». Il Bambinello di Pio XII.

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«La notte di Natale è profondamente legata alla grande veglia notturna della Pasqua, quando la redenzione si compie nel sacrificio glorioso del Signore morto e risorto. Lo stesso presepio, quale immagine dell’incarnazione del Verbo, alla luce del racconto evangelico, allude già alla Pasqua ed è interessante vedere come in alcune icone della Natività nella tradizione orientale, Gesù Bambino venga rappresentato avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia che ha la forma di un sepolcro; un’allusione al momento in cui Egli verrà deposto dalla croce, avvolto in un lenzuolo e messo in un sepolcro scavato nella roccia» (Benedetto XVI, Udienza generale, 5 gennaio 2011). Continua a leggere

Il presepe del Papa

Presepe Appartamento Pio XII - Archivio FSO - clicca per ingrandire

Presepe Appartamento Pio XII – Archivio FSO clicca per ingrandire

“Nel contemplare il presepe la grazia più ovvia che ci verrà donata sarà la voglia di essere buoni”: lo suggerisce Papa Francesco, alla soglia del Natale. E davvero la contemplazione della scena del presepe – in casa, nelle chiese parrocchiali, nei luoghi di aggregazione – in un certo senso “fa” il Natale. Forse poche “invenzioni umane” aiutano così tanto lo spirito, sempre distratto, a concentrarsi sul mistero della fede. Non è un caso che questa “invenzione” sia riferibile ad un Santo, ovvero ad un innamorato di Dio, tanto innamorato da non volersene in alcun modo distrarre. E neanche è un caso che la vita di ogni santo – e di milioni e milioni di cristiani, non necessariamente canonizzati – sia passata per momenti di sosta (orante, a volte poetica) dinanzi al presepe. Continua a leggere

«Tutta bella sei, o Maria!»

Schermata 11-2456985 alle 13.34.06La tradizione di onorare la statua della Madonna a Piazza di Spagna, il giorno dell’8 dicembre, per poi recarsi a venerare la Salus Populi Romani a Santa Maria Maggiore – tradizione rispettata da Giovanni XXIII in poi, fino a Papa Francesco oggi – risale in realtà a Pio XII, che compì per la prima volta quell’omaggio, per inaugurare l’anno mariano, nel 1953.

Racconta Suor Pascalina: «Il Santo Padre aveva una profonda e filiale fiducia nell’intercessione della Madonna, ed appunto per questo proclamò l’Anno Mariano. L’apertura di questo Anno Mariano ebbe luogo nella basilica di Santa Maria Maggiore l’8 dicembre 1953, e questo fu per lui un giorno di intensa gioia. Il pellegrinaggio sostò in Piazza di Spagna e poi il Santo Padre, nel rispettoso silenzio di una immensa folla di fedeli, recitò la preghiera per l’Anno Mariano, da Lui stesso composta. Il corteo proseguì, quindi, verso la Basilica, ove, innanzi all’immagine di Maria Salus Populi Romani, ripetè la preghiera, alla quale, tra la commozione generale, seguì la Benedizione Urbi et Orbi» (Positio, pag. 90).

Pubblichiamo di seguito la registrazione audio di quella preghiera «alla Beata Vergine Maria, concepita senza il peccato originale», nonchè l’audio della benedizione a conclusione di quello speciale Anno Mariano. Le registrazioni sono di proprietà della Famiglia Spirituale L’Opera, che gentilmente ce ne concede l’uso, restando ogni diritto riservato.

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O Vergine bella come la luna…

Nel corso del Suo pontificato, Papa Pio XII cominciò l’uso di inviare, ogni 8 dicembre, omaggi floreali alla statua dell’Immacolata in piazza di Spagna, Roma, benedetta l’8 settembre 1857 dal Beato Pio IX; e l’8 dicembre 1953, si recò di persona ad omaggiarla, per inaugurare l’Anno Mariano. La consuetudine di visitare la statua, e poi far sosta a Santa Maria Maggiore, fu continuata da Giovanni XXIII (1958), ed è stata dai suoi successori fedelmente conservata.
Pubblichiamo di seguito, mentre con la Novena ci prepariamo a questa Solennità tanto cara al popolo dei fedeli, il testo di una preghiera alla Vergine Maria, composta da Pio XII il 17 gennaio 1956, cui è annesso il dono dell’indulgenza parziale.

300x01291834984158Papa-Immacolata2O Vergine bella come la luna, delizia del cielo,
nel cui volto guardano i beati e si specchiano gli angeli,
fa’ che noi, tuoi figliuoli, ti assomigliamo
e che le nostre anime ricevano un raggio della tua bellezza,
che non tramonta con gli anni, ma che rifulge nell’eternità.

O Maria, sole del cielo,
risveglia la vita dovunque è morte,
rischiara gli spiriti dove sono le tenebre.
Rispecchiandoti nel volto dei tuoi figli,
concedi a noi un riflesso del tuo lume e del tuo fervore.

O Maria, forte come un esercito, dona alle nostre schiere la vittoria.
Siamo tanto deboli, e il nostro nemico infierisce con tanta superbia.
Ma con la tua bandiera ci sentiamo sicuri di vincerlo;
egli conosce il vigore del tuo piede, egli teme la maestà del tuo sguardo.
Salvaci, o Maria, bella come la luna, eletta come il sole,
forte come un esercito schierato,
sorretto non dall’odio, ma dalla fiamma dell’amore.

Così sia.

Preparate la via a Gesù!

In occasione dell’inizio dell’Avvento – e di un nuovo anno liturgico – proponiamo queste riflessioni pronunciate dal Papa Pio XII il 7 dicembre 1952.

In questi giorni di Avvento la sacra Liturgia – fonte preziosa e perenne di luce e di letizia – mette la nostra anima in una fervida disposizione di attesa per il Santo Natale. É tutta una misteriosa effusione di preghiera piena di ansia e insieme di dolcezza. Ci volgiamo a Dio e Lo preghiamo di mandare Colui che deve venire: Mitte quem missurus es (Es 4,13); gridiamo ai cieli, alle nubi, e attendiamo che scenda come rugiada, come benefica pioggia, il Giusto: Rorate coeli desumer, et nubes pluant iustum (Is 45,8). Anche la terra scolta la nostra invocazione, e noi le chiediamo di aprirsi e di germinare la più desiderata delle piante, il più profumato dei fiori, Gesù: Aperiatur terra, et germinet salvatorem; flos de radice Iesse (Is. 45,8; 11,1). Talvolta la preghiera è rivolta direttamente a Gesù e allora assume un tono di particolare ardore: Veni, Domine, et noli tardare: Vieni, Signore, e non indugiare.
battista-e-gesùA questa preghiera risponde nella stessa Liturgia una dolcissima voce di pace, di conforto e di promessa. Parla Dio e dice: Consolatevi: presto verrà la vostra salvezza. Cito veniet salus tua. E ancora: I monti stilleranno dolcezza e i colli daranno latte e miele. Stillabunt montes dulcedinem, et colles fluent lacte (Gioele 3, 18). Nei giorni di Lui vi sarà giustizia e abbondanza di pace. Orietur in diebus eius iustitia et abundantia pacis (Sal 71,7), e la terra produrrà il suo frutto: terra nostra dabit fructum suum (Sal 84,13). Ma ci pare che fra quell’accorata preghiera e questa deliziosa promessa stia, forte e risoluta, una voce: la voce di Colui che grida ammonendo: Preparate la via del Signore: Vox clamantis… Parate viam Domini (Lc 3,4). Quasi per dire: sarebbe inutile il voto desiderio di salvezza, e non gioverebbe nemmeno la volontà salvifica di Lui, se mancasse la vostra opera generosa nel preparargli la strada, rimuovendo gli ostacoli e adornando il cammino per il quale Egli deve passare. Continua a leggere

L’insegnamento di Pio XII sulla tutela della vita

Pubblichiamo di seguito un estratto dallo studio di Stefano Mentil, La riflessione bioetica di Pio XII, che offre una sintesi del magistero di Papa Pacelli in materia di eutanasia ed accanimento terapeutico (pp. 208-215).

car19Le tecniche di rianimazione, ossia la serie di pratiche terapeutiche intese a recuperare la funzione cardio-respiratoria, pur non essendo una novità nel 1957, muovevano invero i primi passi nei reparti ospedalieri e, parimenti, sviluppavano gravi problemi etici, tra cui spiccava quello che successivamente sarà definito come “accanimento terapeutico”, cioè l’insieme di iniziative clinico-terapeutiche di carattere eccezionale, con le quali si interviene allo scopo di ritardare ad ogni costo la morte, pur non essendoci alcuna valida speranza di ripresa. A questo riguardo Pio XII espose una serie articolata di principi concernenti la rianimazione, l’accertamento della morte e la proporzionalità dei mezzi terapeutici il 24 novembre 1957, rivolgendosi ad un folto gruppo di medici e rispondendo a tre circostanziati quesiti proposti dal dottor Bruno Haid, anestesista dell’Università di Innsbruck. Tra tutti i contributi forniti all’etica medica, questo sulla rianimazione è considerato uno tra gli insegnamenti di maggior spessore profetico. Infatti, numerosi spunti proposti nel 1957 vennero successivamente ripresi da altri documenti del magistero, tra cui la dichiarazione Iura et bona sull’eutanasia del 1980 e l’enciclica Evangelium vitæ del successore Giovanni Paolo II del 1995. Continua a leggere

Un libro sulla riflessione bioetica di Pio XII

Schermata 2017-10-29 alle 19.10.16La bioetica è senza dubbio una disciplina “giovane”, eppure è già possibile – ed anzi opportuno – ricostruirne non solo la storia, ma altresì quella che potremmo a buon diritto definire la “preistoria”, ovvero i contribuiti anteriori agli anni ’70. In quest’ottica gli interventi svolti da papa Pacelli durante gli anni del suo pontificato (1939-1958) risultano particolarmente significativi ed una loro ricostruzione analitica consente di mettere a fuoco alcuni problemi classici del dibattito bioetico: dalle questioni generali dell’antropologia medica alle problematiche legate alla vita nascente (procreazione, contraccezione, metodi di regolazione delle nascite, aborto, sterilizzazione, fecondazione e inseminazione artificiali), dalle questioni bioetiche “durante la vita” (parto naturale e indolore, ricerca medica e sperimentazione sull’uomo, psichiatria e psicologia, genetica ed eugenetica, amputazioni e trapianti, chirurgia estetica, analgesia) alle problematiche legate al fine vita (rianimazione e eutanasia).

A tale magistero è dedicato lo studio di Stefano Mentil, La riflessione bioetica di Pio XII, per i tipi delle Edizioni Meudon, promosse dal Centro Studi Jacques Maritain. Per gentile concessione dell’Autore, offriamo ai naviganti di questa pagina web l’indice e la prefazione al volume, a firma Antonio da Re, oltre all’introduzione dell’Autore. «Mettendosi sul loro piano tecnico-scientifico, nei più svariati settori della medicina e della chirurgia, Pio XII raggiunse il possesso non soltanto dell’esattezza dell’impostazione sostanziale dei problemi di fondo, ma pure la precisione nella terminologia». «L’attenzione alla professione medica, allo sviluppo della ricerca biomedica, alla necessità di una visione totale della persona umana e alla novità di soluzioni scientifiche e problemi etici sono tutti addentellati che confermano la modernità – intesa quale innovazione – e l’originalità della riflessione di papa Pacelli e del metodo utilizzato per svilupparla».

STEFANO MENTIL è laureato in Scienze storiche e filosofiche all’Università degli Studi di Udine. Da anni collabora con l’Istituto Jacques Maritain ed è segretario di redazione di “Anthropologica. Annuario di studi filosofici”. In precedenza ha collaborato con il Comitato etico dell’Ospedale di Udine. Nel 2016 ha vinto la terza edizione di “PreGio – La bioetica per i giovani”, indetto dalla Consulta di Bioetica Onlus.

Pio XII: un pontificato segnato dalla devozione mariana

In occasione dell’Anniversario della nascita al Cielo del Ven. Pio XII, il Comitato Papa Pacelli – Associazione Pio XII ha organizzato una Santa Messa in Sua memoria che è stata celebrata sabato 7 ottobre 2017 alle ore 11.00 presso l’altare alla Tomba di San Pietro, nelle Grotte sottostanti la Basilica Vaticana.
La concelebrazione è stata presieduta da S.Em. il Cardinal Dominique Mamberti, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica; concelebranti il Cardinale Bertone, l’Arcivescovo Pozzo, i Vescovi Giuseppe Sciacca e Gianfranco Girotti; tra i Monsignori, Vittorio Formenti e Karel Kasteel. Il servizio (diaconi e ministranti) è stato prestato dagli alunni del Collegio Capranica, mentre la parte musicale è stata guidata dal Maestro Scapin.
Pubblichiamo di seguito il testo dell’omelia pronunciata dal Cardinal Mamberti.

IMG_1882Eminenza, Eccellenze,
cari confratelli, cari amici,

la liturgia della Chiesa fa memoria oggi di Nostra Signora del Rosario. Ben sapete, cari Fratelli e Sorelle, che questa festa è legata alla vittoria di Lepanto nel 1571. Papa Pio V, che aveva invocato la preghiera del popolo cristiano alla Madonna per salvare la Cristianità e ne aveva sperimentato la potente efficacia istituì la festa di Nostra Signora della Vittoria, fissandone la ricorrenza nel giorno stesso della battaglia, il 7 ottobre. Nel 1573, Papa Gregorio XIII mutò il titolo in quello di Nostra Signora del Rosario. Nel settembre del 1883, Leone XIII decretò, con l’Enciclica Supremi Apostolatus che l’intero mese di ottobre di quello stesso anno fosse “consacrato e dedicato” alla celeste Regina del Rosario, iniziando così una tradizione diventata molta cara ai fedeli cattolici. Nel mese di dicembre seguente il Papa introdusse l’invocazione Regina Sacratissimi Rosarii nelle litanie laureatane.

Celebriamo quindi con gioia la nostra Madre del Cielo sotto questa invocazione, pia e carica di storia; ma se, come ogni anno, ci siamo riuniti oggi in questa Basilica di San Pietro è anche per ricordare il grande Papa che qui vicino è sepolto, proprio di fronte alla Tomba dell’Apostolo Pietro, Pio XII, Eugenio Pacelli, che concluse il suo pellegrinaggio terrestre il 9 ottobre del 1958 e per chiedere al Signore, per intercessione di Nostra Signora del Rosario, la grazia che, dopo il riconoscimento delle virtù eroiche nel 2009, la causa del Servo di Dio possa procedere verso la beatificazione. Continua a leggere