Preghiera per la Chiesa perseguitata

In queste settimane in cui si fanno più violente le persecuzioni contro i cristiani in alcune parti del mondo, pubblichiamo il testo della preghiera che Papa Pio XII scrisse il 16 luglio 1957 per quella che si chiamava «la Chiesa del silenzio». Il riferimento era alle persecuzioni – più o meno nascoste – che i cristiani subivano, in quegli anni, nei Paesi ove vi fossero regimi di ideologia comunista. Cambia ora il nome dei persecutori, ma le pratiche son sempre le stesse – non meno violente di quelle che i primi cristiani avevano conosciuto nei loro primi secoli di vita. Ed anche la preghiera al Signore è sempre la stessa, e sempre più forte in questi giorni – come ci chiede pure Papa Francesco – affinché i nostri fratelli «non solo non vengano mai meno nella lotta, né vacillino nella fede, ma valgano anzi a sperimentare la dolcezza delle consolazioni da Te riservate alle anime, che Ti degni di chiamare ad essere tue compagne nell’alto della croce».

464269747_87a8b06d15_o   O Signore Gesù, Re dei martiri, conforto degli afflitti, appoggio e sostegno di quanti soffrono per amor tuo e per la loro fedeltà alla tua Sposa, la Santa Madre Chiesa, ascolta benigno le nostre fervide preghiere per i nostri fratelli della « Chiesa del silenzio », affinché non solo non vengano mai meno nella lotta, né vacillino nella fede, ma valgano anzi a sperimentare la dolcezza delle consolazioni da Te riservate alle anime, che Ti degni di chiamare ad essere tue compagne nell’alto della croce.

   Per coloro che debbono sopportare tormenti e violenze, fame e fatiche, sii Tu fortezza incrollabile, che li avvalori nei cimenti e infonda loro la certezza dei premi promessi a chi persevererà sino alla fine.

   Per coloro che sono sottoposti a costrizioni morali, molte volte tanto più pericolose quanto più subdole, sii Tu luce che ne illumini le intelligenze, affinché vedano chiaramente il retto cammino della verità, e forza che sorregga le loro volontà, superando ogni crisi, ogni tentennamento e stanchezza.

   Per coloro che sono nella impossibilità di professare apertamente la loro fede, di praticare regolarmente la vita cristiana, di ricevere frequentemente i Santi Sacramenti, d’intrattenersi filialmente con le loro guide spirituali, sii Tu stesso ara occulta, tempio invisibile, grazia sovrabbondante e voce paterna, che li aiuti, li animi, sani gli spiriti dolenti e doni loro gaudio e pace. Possa la nostra fervorosa orazione essere loro di soccorso; faccia la nostra fraterna solidarietà sentir loro che non sono soli; sia il loro esempio di edificazione per tutta la Chiesa, e specialmente per noi che con tanto affetto li ricordiamo.

   Concedi, o Signore, che siano abbreviati i giorni della prova e che ben presto tutti — insieme coi loro oppressori convertiti — possano liberamente servire e adorare Te, che col Padre e con lo Spirito Santo, vivi e regni per tutti i secoli dei secoli. Così sia!

É concessa, alle solite condizioni, l’indulgenza parziale.

Grazie a Radio Vaticana, «torna» la voce di Pio XII

+++PAPA: RADIO DA' VOCE A S.SEDE E DIALOGA CON IL MONDO+++La scorsa primavera, Radio Vaticana ha completato la digitalizzazione di 8.000 nastri e supporti originali con la registrazione delle attività dei Papi. Un patrimonio storico e documentale di inestimabile valore che la Radio custodisce dal 1931, anno della sua nascita. Le voci dei Papi da Pio XI a Giovanni Paolo II, fino a Benedetto XVI e Papa Francesco sono raccolte in un archivio sonoro gestito dall’emittente pontificia, che tra i propri compiti annovera anche un preciso mandato istituzionale al fine di salvaguardarne il carattere pastorale e tutelarne i diritti di proprietà intellettuale.

Attingendo a questo prezioso patrimonio, Radio Vaticana ha accolto la richiesta di collaborazione avanzata dalla Postulazione per la Causa di Beatificazione del Venerabile Papa Pio XII, mettendo gentilmente a disposizione una parte del materiale audio, che ora è offerto ai fedeli e a chiunque visiti questo sito web, alla pagina Ascolta la voce.

E’ opportuno precisare che le registrazioni della voce di Papa Pio XII presenti su questo Sito sono di proprietà della Radio Vaticana e provengono dall’Archivio Sonoro Pontificio dell’Emittente. Ad essa appartengono tutti i diritti relativi all’uso delle predette registrazioni, le quali vengono messe a disposizione unicamente per l’ascolto personale.
Le operazioni di download delle registrazioni audio di Papa Pio XII sono consentite esclusivamente per uso privato.
E’ vietato qualsiasi altro tipo di utilizzazione o sfruttamento del materiale sonoro in parola.

I più vivi ringraziamenti vanno ai responsabili della Radio, per la loro preziosa collaborazione. L’augurio – e la preghiera – è che questa operazione aiuti i visitatori di questa pagina web a pregare insieme a Papa Pio XII, in modo da sperimentarne il conforto e l’intercessione.

Cari universitari, siate cuore, non solo intelligenza!

pie-xiiIl 15 giugno 1952, il Papa riceve professori e studenti dell’Università «La Sapienza» di Roma; pubblichiamo di seguito ampli stralci del discorso, che resta di una «potenza» e di un fascino notevole per tutti gli studenti ed i docenti che vivono in Università. Richiamando soprattutto gli studenti alle proprie responsabilità verso la società – «la Patria» – alla cui costruzione sono chiamati a contribuire, il Papa non tralascia di indicare il fondamento di una solida vita interiore, a cominciare dalla riscoperta delle formule di fede e di preghiera imparate, da piccoli, nella vita in famiglia. La meta indicata dal Papa è, dunque, quella di una preparazione «con Dio nella mente, con Dio nel cuore, con Dio nella professione», senza cedere alle tentazione di una scienza vuota, senza fame di Verità.

Ora della vostra patria voi siete, non già esclusivamente, ma a preferenza di ogni altro ceto giovanile, l’avvenire, poichè le arti liberali o professioni sono tra le attività civiche quelle che danno maggiormente il tono alla vita della nazione e ne segnano il corso. La direzione della società di domani è principalmente riposta nella mente e nel cuore degli universitari di oggi. E poichè siete venuti a Noi per attingere qualche salutare pensiero, Ci sembra di potervi dire: penetrate, radicate, approfondite la coscienza di futuri dirigenti della nazione, ed insieme le particolari responsabilità verso la patria nelle singole professioni, alle quali vi dedicherete, terminati felicemente i vostri studi. Continua a leggere

«Con fermezza e tenerezza»

Per la Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, patroni di Roma, nel 1941 Papa Pio XII registrava un radiomessaggio rivolto al mondo intero, alla soglia della guerra che avrebbe percorso l’Europa per ancora quattro anni. Ne pubblichiamo il testo integrale al ricorrere della medesima Solennità, convinti che le parole di incoraggiamento, tenerezza e speranza del Papa possano dire ancora tanto ai lettori di oggi, che se non conoscono direttamente l’orrore della guerra, vivono tuttavia crisi diverse, fonti di non diverse inquietudini.

Pope Pius XII   In questa solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo, il vostro devoto pensiero e affetto, diletti figli della Chiesa cattolica universa, si rivolge a Roma con la strofa trionfale: «O Roma felix, quae duorum Principum – es consecrata glorioso sanguine! O Roma felice, che sei stata consacrata dal sangue glorioso di questi due Principi!». Ma la felicità di Roma, che è felicità di sangue e di fede, è pure la vostra; perché la fede di Roma, qui sigillata sulla destra e sulla sinistra sponda del Tevere col sangue dei Principi degli apostoli, è la fede che fu annunziata a voi, che si annunzia e si annunzierà nell’universo mondo. Voi esultate nel pensiero e nel saluto di Roma, perché sentite in voi il balzo della universale romanità della vostra fede.
Da diciannove secoli nel sangue glorioso del primo Vicario di Cristo e del Dottore delle Genti la Roma dei Cesari fu battezzata Roma di Cristo, a eterno segnale del principato indefettibile della sacra autorità e dell’infallibile magistero della fede della Chiesa; e in quel sangue si scrissero le prime pagine di una nuova magnifica storia delle sacre lotte e vittorie di Roma. Continua a leggere

Non è un fantasma il Dio del tabernacolo!

In occasione della Solennità del Corpo e Sangue del Signore, pubblichiamo ampi stralci del bellissimo discorso pronunciato da Papa Pio XII, il 28 aprile 1939, ricevendo i partecipanti al Congresso Nazionale Italiano dei Sacerdoti Adoratori del Santissimo Sacramento.

Pio XII 1   Il Salvatore divino è con noi, non già come ombra fugace della fama e del nome che resta sulle tombe e sui monumenti dei grandi uomini che passano, ma quale Dio presente nella sua divinità e umanità, Dio nascosto nell’ombra dei pani mutati: ombra che Ci par di ravvisare in quelle tenebre del lago di Tiberiade, in quella notte che Cristo camminava sopra i marosi, e ai discepoli a fatica remiganti parve fantasma. No, non è un fantasma il Dio dei tabernacoli che adoriamo. É quel medesimo che allora disse ai pavidi discepoli: Abbiate fiducia; sono io, non temete. É quel medesimo che dice: Eccomi con voi tutti i giorni fino alla consumazione dei tempi.

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Papa Francesco: «Pio XII, grande difensore degli ebrei»

Pubblichiamo di seguito uno stralcio della lunga intervista rilasciata dal Santo Padre, Papa Francesco, al quotidiano spagnolo La Vanguardia, edizione del 12 giugno scorso. Tra le altre risposte (qui il testo integrale, in spagnolo), il Papa ha ritenuto di doversi soffermare anche sul ruolo di Pio XII negli anni della seconda guerra mondiale.

Schermata 06-2456825 alle 11.08.18«L’apertura degli Archivi porterà molta luce. Su questo tema ciò che mi preoccupa è la figura di Pio XII, il Papa che ha guidato la Chiesa durante la Seconda Guerra Mondiale. Sul povero Pio XII è stato tirato fuori di tutto. Ma dobbiamo ricordare che prima lo si vedeva come il grande difensore degli ebrei. Ne ha nascosti molti nei conventi di Roma e di altre città italiane, e anche nella residenza estiva di Castel Gandolfo. Là nella casa del Papa, nella sua camera da letto sono nati 42 bambini, figli di ebrei e di altri perseguitati rifugiatisi lì. Non voglio dire che Pio XII non abbia commesso errori – anch’io ne commetto tanti – però il suo ruolo deve essere letto nel contesto di quel tempo. Era meglio, ad esempio, che non parlasse perché non venissero uccisi più ebrei, oppure che lo facesse? Voglio anche dire che a volte mi prende un po’ di orticaria esistenziale quando vedo che tutti se la prendono contro la Chiesa e Pio XII, e si dimenticano le grandi potenze. Lo sa lei che conoscevano perfettamente la rete ferroviaria dei nazisti per trasportare gli ebrei ai campi di concentramento? Avevano le foto. Però non hanno bombardato queste linee ferroviarie. Perché? Sarebbe bene parlare un po’ di tutto».

Qui, invece, l’intervista rilasciata a Radio Vaticana da padre Giovanni Caputa, alla vigilia del recente viaggio del Papa in Terra Santa, in cui si dà conto, tra le altre cose, della modifica della didascalia alla foto di Pio XII allo Yad Vashem, in seguito alle più recneti ricerche storiche da cui risultano tante azioni umanitarie svolte e promosse direttamente o indirettamente da Pio XII in favore dei perseguitati. Padre Giovanni Caputa è membro della Commissione per i media della visita papale e studioso dei rapporti ebraico-cristiani e, dal 2002 al 2012, segretario della delegazione della Santa Sede nei negoziati con lo Stato d’Israele.

I palpiti del Cuore del Maestro

Il 15 maggio 1956, Papa Pio XII firma la grande enciclica sulla devozione al Sacro Cuore di Gesù, Haurietis Aquas, di cui proponiamo un ampio stralcio nel mese dedicato proprio a questa devozione. L’intenzione del Papa è quella – come egli stesso dichiara – di rispondere a quanti «nutrono ancora dei pregiudizi a riguardo [del culto al Sacro Cuore] e giungono persino a ritenerlo meno rispondente, per non dire dannoso, alle necessità spirituali più urgenti della Chiesa e dell’umanità nell’ora presente». Per Pio XII, al contrario, «il culto da tributarsi al Cuore Sacratissimo di Gesù è degno di essere stimato come la professione pratica di tutto il Cristianesimo»: si tratta, in sostanza, del «contenuto di ogni vera spiritualità e devozione cristiana» – come commenterà Benedetto XVI, nella lettera al Preposito Generale della Compagnia di Gesù nel 50esimo anniversario dell’enciclica. E a più di mezzo secolo dalla lettera di Papa Pacelli, le sue parole restano sempre attuali e, come spesso accade con la voce di Pio XII, pare quasi di cogliervi un’eco profetica: «Dinanzi allo spettacolo di tanti mali, che oggi, più che nel passato, travagliano individui, famiglie, nazioni e il mondo intero, dove mai Venerabili Fratelli, cercheremo il rimedio? Si potrà forse trovare una devozione più eccellente del culto al Cuore Sacratissimo di Gesù, più conforme all’indole propria della religione cattolica, più idonea a soddisfare le odierne necessità spirituali della Chiesa e del genere umano?».

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  Venerabili Fratelli, al fine di cogliere più abbondanti frutti da queste nostre tanto consolanti riflessioni, indugiamo alquanto nella contemplazione dell’intima partecipazione avuta dal Cuore del Salvatore nostro Gesù Cristo alla sua vita affettiva umana e divina, durante il periodo della sua vita terrena, e della partecipazione che Esso ha al presente ed avrà per tutta l’eternità. È alle pagine del Vangelo che noi domanderemo principalmente la luce per inoltrarci nel santuario di questo Cuore divino, dove potremo ammirare con l’Apostolo delle genti: «immensa ricchezza della grazia [di Dio], nella benignità verso di noi in Cristo Gesù». Continua a leggere

Intervista al Prof. Guiducci: «Pio XII. Defensor Civitatis»

foto4Pubblichiamo di seguito l’intervista al Prof. Guiducci, storico della Pontificia Università Salesiana, in merito al ritrovamento, in Francia, di nuovi documenti sul ruolo di Papa Pio XII nei mesi precedenti alla liberazione di Roma dall’occupazione nazista, nel giugno 1944. Tra le altre corse, emerge il lavoro che il Pontefice si preoccupò di compiere a tutela delle donne della Ciociaria dalle violenze militari, intervenendo pure per prevenire ulteriori stupri.

Prof. Guiducci, che avvenne nel maggio del 1944?
In Italia centrale gli alleati tentavano di sfondare la linea Gustav. Questa barriera di fortificazioni passava anche per Montecassino, ove si trova il celebre monastero benedettino (che fu bombardato). L’esercito del Terzo Reich resistette ad oltranza. Ci furono quattro battaglie. E si rese necessario pure uno sbarco alleato a Nettunia (l’attuale area di Anzio e Nettuno).

Perché Pio XII era profondamente preoccupato?
Perché i nazisti restavano posizionati a Roma. Kesserling manteneva il suo comando all’interno del monte Soratte, ma le sue truppe per arrivare al fronte passavano necessariamente per l’Urbe. La città era quindi la retrovia della linea di combattimento. Vi erano anche depositi di munizioni e vari centri operativi. Tale situazione, in caso di arretramento tedesco, faceva pensare a un possibile scontro militare all’interno di Roma. Si ricordi, al riguardo, che una prima battaglia (con morti e feriti) era già avvenuta (8-10 settembre 1943) e che diversi furono i bombardamenti sulla capitale e nella zona dei Castelli. Si registrarono centinaia di morti negli stessi edifici della Santa Sede a Castelgandolfo. Continua a leggere

Quel vincolo misterioso tra Pietro e Cristo

Pius12coronationIn occasione della festa di Sant’Eugenio, il 2 giugno, onomastico del Venerabile Pio XII, pubblichiamo un breve stralcio del discorso che proprio in questa stessa occasione, nel 1944, Pacelli pronunciò per ringraziare i membri italiani del Collegio Cardinalizio che gli avevano presentato gli auguri.

Fra Cristo e Pietro vive dal dì della promessa presso Cesarea di Filippo e dell’adempimento sul mare di Tiberiade un vincolo misterioso ma eminentemente reale, occorso una volta nel tempo, ma che affonda le sue radici negli eterni consigli dell’Onnipotente. Il Padre celeste, che a Simone figlio di Giona rivelava il mistero della divina figliolanza di Cristo e lo rendeva così atto a rispondere con una aperta e pronta confessione alla domanda del Redentore, aveva fin dalla eternità predestinato il pescatore di Betsaida al suo singolare ufficio; e Cristo stesso non fece che compire la volontà del Padre, quando nella promessa e nel conferimento del primato usò espressioni, le quali dovevano fissare per sempre la unicità della posizione privilegiata attribuita a Pietro. Continua a leggere

Aiutaci, Maria, a custodire Gesù

PiusXII coronation Salus Populi Romani 1954A conclusione del mese mariano, pubblichiamo la Preghiera alla «Madonna dell’aiuto», composta da Papa Pio XII nel 1954, Anno Mariano. Nello stesso anno, Papa Pacelli aveva solennemente incoronato, nella Basilica di San Pietro, l’antica icona di Maria Salus Populi Romani, conservata nella Basilica di Santa Maria Maggiore (foto a lato). Dinanzi a quell’immagine, il Pontefice aveva celebrato la sua prima Santa Messa, dopo l’ordinazione sacerdotale, il 3 aprile 1899; a quell’immagine il Papa aveva consacrato la sicurezza di Roma, durante la seconda guerra mondiale; e al suo materno intervento aveva ricondotto la liberazione della città dall’occupazione nazista, nel giugno 1944, settanta anni fa (qui la notizia della celebrazione dell’anniversario). Così parlava nelle prime parole al popolo di Roma, dopo la liberazione: «Con indicibile riconoscenza noi veneriamo la Santissima Madre di Dio e Madre nostra, Maria, che al titolo e alle glorie di Salus populi romani ha raggiunto una nuova prova della sua benignità materna, che rimarrà in perenne memoria negli annali dell’Urbe». Continua a leggere