Dal 2 dicembre, on line «I Fioretti di Pio XII»

I Fioretti sono un genere letterario piuttosto diffuso nell’agiografia medievale. Il titolo richiama appunto una raccolta di piccoli fiori, ovvero degli episodi più belli e significativi della vita di un santo; o forse di quelli che più di altri son tali da suscitare la devozione nell’anima di chi legge. «In questo libro si contengono certi fioretti, miracoli ed esempi divoti…» comincia l’opera più nota di questo genere: i Fioretti di San Francesco d’Assisi, già diffusi in molte edizioni a stampa già prima del 1500.

Schermata 11-2456985 alle 12.39.50È una storia antica, dunque. Antica e sempre nuova. Come antiche e sempre nuove sono le storie di santità donate da Cristo alla Chiesa. Come antico e sempre nuovo è il Vangelo.
Anche Pio XII ha i suoi Fioretti. Episodi semplici, piccoli, o a volte anche grandi ma sempre intimi, che rischiano di sfuggire all’attenzione, più attratta dalle immagini delle occasioni pubbliche e solenni. Eppure la tela delle virtù si tesse proprio lì, nella vita nascosta, nella vita di ogni giorno. E’ soprattutto in quella quotidianità intima conosciuta solo da pochi che Eugenio Pacelli – come Francesco d’Assisi – «vivendo in questa miserabile vita, con tutto il suo isforzo s’ingegnava di seguitare Cristo, perfetto maestro».

Qualcosa di questa vita intima è raccolta nel lavoro prezioso e attento svolto dalla Postulazione per preparare la Positio super vita et virtutibus del Venerabile. Due volumi raccolgono le deposizioni di sessantuno testimoni solo per la parte del processo cosiddetto “romano”; più una trentina di altre deposizioni raccolte negli altri luoghi legati alla vita del Venerabile. E tra questi, personaggi che hanno veramente conosciuto l’intimo quotidiano del Papa: dai suoi familiari al suo dentista; da Suor Pascalina a chi lo assisteva nel lavoro d’ufficio.

Da questa imponente raccolta – oltre che da riviste o libri temporalmente vicini al pontificato di Papa Pio XII – trarremo i nostri Fioretti, che saranno pubblicati sul sito ufficiale della Causa di Canonizzazione (a questa pagina, periodicamente aggiornata), cominciando dal primo, martedì 2 dicembre.

E non è una data a caso. Proprio il 2 dicembre di sessant’anni fa, Pacelli viveva un’esperienza unica. Un’esperienza che se pure fu, per strani giri, data al pubblico, tanto da meritare poi addirittura una copertina della Domenica del Corriere, resta per molti aspetti il segno di un’intimità con il Signore, costruita nell’arco di tutta una vita, di cui solo i protagonisti conoscono la profondità. Non poteva esistere anniversario migliore per inaugurare la raccolta dei nostri Fioretti di Pio XII.

«La dura gara è in corso»

x22Il 7 settembre 1947, in Piazza San Pietro, il Papa rivolge un importante discorso agli uomini di Azione Cattolica. Interrotto diverse volte dall’applauso dei fedeli, Pio XII propone un piano che è ancora attuale, e che prevede cinque fondamentali “campi di battaglia”: una maggiore e più concreta educazione alla fede; la tutela della domenica e del riposo festivo; la tutela della famiglia, da cui dipende il bene dell’intera società; la giustizia sociale con una cultura dei diritti che ha un sapore più che moderno; e, infine, «la lealtà e la veracità nella convivenza umana, la coscienza della responsabilità per il bene comune».
L’invito ad essere «larghi di cuore» – pronunciato dal Papa in quella circostanza – con tutte le esigenti indicazioni che proponeva allora ma che sono di soprendente attualità, risuona oggi con la voce ancora squillante e deteminata di Papa Pacelli, grazie all’audio che siamo lieti di pubblicare sul nostro Sito, grazie alla cortese disponibilità della Famiglia Spirituale
L’Opera, proprietaria della registrazione.

Conforto, letizia e giusto vanto empiono l’animo Nostro, diletti figli, nel vedervi oggi qui adunati dinanzi a Noi in folte schiere; moltitudine imponente, come mare ondeggiante, i cui flutti si ripercuotono fino all’atrio del massimo Tempio della Cristianità.

A Noi che con paterno compiacimento vi salutiamo, voi apparite quasi la personificazione di un grido di riconoscenza che dal profondo dei vostri cuori sale all’Onnipotente Signore per il bene che Egli negli ultimi venticinque anni ha operato col ministero degli Uomini di Azione Cattolica. Basta un rapido sguardo agli scopi della vostra Unione: perfezionamento religioso e morale dei soci e loro educazione sociale e civile secondo gl’insegnamenti della Chiesa; incremento della vita cristiana e difesa della libertà della Chiesa in tutte le sue manifestazioni; restaurazione del Regno di Cristo nella famiglia, nella scuola, nelle pubbliche istituzioni, in tutta la vita economica e sociale. Un tale sguardo, diciamo, al vostro programma è sufficiente per richiamare alla mente quanto, con spirito di viva fede, è stato da voi osato, operato, conseguito, superando difficoltà e affrontando disagi. Continua a leggere

«Cresciuto odiando Pio XII, ho scoperto era un eroe»

di DEBORAH CASTELLANO LUBOV

Schermata 11-2456968 alle 20.16.43Gary Krupp è un ebreo americano che insieme a sua moglie Merry ha fondato, nel 2003, la Pave the Way Foundation, associazione religiosamente neutrale che si propone di cercare, individuare e contribuire ad eliminare gli ostacoli non-teologici che si infiltrano fra le religioni e la libera ricerca, e che impediscono la loro reciproca comprensione e collaborazione. Nel corso degli anni, Krupp è diventato anche un esperto della Seconda Guerra mondiale, concentrando in particolare i suoi studi sull’operato del Papa allora regnante, Pio XII, per salvare gli ebrei minacciati dalla persecuzione nazista. Giovanni Paolo II lo ha nominato Cavaliere dell’Ordine di San Gregorio Magno. In visita in questi giorni a Roma, ZENIT lo ha intervistato.

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«Di là verrà a giudicare i vivi e i morti»

Nel mese tradizionalmente dedicato alla memoria dei cari defunti e alla comunione dei santi, proponiamo alcune riflessioni che Pio XII condivise, il 17 febbraio 1942, sull’articolo del Simbolo Apostolico «Di là verrà a giudicare i vivi e i morti».

Ecco Cristo che siede Avvocato nostro alla destra del Padre. Egli non è più nella sua forma umana visibile in mezzo a noi, ma si degna di stare con noi invisibile sotto le specie del pane e del vino nel sacramento del suo amore fino alla consumazione dei secoli. É il gran mistero di un Dio presente e nascosto, di quel Dio che verrà un giorno a giudicare i vivi e i morti: inde venturus est iudicare vivos et mortuos. Continua a leggere

Il Rosario: come la fionda nella mano di Davide

Il 15 settembre 1951, Papa Pio XII firmava l’enciclica Ingruentium Malorum, sulla recita del Santo Rosario. La speranza del Papa era quella che i fedeli potessero riscoprire «l’eccellenza, il valore e la salutare efficacia» della preghiera mariana, e «possano compiere questo fruttuoso ufficio con la maggior diligenza possibile, e il santo rosario sia da essi sempre più convenientemente stimato e diffusamente praticato». Nel Rosario – sopratutto recitato in famiglia – Pacelli riponeva assoluta fiducia contro «le veramente tristi condizioni dei nostri tempi», e il riferimento del Papa era sopratutto alle persecuzioni che nell’Est del mondo erano riservata ai cristiani, oltre che a quella tendenza – che già allora cominciava – della società ad allontanarsi sempre più dai valori della purezza. Con apostolica franchezza, Pio XII denunciava soprattutto «quella iniqua campagna che gli empi conducono a danno della candida innocenza dei fanciulli».
Ci pare che l’invito del Papa a riscoprire la bellezza della preghiera del Rosario sia assolutamente attuale, e del resto trovi eco fedele nelle parole dei suoi Successori, fino a Giovanni Paolo II, a Benedetto XVI e, nel tempo presente, a Papa Francesco. In particolare, proprio in una recente occasione, il Papa ripeteva: «Voi pregate il Rosario tutti i giorni? La preghiera con Maria, in particolare il Rosario ha anche questa dimensione “agonistica”, cioè di lotta, una preghiera che sostiene nella battaglia contro il maligno e i suoi complici». D’altra parte, non mancano neanche oggi, non troppo lontano da noi, le persecuzioni – anche violente – nei confronti dei cristiani; nè si è arrestata la “campagna” – a volte istituzionalizzata – volta ad allontanare sempre di più proprio i più piccoli dai valori della purezza cristiana. Possiamo ancora credere, con il Venerabile Pio XII, che «non con la forza, non con le armi, non con la umana potenza, ma con l’aiuto divino ottenuto per mezzo di questa preghiera, forte come Davide con la sua fionda, la Chiesa potrà affrontare impavida il nemico».
child in prayer 2Pubblichiamo di seguito un estratto della lettera enciclica, dove si afferma in modo particolare l’importanza della recita del Santo Rosario nella vita familiare. Siamo certi così di assecondare anche l’intenzione del Santo Padre per la famiglia, nel tempo che ci separa dal Sinodo appena concluso a quello che si celebrerà tra un anno.

Benché non vi sia certamente un unico modo di pregare per poter conseguire questo aiuto, tuttavia Noi stimiamo che il rosario mariano sia il mezzo più conveniente ed efficace, come del resto viene chiaramente suggerito dall’origine stessa, più divina che umana, di questa pratica e dalla sua intima natura.

Che cosa infatti di più adatto e più bello dell’orazione domenicale (Padre Nostro) e del saluto angelico (Ave Maria), che formano come i fiori di cui s’intreccia questa mistica corona? Aggiungendosi, inoltre, alle ripetute preghiere vocali la meditazione dei sacri misteri, ne deriva l’altro grandissimo vantaggio, che tutti, anche i più semplici e i meno istruiti, hanno in ciò una maniera facile e pronta per alimentare e custodire la propria fede. E invero, dalla meditazione frequente dei misteri, l’animo attinge e insensibilmente assorbe la virtù che essi racchiudono, si accende straordinariamente alla speranza dei beni immortali, e viene fortemente e soavemente spronato a seguire il sentiero battuto da Cristo medesimo e dalla sua Madre. La recita stessa di formule identiche tante volte ripetute, nonché rendere questa preghiera sterile e noiosa, quale mirabile virtù, invece, possiede, come si può sperimentare, per infondere fiducia in chi prega e fare dolce violenza al cuore materno di Maria! Continua a leggere

Paolo VI: «Pacelli, amico del nostro tempo»

Schermata 10-2456943 alle 17.13.03«Fedele collaboratore, divenuto oggi fratello». Così Pio XII si rivolgeva, il 12 dicembre 1954, al futuro Paolo VI, al secolo Giovanni Battista Montini, nel radiomessaggio registrato in occasione della sua consacrazione episcopale. Dopo anni di stretta collaborazione come sostituto della Segreteria di Stato – sin dal 1937, quando Segretario di Stato era proprio il Cardinal Pacelli -, ora il Papa aveva scelto lui per la Cattedra di Sant’Ambrogio, destinato a succedere il Cardinale di santa vita, Alfredo Idelfonso Schuster, morto alla fine di agosto di quell’anno.
In occasione della beatificazione di Paolo VI – domenica prossima 19 ottobre, a conclusione del Sinodo straordinario sulla famiglia -, grazie ad una collaborazione con Radio Vaticana, siamo lieti di pubblicare l’audio di quel radiomessaggio con cui Pio XII impartiva di cuore la sua benedizione al novello Arcivescovo di Milano.
Di seguito, si pubblica pure il discorso di Giovanni Battista Montini, divenuto poi Paolo VI, pronunciato il 12 marzo 1964 in occasione del XXV anniversario dell’inizio del pontificato di Pio XII dell’inaugurazione della statua monumentale di bronzo offerta a Papa Pacelli dai cardinali da lui creati (qui, un breve video dell’evento). Ancora, nella Basilica Vaticana, è possibile sostare dinanzi a quella statua – nella cappella di San Sebastiano, ove è il corpo di San Giovanni Paolo II – «per avere ammonimento e conforto di religioso sentimento, di multiforme sapienza, di umana bontà», come suggeriva Montini.
Le parole pronunciate dal beato Paolo VI in quella circostanza sono state ricordate dal Card. Burke, Prefetto della Suprema Segnatura Apostolica, nell’omelia in occasione della Santa Messa celebrata nelle Grotte Vaticane per l’anniversario della morte di Pio XII, di cui – richiamava Papa Montini – «dovremo ricordare una vita sacerdotale, pura, pia, austera, laboriosa, spesso sofferente.

©Radio Vaticana – Le registrazioni della voce di Papa Pio XII presenti su questo Sito sono di proprietà della Radio Vaticana e provengono dall’Archivio Sonoro Pontificio dell’Emittente. Ad essa appartengono tutti i diritti relativi all’uso delle predette registrazioni, le quali vengono messe a disposizione unicamente per l’ascolto personale. Le operazioni di download delle registrazioni audio di Papa Pio XII  sono consentite esclusivamente per uso privato. E’ vietato qualsiasi altro tipo di utilizzazione o  sfruttamento del materiale sonoro in parola.

Qui, il testo integrale del radiomessaggio.

Schermata 10-2456943 alle 17.12.10Discorso di Papa Paolo VI
in occasione del
XXV anniversario
dell’incoronazione
di Pio XII

12 marzo 1964

Signori Cardinali,
Venerati Fratelli e Figli diletti,
illustri Signori e Fedeli tutti qui presenti,

Noi dobbiamo compiacerCi di questa cerimonia, che offre alla devozione e all’ammirazione Nostra, e di quanti da oggi in avanti visiteranno la Basilica Vaticana, un degno monumento alla venerata e gloriosa memoria di Papa Pio XII, che venticinque anni fa, in questo giorno dedicato al culto di San Gregorio Magno, era coronato Sommo Pontefice della Chiesa romana ed universale; e Noi dobbiamo far Nostre le parole celebrative, testé pronunciate, con altezza di pensiero e con profondità di sentimenti, dal Signor Cardinale Gregorio Pietro Agagianian, a nome proprio ed a nome dei Signori Cardinali creati dal compianto medesimo Pontefice, ai quali risale il merito dell’erezione di questo monumento stesso. Continua a leggere

«Accipio in crucem»: il Papa crocifisso

«Accipio in crucem» furono le parole prunciate da Papa Pio XII al momento di accettare l’elezione avvenuta a Romano Pontefice. Pubblichiamo di seguito un dossier, pubblicato di recente sulla rivista Spiritualità & Cultura delle Maestre Pie Venerini, che si occupa di un Papa che si trovò ad attraversare un’epoca sconvolta da guerre e da conflitti ideologici senza precedenti, tanto che egli stesso definì la tiara “una corona di spine”.

roma-basilica-san-lorenzo-fuori-le-mura-Fig_04Accipio in crucem. Furono queste le prime parole pronunciate dal Cardinale Eugenio Pacelli (1876-1958) al momento della sua elezione al soglio Pontificio. Una croce alla quale, dopo ben settantacinque anni, in molti continuano ancora a tenerlo inchiodato.

E, immancabilmente, si torna a discutere del “silenzio” di Pio XII riguardo alla persecuzione del popolo ebraico durante l’ultimo conflitto mondiale. A nulla sono servite le testimonianze in difesa del pontefice da parte degli ebrei sopravvissuti all’Olocausto. I suoi denigratori continuano a divulgare menzogne e a distorcere l’operato di un pontefice che preferì mettere a repentaglio la propria immagine piuttosto che protestare apertamente e provocare, così, feroci ritorsioni da parte dei nazisti.

Negli archivi vaticani esistono centinaia di documenti che provano come Pio XII, già nunzio a Monaco, avesse sempre condannato duramente l’operato di Hitler, al punto che non esitò a definirlo: “…un invasato egocentrico distruttore”. Nel 1937, lo stesso cardinale Pacelli si adoperò tenacemente affinché in Germania venisse pubblicata l’enciclica “Mit brennender Sorge”, un documento in cui il Pontefice Pio XI, suo predecessore, condannava apertamente il nazismo. Continua a leggere.

La preghiera della famiglia

In occasione del Sinodo straordinario sulla famiglia, che si sta celebrando in questi giorni a Roma, offriamo ai fedeli di Papa Pio XII la seguente Preghiera per la Famiglia, composta da Papa Pacelli il 31 ottobre 1954, allora festa di Cristo Re. Sul sito, è presente, inoltre, un’apposita sezione dedicata al tema dell’assemblea sinodale, con estratti dal magistero del Venerabile Papa Pio XII sul matrimonio e sulla famiglia; è disponibile già da un po’ di tempo, infine, una Novena degli sposi per pregare con Papa Pio XII.

fattore-famiglia-figli-iseeSignore, Dio di bontà e di misericordia, che nel mondo del male e del peccato alla società dei redenti hai offerto, purissimo specchio di pietà, di giustizia, di amore, la Santa Famiglia di Nazareth, vedi come la famiglia è oggi da ogni parte insidiata, e tutto congiura a profanarla, strappandole la fede, la religione, il costume.

Assisti, o Signore, l’opera delle tue mani. Proteggi nei nostri focolari le virtù domestiche, garanzia unica di concordia e di pace.

Vieni e suscita i difensori della famiglia. Suscita gli apostoli dei nuovi tempi, che nel tuo Nome, col messaggio di Gesù Cristo e con la santità della vita richiamino alla fedeltà i coniugi, all’esercizio dell’autorità i parenti, all’ubbidienza i figli, alla modestia le fanciulle, alla stima e all’amore della casa da Te benedetta le menti e i cuori di tutti.

Restaurata in Gesù Cristo su gli esempi del divino modello di Nazareth, ritrovi la famiglia cristiana il suo volto; ritorni santuario ogni domestico nido; si riaccenda in ogni focolare la fiamma della fede, che le avversità porta in pazienza, le prosperità con moderazione, e tutto compone nell’ordine e nella pace.

Sotto il tuo sguardo paterno, o Signore, e affidata alla tua Provvidenza, auspice l’amoroso patrocinio di Gesù, Maria e Giuseppe, sarà la famiglia asilo di virtù, scuola di sapienza. Sarà riposo negli affanni della vita, testimonianza alle promesse di Cristo. Renderà al cospetto del mondo gloria a Te, Padre, e al tuo Figlio Gesù, finché non giunga con tutti i suoi membri a cantare le tue lodi nei secoli eterni. Così sia.

Card. Burke: “Pio XII, il Papa della mia infanzia”

2014-10-04-12-03-24Pubblichiamo di seguito l’omelia pronunciata dal Cardinale Raymond Leo Burke, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, nella celebrazione della Santa Messa in memoria di Papa Pio XII, all’altare di San Pietro presso le Grotte Vaticane, sabato 4 ottobre 2014, in prossimità dell’anniversario della morte di Papa Pacelli – il 9 ottobre 1958. Concelebrava, insieme ad altri sacerdoti, il Cardinal Tarcisio Bertone, Camerlengo di Santa Romana Chiesa. Al termine della celebrazione, si è proceduto all’omaggio alla tomba del Venerabile Papa, ove hanno potuto sostare in preghiera i più di cento fedeli presenti. Qui, il saluto introduttivo del Presidente del Comitato Pacelli, Avv. Emilio Artiglieri.

Sia lodato Gesù Cristo!

Il Venerabile Papa Pio XII è stato il Papa della mia infanzia. La memoria della venerazione che i miei genitori avevano verso la sua persona e il suo magistero è ancora viva. Nonostante che la mia famiglia abitava in una parte rurale e remota dello Stato del Wisconsin negli Stati Uniti, sentivamo la vicinanza del Papa Pio XII quale Pastore della Chiesa universale. Ricordo anche i racconti di soldati americani ricevuti in udienza dal Santo Padre dopo la liberazione di Roma e di un medico che ebbe il privilegio di partecipare all’udienza concessa ad un gruppo di chirurgi statunitensi, il 24 maggio 1956. Raccontando la loro esperienza tutti si commuovevano per il senso della premura personale per ciascuno di loro da parte del Sommo Pontefice, che irradiava la sua intensa comunione con Colui del quale egli era Vicario sulla terra. Il medico ricordava come il Pontefice parlava dell’ospedale quale “Hotel de Dieu” per ricevere, con fede e amore, tutti gli ammalati, e dimostrava con la sua grande presenza e tenerezza le stesse qualità che stava raccomandando ai medici. Continua a leggere

Aspettando gli archivi di Pio XII: le ipotesi e le novità

Si ripropone di seguito, per gentile concessione della redazione di www.aleteia.org, l’intervista di Emanuele D’Onofrio al prof. Matteo Luigi Napolitano, docente di Storia Contemporanea e di Storia delle Relazioni internazionali presso l’Università degli Studi G. Marconi di Roma, alla vigilia del Conferenza Internazionale Pio XII e la Seconda Guerra Mondiale: eventi, ipotesi e novità dagli archivi su alcuni aspetti inediti dell’attività della diplomazia vaticana durante la Seconda Guerra Mondiale.

Qui, invece, la relazione integrale del Prof. Pier Luigi Guiducci, Professore di Storia della Chiesa presso la Pontificia Università Lateranense, alla Conferenza del 2 ottobre 2014.

Schermata 09-2456917 alle 10.36.27Il giorno si avvicina, e gli storici fremono. Quando gli archivi vaticani relativi all’ultimo conflitto mondiale saranno resi pubblici nella loro totalità, il velo scivolerà via scoprendo la verità e la natura pretestuosa ed ideologica di molte polemiche sulla figura di Pio XII. Tra l’altro, il territorio storiografico sull’attività diplomatica della Santa Sede in quegli anni è di gran lunga più vasto di quello che riguarda solo gli attacchi a papa Pacelli, poiché comprende una serie di iniziative e servizi da parte di corpi di cui oggi si sa poco o nulla, ma che presto potrebbero diventare oggetto di studio.

La conferenza organizzata presso l’Università degli Studi Guglielmo Marconi di Roma nella giornata del 2 ottobre s’intitola “Pio XII e la Seconda Guerra Mondiale: eventi, ipotesi e novità dagli archivi”, e sarà un’occasione per i tanti studiosi che faranno il punto delle loro ricerche e delle aspettative rispetto al materiale inedito degli archivi che potrebbe esser resto presto accessibile. Il professor Matteo Luigi Napolitano, docente di Storia Contemporanea e di Storia delle Relazioni internazionali presso l’Università degli Studi G. Marconi di Roma e responsabile scientifico dell’evento, ha rivelato ad Aleteia qualche anticipazione.

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