Un convegno a Roma il 2 marzo

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Come da tradizione, il Comitato Papa Pacelli – Associazione Pio XII ha inteso onorare la memoria di questo Venerato Pontefice nel giorno del suo genetliaco e della elezione al Soglio di Pietro con una iniziativa volta ad illustrare la sua multiforme e straordinaria opera di bene nel tragico periodo bellico e in quello successivo, che non fu comunque privo di difficoltà.
Nell’uno e nell’altro rifulsero le sue virtù umane e cristiane, le sue straordinarie doti pastorali, il suo chiaro ingegno, ma soprattutto il suo gran cuore, nel quale una costante unione con Dio alimentava la fiamma della carità.

L’appuntamento si è celebrato giovedì 2 marzo 2017, alle ore 17.00 presso la “Sala dei Papi”, adiacente al Convento dei Padri Domenicani in Santa Maria sopra Minerva (Piazza di Santa Maria sopra Minerva, 42 – Roma), ove si è tenuto il Convegno dal titolo:

“Pio XII: la leggenda nera sta per finire.
Nuove testimonianze e approfondimenti”

Dopo i saluti iniziali del Priore della Comunità Domenicana, Padre Riccardo Lufrani O.P., e l’introduzione ai lavori dell’Avv. Emilio Artiglieri, Presidente del Comitato Pacelli, è intervenuta la testimonianza di Donna Anita Garibaldi, pronipote di Giuseppe Garibaldi, la quale ha potuto riferire notizie interessanti, e finora poco note, circa la collaborazione del padre Ezio con il Papa, nell’opera di salvezza degli ebrei e dei perseguitati politici.

Il Diacono Domenico Oversteyns, della Famiglia dell’Opera, ha poi illustrato i dati delle sue ultime ricerche e documenti inediti circa gli ebrei rifugiati nei conventi dell’Urbe, con una relazione dal titolo: “Lo stato ad oggi della ricerca storica sull’attività di Pio XII a favore degli Ebrei a Roma”. Qui è possibile accedere a tutta la documentazione, al momento la più completa on line sul tema.

Il Prof. Livio Spinelli, Segretario di Suor Margherita Marchione, ha poi presentato un progetto editoriale per una pubblicazione che raccolga gli ultimi studi della stessa Suor Margherita, dal titolo assai significativo: “La mia ultima crociata”.

Il Prof. Giulio Alfano, della Pontificia Università Lateranense, infine, ha parlato del concetto di democrazia nel magistero di Pio XII, partendo dal Radiomessaggio del 1942 al Codice di Camaldoli (luglio 1943).

Moderatore dell’incontro è stato il Dott. Andrea Acali, del Quotidiano Internazionale on-line In Terris, su cui nei giorni scorsi è apparsa una fedele cronaca dell’evento.

Parallelamente al Convegno, a cura del Dott. Giovanni Cipriani, del Centro di Promozione del Libro è stata aperta una mostra con immagini e giornali dell’epoca, relativi all’inizio del Pontificato di Papa Pacelli.

Al termine, i partecipanti all’evento si sono recati nella Basilica di Santa Maria Minerva per un momento di preghiera di fronte all’immagine ivi collocata.

Scarica la locandina dell’evento

L’opera del Papa a favore di 6.288 ebrei romani

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Siamo lieti di offrire, su questo sito web, la documentazione storica – curata dal Diacono Domenico Oversteyns, della Famiglia dell’Opera – relativa all’opera di Papa Pio XII a favore degli Ebri di Roma. I risultati della ricerca sono stati presentati in due tappe: nel 2014, al Convegno «Pio XII. Il Papa della Carità» organizzato dal Comitato Pacelli nel 75^ anniversario dell’elezione di Papa Pacelli, presso la Pontificia Università Lateranense, in Roma; infine, più di recente, con dati e documenti inediti, il 2 marzo 2017, per il Convegno dal titolo «“Pio XII: la leggenda nera sta per finire. Nuove testimonianze e approfondimenti», presso il Convento dei Padri Domenicani in Santa Maria sopra Minerva, in Roma.

«Sappiamo che Pio XII e i suoi collaboratori della Chiesa hanno salvato ed aiutato 6.288 ebrei a Roma, che rappresentano il 63,04% del totale, che sono due terzi dei 9.975 ebrei presenti a Roma al 4 giugno 1944». Qui tutti i dati.

La prima penitenza: saper sopportare la vita!

“Nei giorni della Quaresima, la Chiesa, nostra Madre, moltiplica le sue cure perché ognuno di noi si renda diligentemente conto delle sue miserie, sia attivamente incitato alla emendazione dei costumi, e detesti in modo particolare i peccati cancellandoli con la preghiera e la penitenza; giacché l’assidua preghiera e la penitenza dei peccati commessi ci ottengono l’aiuto divino, senza il quale è inutile e sterile ogni opera nostra” (Pio XII, Lettera Enciclica Mediator Dei).
Proproniamo di seguito alcuni fondamentali passaggi dell’omelia che il Papa tenne per il solenne rito penitenziale del 26 marzo dell’Anno Santo 1950. Dalla costatazione della perdita del senso del peccato, in una società dominata da forme sempre più sofisticate di edonismo, Pio XII trae l’urgente ed accorato invito ad un cambio di rotta, in uno spirito di penitenza che è anzitutto – dice – “saper sopportare la vita” e portarne con Gesù le croci, piccole e grandi.

Temaa10Misurate, se vi regge l’occhio e lo spirito, con l’umiltà di chi forse deve riconoscersene in parte responsabile, il numero, la gravità, la frequenza dei peccati nel mondo. Opera propria dell’uomo, il peccato ammorba la terra e deturpa come macchia immonda l’opera di Dio. Pensate alle innumerevoli colpe private e pubbliche, nascoste e palesi; ai peccati contro Dio e la sua Chiesa; contro se stessi, nell’anima e nel corpo; contro il prossimo, particolarmente contro le più umili e indifese creature; ai peccati infine contro la famiglia e la umana società. Alcuni di essi sono tanto inauditi ed efferati, che sono occorse nuove parole per indicarli. Pesate la loro gravità: di quelli commessi per mera leggerezza e di quelli scientemente premeditati e freddamente perpetrati, di quelli che rovinano una sola vita o che invece si moltiplicano in catene d’iniquità fino a divenire scelleratezze di secoli o delitti contro intere nazioni. Confrontate, alla luce penetrante della fede, questo immenso cumulo di bassezze e di viltà con la fulgida santità di Dio, con la nobiltà del fine per cui l’uomo è stato creato, con gl’ideali cristiani, per cui il Redentore ha patito dolori e morte; e poi dite se la divina giustizia possa ancora tollerare tale deformazione della sua immagine e dei suoi disegni, tanto abuso dei suoi doni, tanto disprezzo della sua volontà, e soprattutto tanto ludibrio del sangue innocente del suo Figliuolo.

Vicario di quel Gesù, che ha versato fin l’ultima goccia del suo sangue per riconciliare gli uomini col Padre celeste, Capo visibile di quella Chiesa che è il suo Corpo mistico per la salvezza e la santificazione delle anime, Noi vi esortiamo a sentimenti e ad opere di penitenza, affinchè si compia da voi e da tutti i Nostri figli e figlie sparsi per il mondo intero il primo passo verso la effettiva riabilitazione morale della umanità. Con tutto l’ardore del Nostro cuore paterno vi domandiamo il sincero pentimento delle colpe passate, la piena detestazione del peccato, il fermo proposito di ravvedimento; vi scongiuriamo di assicurarvi il perdono divino mediante il sacramento della confessione e il testamento di amore del Redentore divino; vi supplichiamo infine di alleggerire il debito delle pene temporali dovute alle vostre colpe con le multiformi opere di soddisfazione: preghiere, elemosine, digiuni, mortificazioni. Per questa via l’anima ritorna nelle braccia del Padre celeste, risorge nella grazia santificante, si ristabilisce nell’ordine e nell’amore, si riconcilia con la divina giustizia. Continua a leggere

Andate a Lei!

Nel centenario delle apparizioni della Vergine Maria a Lourdes – dove il Cardinal Pacelli era stato «a presiedere in nome del Nostro predecessore Pio XI le solennità eucaristiche e mariane per la chiusura del giubileo della redenzione» – il Venerabile Papa Pio XII rivolge alla Chiesa le parole dell’enciclica Le pèlerinage de Lourdes. Offriamo ai nostri lettori un breve stralcio di quella lettera, in occasione della festa della Chiesa che ricorda l’inizio della apparizioni – l’11 febbraio.

lourdesSe Maria, nella sua sollecitudine materna, si rivolge con speciale predilezione verso alcuni suoi figli, non è forse verso gli umili, i poveri e i malati, coloro che Gesù ha tanto amato? «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e stanchi, e io vi ristorerò» (Mt 11,28) sembra che ella ripeta col suo divin Figlio. Andate a lei, voi, che, senza alcuna difesa dai rigori della vita e dall’indifferenza degli uomini, siete oppressi dalla miseria materiale; andate a lei, voi che siete colpiti dai dolori e dalle prove morali; andate a lei, cari malati e infermi, che a Lourdes siete ricevuti e onorati quali membra sofferenti di nostro Signore; andate a lei e abbiate la pace del cuore, la forza per il dovere quotidiano, la gioia del sacrificio bene offerto. La Vergine immacolata, che conosce i segreti sentieri della grazia nelle anime e il lavorìo silenzioso di questo lievito soprannaturale del mondo, sa quale valore hanno agli occhi di Dio le vostre sofferenze unite a quelle del Salvatore. Esse possono notevolmente giovare, non ne dubitiamo, a quel rinnovamento cristiano della società, che Noi imploriamo da Dio grazie alla potente intercessione della Madre sua. Voglia poi Maria, ascoltando la preghiera dei malati, degli umili, di tutti i pellegrini di Lourdes, volgere il suo occhio materno a coloro che si trovano tuttora fuori dell’ovile della chiesa, per raccoglierli nell’unità! Guardi benigna quanti vanno alla ricerca e sono assetati di verità, per condurli alla sorgente delle acque vive! Vivifichi infine, con la sua tenerezza, gli immensi continenti e i vasti agglomerati umani dove Cristo Signore è purtroppo così poco conosciuto e amato; e ottenga alla chiesa la libertà e la gioia di rispondere in ogni dove, sempre giovane, santa e apostolica, all’attesa degli uomini!
«Volete avere la bontà di venire …», diceva la Vergine santa a Bernardetta. Questo invito affabile, che non comanda, che si rivolge al cuore e sollecita con delicatezza una risposta libera e generosa, è nuovamente proposto dalla Madre di Dio ai suoi figli di Francia e del mondo. Senza imporsi, ella insiste a che essi riformino se medesimi e si adoperino, con tutte le forze, alla salvezza del mondo. I cristiani non rimarranno inerti a tale richiamo; andranno a Maria.

Qui il testo integrale dell’enciclica.

Bbc: “False notizie sul silenzio di Pio XII”

Federico Cenci | Zenit | 21 dic 2016

Dopo una pubblica denuncia, l’emittente britannica ha ammesso che un servizio andato in onda a luglio non ha dato peso “agli sforzi compiuti da Pio XII per salvare gli ebrei”

Schermata 11-2456966 alle 22.00.31Un nuovo piccolo ma significativo passo verso la verità storica della seconda guerra mondiale è stato compiuto in Gran Bretagna, ad opera della prestigiosa Bbc. Con un gesto di onestà intellettuale, l’emittente inglese ha ammesso che un suo servizio televisivo che accusava la Chiesa cattolica di essere rimasta inerte dinanzi alle persecuzioni degli ebrei da parte dei nazisti, era basato su false notizie.

Il servizio in questione è andato in onda lo scorso 29 luglio, nel tg serale, durante la visita di Papa Francesco ad Auschwitz in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù. Il giornalista che stava seguendo l’evento per conto della Bbc ha così commentato: “Il silenzio fu la risposta della Chiesa cattolica quando la Germania nazista demonizzò la popolazione ebraica e poi tentò di sradicare gli ebrei dall’Europa”.

Questa narrazione dei fatti è stata contestata con una denuncia formale da lord David Alton, parlamentare cattolico tra le fila dei liberali, e da padre benedettino Leo Chamberlain, storico ed ex direttore dell’Ampleforth College.

Lord Alton ha fatto presente alla Bbc che, ironia della sorte, parte del servizio di approfondimento sulla visita di Bergoglio è stato girato presso la cella di Auschwitz in cui fu internato San Massimiliano Kolbe, il quale, da sacerdote cattolico, fu arrestato dai nazisti per la sua opera di accoglienza di profughi e feriti sia cristiani che ebrei nonché per aver denunciato le atrocità del Terzo Reich sulla rivista che lui stesso fondò: Il Cavaliere dell’Immacolata.

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Non l’ultimo Papa Principe, ma il primo Papa moderno

Pubblichiamo di seguito il testo dell’omelia tenuta da Mons. Giuseppe Sciacca, Segretario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, alla celebrazione organizzata dal Comitato Papa Pacelli in occasione dell’anniversario della morte di Papa Pio XII, lo scorso 15 ottobre, presso l’Altare alla tomba di San Pietro, nelle Grotte Vaticane. Alla concelebrazione – preceduta dal pellegrinaggio giubilare con passaggio alla Porta Santa della Basilica – prendeva parte anche il Card. Tarcisio Bertone, già Segretario di Stato Vaticano.

dscn5319E’ a tutti nota la pagina evangelica che abbiamo or ora proclamato, nella memoria liturgica di S. Teresa d’Avila, Vergine e Dottore della Chiesa, uno spirito tra i più grandi che abbiano percorso ed espresso la civiltà cristiana e, direi senz’altro, umana “tout court”.

Lì, nell’intimità domestica di Betania, ove l’umanità vera, amabilissima, adorabile del Signore Gesù trovava il desiderato, consolante ristoro, offertogli da quella singolare famigliola di amici e discepoli, costituita dalle due sorelle Marta e Maria, e dal fratello Lazzaro, per il quale Gesù benedetto avrebbe operato il più clamoroso dei suoi prodigi, richiamandolo – già morto da alcuni giorni e deposto nel sepolcro – alla vita; ebbene, in quella dolce, accogliente casetta, nel mentre che vengono da Cristo magistralmente delineati e come sintetizzati i due modelli, i due ideali, le due dimensioni della vita cristiana: l’ideale attivo – rappresentato da Marta, giustamente e doverosamente affaccendata per offrire a Gesù adeguata e attenta, concreta accoglienza – e quello contemplativo – rappresentato da Maria, che pendeva dalle labbra del Divin Maestro e non perdeva nessuna delle parole di verità e di vita pronunciate dal Signore – ebbene il Signore ribadisce, certamente, la superiorità di questa dimensione verticale: “Maria si è scelta la parte migliore che non le sarà mai tolta”. Ma, in fondo – ed è questo il senso dell’episodio evangelico sul quale stiamo brevemente e semplicemente riflettendo – Marta e Maria, azione, impegno attivo, concreto da una parte, e contemplazione, raccoglimento, adorante preghiera sono come le due facce, entrambe imprescindibili e necessarie, della stessa medaglia; convergono nell’unitario ideale della vita cristiana, in cui dimensione orizzontale e dimensione verticale, pensiero e azione, mirabilmente si fondono e si richiamano a vicenda.

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Il Buon Natale del Papa ai bambini

Schermata 12-2457013 alle 23.17.03Intendiamo augurare un Santo Natale a chiunque si trovi a visitare questa pagina con queste toccanti parole pronunciate da Pio XII, il Papa della Carità, in occasione di uno dei diversi momenti di scambio di doni natalizi con i bambini, tradizionale appuntamento del Natale del Papa. 

É il 25 dicembre 1944, ultimo Natale di guerra, e Pio XII incontra i bambini – spesso rimasti orfani, o profughi – nella Pontificia Università Gregoriana:

Natale era già per voi, cari fanciulli, una festa di gioia, intorno al bel presepio tutto illuminato delle vostre chiese, coi canti di allegrezza; una festa che vi lasciava nel cuore l’immagine grandiosa di un piccolo Gesù sorridente. Oggi, lontani dalla casa abbandonata, forse distrutta, alla vista dei vostri genitori in lacrime, con nel cuore il ricordo dei cari assenti, voi comprendete meglio quel che dovè essere il Natale del buon Dio, che nel cielo regna sugli Angeli, ma sulla terra apparve come il più povero, il più miserabile di tutti i bambini. Voi ora intendete, voi sentite più vivamente, ciò che forse prima cantavate senza troppo riflettervi: « O Bambino mio divino, io ti vedo qui a tremar…». Guardatelo adesso, ascoltate le parole che vi dice dolcemente nel fondo dei vostri cuori: Cari bambini, miei piccoli fratelli, io ben so ciò che voi soffrite: è quel che io stesso soffrii, quando nacqui nella grotta di Betlemme e la mia amantissima Madre mi pose in una mangiatoia. Ma questo volli io stesso, e lo volli perché vi amo.

Ascoltate Gesù, guardate il presepio. È vero, nella culla, che avete sotto gli occhi, molto più bella di quella di Betlemme, riposa un Bambino di legno, una immagine di Gesù. Ma poc’anzi, sull’altare, è venuto Gesù stesso. Nell’ostia santa è presente e nascosto Gesù, Io stesso Gesù del presepio, il Gesù che disse: Lasciate che i piccoli vengano a me. E questo Gesù del presepio, questo Gesù dell’altare, questo Gesù della Croce, questo Gesù del Cielo, ha voluto anche restare in qualche maniera sensibile nella persona del suo Vicario, che lo rappresenta sulla terra. Così nel nome di Lui Noi siamo venuti a voi questa mattina di Natale, e vi portiamo con tutto il Nostro amore i donfoto8i di Gesù. Cari bambini, Gesù ha voluto essere come voi, per salvarvi, per consolarvi, ma anche per essere il vostro modello, perché lo amiate, se fosse possibile, come Egli vi ama, perché vi studiate di imitarlo, di divenire come Lui, buoni, puri, pii, obbedienti ai vostri genitori, come Egli stesso obbediva alla Santissima Vergine e al suo Padre putativo S. Giuseppe. Egli ha pregato, ha sofferto per salvare il mondo; pregando con Lui, offrendo con Lui le vostre sofferenze, lavorerete anche con Lui, per il bene e la restaurazione di questo tormentato e travagliato mondo, affinché, tornando a Gesù, da cui si era infelicemente allontanato col peccato, con la impurità, con l’odio, con la irreligione, ritrovi finalmente sollievo, conforto, riposo, carità e pace.

Con tale augurio, nel nome di Gesù, Noi impartiamo di cuore a voi, alle vostre famiglie, così dolorosamente provate, a tutti i fanciulli del mondo, che soffrono come voi, forse ancor più di voi, a tutte le caritatevoli persone che si occupano di voi, a tutti i Nostri diletti figli e figlie qui presenti, la Nostra paterna Apostolica Benedizione.

Qui il testo integrale.

I radiomessaggi natalizi di Pio XII

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pioXII2.gifRadiomessaggio alla Vigilia del Santo Natale, 1941

Noi guardiamo oggi, diletti figli, all’Uomo-Dio, nato in una grotta per risollevare l’uomo a quella grandezza, dond’era caduto per sua colpa, per ricollocarlo sul trono di libertà, di giustizia e d’onore, che i secoli degli dei falsi gli avevano negato. Il fondamento di quel trono sarà il Calvario; il suo ornamento non sarà l’oro o l’argento, ma il sangue di Cristo, sangue divino che da venti secoli scorre sul mondo e imporpora le gote della sua Sposa, la Chiesa, e, purificando, consacrando, santificando, glorificando i suoi figli, diventa candore di cielo. Continua.

Ascolta gli altri radiomessaggi

© Radio Vaticana – Le registrazioni della voce di Papa Pio XII presenti su questo Sito sono di proprietà della Radio Vaticana e provengono dall’Archivio Sonoro Pontificio dell’Emittente. Ad essa appartengono tutti i diritti relativi all’uso delle predette registrazioni, le quali vengono messe a disposizione unicamente per l’ascolto personale. Le operazioni di download delle registrazioni audio di Papa Pio XII sono consentite esclusivamente per uso privato. E’ vietato qualsiasi altro tipo di utilizzazione o sfruttamento del materiale sonoro in parola.

La fiducia del Natale

In occasione del suo primo Natale da Papa, il 24 dicembre 1939, Pio XII rivolgeva alla Curia romana il tradizionale augurio, invitando ciascuno ad alzare lo sguardo verso il Sole che viene, nonostante le umane tenebre. Il clima di quella circostanza – pochi mesi dopo l’invasione nazista in Polonia – chiarisce meglio il senso di quelle prime parole natalizie, che tuttavia risuonano sempre attuali: cambia la scena del mondo, ma restano ansie e preoccupazioni, pur diverse; ma resta uguale la certezza: il Signore viene. Sempre.

presepe1Il Nostro spirito si eleva con voi da questo mondo verso una sfera spirituale vivida della gran luce della fede; con voi si esalta, con voi gioisce, con voi si profonda nella sacra rimembranza del mistero e sacramento dei secoli, recondito e palese nella grotta di Betlemme, culla della redenzione di tutte le genti, rivelazione della pace fra il cielo e la terra, della gloria di Dio nel più alto dei cieli e di pace in terra agli uomini di buona volontà, inizio di un nuovo corso dei secoli, che adoreranno questo divino mistero, gran dono di Dio e gaudio della terra universa. Esultiamo, diremo a voi tutti con le parole del grande Nostro Predecessore il santo Pontefice Leone Magno: «Esultiamo nel Signore, carissimi, e rallegriamoci di gioia spirituale, perché è sorto per noi il giorno della redenzione…» (S. Leon. M., Sermo XXII. In Nativ. Dom. II, Cap. I, PL, 54, col. 193-194).

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Il presepe del Papa

Presepe Appartamento Pio XII - Archivio FSO - clicca per ingrandire

Presepe Appartamento Pio XII – Archivio FSO clicca per ingrandire

“Nel contemplare il presepe la grazia più ovvia che ci verrà donata sarà la voglia di essere buoni”: lo suggerisce Papa Francesco, alla soglia del Natale. E davvero la contemplazione della scena del presepe – in casa, nelle chiese parrocchiali, nei luoghi di aggregazione – in un certo senso “fa” il Natale. Forse poche “invenzioni umane” aiutano così tanto lo spirito, sempre distratto, a concentrarsi sul mistero della fede. Non è un caso che questa “invenzione” sia riferibile ad un Santo, ovvero ad un innamorato di Dio, tanto innamorato da non volersene in alcun modo distrarre. E neanche è un caso che la vita di ogni santo – e di milioni e milioni di cristiani, non necessariamente canonizzati – sia passata per momenti di sosta (orante, a volte poetica) dinanzi al presepe. Continua a leggere