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Alle radici della vita cristiana e sacerdotale di Pio XII

03-06-1Pubblichiamo di seguito l’omelia tenuta da S. Em. R. il Card. Mauro Piacenza, Penitenziere Maggiore, lunedì 13 giugno 2016, nella Chiesa di Santa Maria in Vallicella, in occasione dell’evento Alle radici della vita sacerdotale di Pio XII organizzato dal Comitato Papa Pacelli.

[Is 61,1-3; Sal 18; Lc 10,1-9]

«La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe» (Lc 10,2).
La preghiera incessante, che la Chiesa ha innalzato nei secoli, implorando da Dio il dono di operai per la Sua messe, è stata sempre benevolmente esaudita e sempre lo sarà, poiché Dio ama “passare” per la porta della nostra preghiera. E quale grande operaio Egli ha voluto donarci nel Venerabile Pio XII, Sommo Pontefice della Chiesa Cattolica, in quel tempo di prove terribili, che è stato il secolo scorso. Alle radici cristiane e sacerdotali della sua vita, vogliamo oggi, insieme, volgere lo sguardo, proprio in questo luogo sacro, che ne ha custodito l’infanzia e ne ha accolto le “primizie” del ministero sacerdotale.

Contemplare i copiosi frutti di una rigogliosa pianta, infatti, non è sufficiente, per comprenderne a fondo la nascita, la crescita e lo sviluppo; è necessario porre lo sguardo, sempre e di nuovo, alle origini, alle radici dei fenomeni, perché in esse, germinalmente, è presente il “tutto”, anche se esso si manifesta solo nel dispiegarsi del tempo. È questo, in fondo, il metodo stesso di Dio, che dona tutto all’inizio e poi attende pazientemente lo sviluppo, che altro non è, se non lo spazio della libertà umana, sostenuta dalla grazia e, perciò, capace di fruttificare, oltre ogni umana attesa.
Quale luogo più adatto, quindi, di questa meravigliosa chiesa di Santa Maria in Vallicella – che chiamiamo affettuosamente “Chiesa Nuova”, dopo oltre quattrocento anni dalla sua edificazione – per respirare l’aria umana, culturale e spirituale, nella quale era immerso il giovane Eugenio Pacelli e per intuire gli elementi, che maggiormente concorsero all’edificazione della sua personalità.
All’altare di San Filippo Neri, egli celebrò la sua seconda Messa, in gratitudine ai Padri dell’Oratorio e, in particolare, a Padre Lais, che lo aveva guidato spiritualmente fin dall’età di otto anni e che lo aveva accompagnato e guidato nel discernimento e nei successivi primi passi vocazionali. Da sacerdote, nel servizio pastorale, che amava svolgere come naturale e necessario complemento dei suoi incarichi istituzionali d’ufficio, gli fu assegnato il confessionale numero quattro, che ancora oggi porta quel numero, unitamente ad una targa che ricorda quell’augusto Confessore.

Chi immaginasse l’infanzia del giovane Eugenio come avvolta in un’aura mistica, priva di tensioni o di problemi, o il novello sacerdote, tutto proiettato verso una brillante e sicura “carriera” ecclesiastica, estranea alle sensibilità pastorali, sarebbe in gravissimo errore. La biografia, sia del giovane adolescente, sia del sacerdote, indica con chiarezza la sua capacità di entrare in profonda relazione con ogni realtà e circostanza, grazie alla progressiva e costante maturazione di un cuore retto, pulito, di un cuore capace di fedeltà a Dio e di virile pazienza, unita ad un’inflessibile determinazione nel perseverare unicamente sulla via del bene. Continua a leggere

Pio XII tra i santi

Il 9 e il 10 ottobre Roma ricorda Il Papa della Carità

di Alessandro Nicola Notarnicola • dentro le Mura

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Passeggiando tra le stradine che costeggiano il Pantheon a Roma nella serata del 9 ottobre, mentre cade lenta la pioggerella ottobrina, la mente volge all’8 ottobre di quel 1958 quando qualcuno, a causa di una tenda scostata nel momento sbagliato, “fece morire” per ben due volte un Papa.

Furono dei momenti confusi quelli che caratterizzarono le ultime ore di vita di Pio XII: il Santo Padre morì veramente, ma dopo nove ore di agonia, la notte del 9 ottobre a Castel Gandolfo. Nel pomeriggio del 10 la sua salma fu trasferita in San Pietro, dove rimase per quattro giorni alla vista dei fedeli.

Beatificazione di Raffaella Maria del Sacro Cuore • 18 maggio 1952 • ©Archivio La Famiglia Spirituale L'Opera

Beatificazione di Raffaella Maria del Sacro Cuore • 18 maggio 1952 • ©Archivio La Famiglia Spirituale L’Opera

Camminando lo sguardo corre lungo i sampietrini scivolosi alla ricerca di qualcosa, di passi incerti, di memorie bagnate, oppure di targhette d’ottone con su incisi i nomi di coloro che furono portati via dai soldati tedeschi durante l’occupazione del lungo inverno 1943-44. Pensando a queste pagine di storia si staglia sullo sfondo della piazza il grazioso elefantino di Ercole Ferrata che custodisce da secoli la Basilica di Santa Maria della Minerva, luogo in cui riposano le spoglie di Santa Caterina da Siena e del Beato Angelico, e nel quale vi si possono trovare anche i monumenti funerari di tre altri papi: Paolo IV, Urbano VII e Benedetto XIII.
L’appuntamento è alla Casa dei Domenicani, il cui convento fu anche sede di due conclavi che videro l’elezione dei papi Eugenio IV e Nicolo V. In questa sera la Sala dei Papi, è gremita di gruppi di religiose, di seminaristi, frati domenicani e di studiosi, tutti devoti alla carismatica e venerabile figura del Papa della Carità e della Pace, Pio XII, al secolo Eugenio Pacelli.
L’arte degli altorilievi, il fasto carezzevole degli affreschi che ornano il chiostro Guidetti e il canto delle religiose proveniente dall’interno della Basilica creano un’atmosfera molto suggestiva che non distrae dal ricordo di Papa Pacelli, anzi lo ricongiunge e lo ravviva straordinariamente.

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Lo scrigno nascosto

· ​Beatificazioni e canonizzazioni nelle foto private di Pio XII ·
L’Osservatore Romano · 8 ottobre 2015

Dominiek Oversteyns

Beatificazione di San Pio X • 3 giugno 1951 • ©Archivio La Famiglia Spirituale L'Opera

Beatificazione di Papa Pio X • 3 giugno 1951 • ©Archivio La Famiglia Spirituale L’Opera

Nell’archivio della Famiglia spirituale “L’Opera” si trova una collezione di circa 500 grandi fotografie in bianco e nero che appartenevano a Papa Pio XII e furono regalate da Madre Pasqualina Lehnert alla Comunità. Guardando queste fotografie, ci si accorge che dopo ogni grande celebrazione i fotografi ufficiali del Vaticano hanno regalato alcune delle più belle foto degli avvenimenti al Pontefice. Quasi tutte queste fotografie riguardano beatificazioni e canonizzazioni, udienze private e generali, incontri durante l’Anno Santo del 1950, la celebrazione eucaristica e la preghiera del Papa nella sua cappella privata, visite in diverse chiese a Roma, colloqui del Pontefice, spesso con volto sorridente, con i fedeli, ecc.

Pio XII proclamò 162 nuovi beati in 36 occasioni e 33 nuovi santi in 21 celebrazioni da lui presiedute. Ci sono quattro gruppi con 129 martiri beatificati: due gruppi di martiri cinesi (85), un gruppo di martiri del Vietnam (58) e un gruppo di martiri della rivoluzione francese (19). Per i 33 beati non martiri di solito venne beatificata una persona per volta. Tra i più famosi vi furono Vincenzo Pallotti (22 gennaio 1950) e Papa Innocenzo XI (7 ottobre 1956). Durante la seconda guerra mondiale, dal maggio 1940, Papa Pacelli sospese le festose celebrazioni di beatificazione e canonizzazione, con l’eccezione di Maddalena di Canossa, beatificata il 7 dicembre 1941, e la canonizzazione di Margherita d’Ungheria il 19 novembre 1943, quest’ultima però in modo equipollente e quindi senza atto solenne. Soltanto nel 1946 furono riprese le cerimonie festive in basilica, cominciando con la prima santa cittadina statunitense, Madre Francesca Saverio Cabrini.

Mentre oggi generalmente un vescovo o un cardinale celebra il rito della beatificazione nel paese d’origine del beato, al tempo di Pio XII la beatificazione si svolgeva normalmente nel modo seguente: la domenica mattina un vescovo o un cardinale celebrava la santa Messa nella Basilica di San Pietro e, prima del Gloria, si compiva il rito della beatificazione. Nel tardo pomeriggio il Papa faceva una visita in “modo privato” per venerare le reliquie del nuovo beato. “Modo privato” vuole dire che il Papa, portando il rocchetto, la mozzetta e la stola, veniva accompagnato dai membri della sua nobile anticamera segreta e pregava inginocchiato davanti alle reliquie poste sull’altare, mentre la basilica era piena di fedeli; seguiva un’adorazione del Santissimo Sacramento e quindi un ringraziamento di gruppi di devoti del nuovo beato. Il giorno successivo, Pio XII teneva un’udienza speciale con un discorso in onore del nuovo beato.

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Pio XII e «il confessore di Roma»

Schermata 11-2456985 alle 12.39.50Testimonianza di di Suor Pascalina Lehnert,
governante del Papa dal 1923 fino alla morte

Padre Felice Maria Cappello (1879 – 1962), gesuita, fu noto docente di diritto presso l’Università Gregoriana di Roma, ma la sua fama, nella Capitale, era dovuta soprattutto per l’assiduo “lavoro” nel confessionale, presso la Chiesa di Sant’Ignazio, dove trascorreva gran parte delle sue ore, tanto da meritare il titolo di “confessore di Roma”. Una volta, San Pio da Pietrelcina, chiede ai pellegrini romani: «Perché venite da me? A Roma avete Padre Cappello». È in corso la causa di canonizzazione, e il suo corpo riposa accanto al confessionale dove per quarant’anni si fece apostolo della misericordia di Dio.

Padre_Cappello_200x301Ricordo di aver visto diverse volte, in Vaticano, Padre Cappello, che veniva ricevuto da Pio XII e con Lui si intratteneva a colloquio, ma non so su quali argomenti. Un giorno, mentre, proveniente dall’appartamento privato del Santo Padre, lo accompagnavo verso l’uscita, Padre Cappello mi disse: “Ringrazi il Signore che le ha dato la grazia di poter essere vicina ad un così grande santo!”

Il Santo Padre, pur dormendo solo alcune ore e nutrendosi molto poco, lavorava alacremente tutto il giorno ed anche la notte, tanto da meravigliare che non subentrasse un collasso. In proposito, il Padre Cappello, parlando con me alla Gregoriana, ebbe a dire: «Si ha l’impressione che il papa si nutra di amore di Dio».

(Positio, pag. 86 e pag. 97)

Leggi gli altri Fioretti di Pio XII

Dal 2 dicembre, on line «I Fioretti di Pio XII»

I Fioretti sono un genere letterario piuttosto diffuso nell’agiografia medievale. Il titolo richiama appunto una raccolta di piccoli fiori, ovvero degli episodi più belli e significativi della vita di un santo; o forse di quelli che più di altri son tali da suscitare la devozione nell’anima di chi legge. «In questo libro si contengono certi fioretti, miracoli ed esempi divoti…» comincia l’opera più nota di questo genere: i Fioretti di San Francesco d’Assisi, già diffusi in molte edizioni a stampa già prima del 1500.

Schermata 11-2456985 alle 12.39.50È una storia antica, dunque. Antica e sempre nuova. Come antiche e sempre nuove sono le storie di santità donate da Cristo alla Chiesa. Come antico e sempre nuovo è il Vangelo.
Anche Pio XII ha i suoi Fioretti. Episodi semplici, piccoli, o a volte anche grandi ma sempre intimi, che rischiano di sfuggire all’attenzione, più attratta dalle immagini delle occasioni pubbliche e solenni. Eppure la tela delle virtù si tesse proprio lì, nella vita nascosta, nella vita di ogni giorno. E’ soprattutto in quella quotidianità intima conosciuta solo da pochi che Eugenio Pacelli – come Francesco d’Assisi – «vivendo in questa miserabile vita, con tutto il suo isforzo s’ingegnava di seguitare Cristo, perfetto maestro».

Qualcosa di questa vita intima è raccolta nel lavoro prezioso e attento svolto dalla Postulazione per preparare la Positio super vita et virtutibus del Venerabile. Due volumi raccolgono le deposizioni di sessantuno testimoni solo per la parte del processo cosiddetto “romano”; più una trentina di altre deposizioni raccolte negli altri luoghi legati alla vita del Venerabile. E tra questi, personaggi che hanno veramente conosciuto l’intimo quotidiano del Papa: dai suoi familiari al suo dentista; da Suor Pascalina a chi lo assisteva nel lavoro d’ufficio.

Da questa imponente raccolta – oltre che da riviste o libri temporalmente vicini al pontificato di Papa Pio XII – trarremo i nostri Fioretti, che saranno pubblicati sul sito ufficiale della Causa di Canonizzazione (a questa pagina, periodicamente aggiornata), cominciando dal primo, martedì 2 dicembre.

E non è una data a caso. Proprio il 2 dicembre di sessant’anni fa, Pacelli viveva un’esperienza unica. Un’esperienza che se pure fu, per strani giri, data al pubblico, tanto da meritare poi addirittura una copertina della Domenica del Corriere, resta per molti aspetti il segno di un’intimità con il Signore, costruita nell’arco di tutta una vita, di cui solo i protagonisti conoscono la profondità. Non poteva esistere anniversario migliore per inaugurare la raccolta dei nostri Fioretti di Pio XII.

Pio XII nella parole di due Papi santi

Schermata 04-2456751 alle 17.28.00In prossimità della canonizzazione dei beati Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII, il prossimo 27 aprile – Domenica della Divina Misericordia, pubblichiamo il ricordo di Pio XII consegnatoci dai due Papi. In particolare, si tratta dell’elogio di Papa Pacelli pronunciato dal suo immediato successore, Giovanni XXIII, nella Basilica di San Marco a Venezia, l’11 ottobre 1958; e delle parole pronunciate da Giovanni Paolo II in occasione del XXV anniversario della morte di Pio XII, nell’autunno del 1983. Continua a leggere

«Consumarsi per le anime». Preghiera per i sacerdoti.

Il 2 aprile 1899, Pasqua di Resurrezione, don Eugenio Pacelli viene ordinato sacerdote nel corso di una cerimonia che si svolge all’Esquilino, nella cappella privata di monsignor Francesco di Paola Cassetta, vicegerente di Roma. Nell’anniversario di tale ricorrenza, pubblichiamo il testo di una Preghiera per la santificazione dei sacerdoti composta dal Papa, cui è annesso il dono dell’indulgenza parziale. Continua a leggere