Pio XII nella parole di due Papi santi

Schermata 04-2456751 alle 17.28.00In prossimità della canonizzazione dei beati Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII, il prossimo 27 aprile – Domenica della Divina Misericordia, pubblichiamo il ricordo di Pio XII consegnatoci dai due Papi. In particolare, si tratta dell’elogio di Papa Pacelli pronunciato dal suo immediato successore, Giovanni XXIII, nella Basilica di San Marco a Venezia, l’11 ottobre 1958; e delle parole pronunciate da Giovanni Paolo II in occasione del XXV anniversario della morte di Pio XII, nell’autunno del 1983.

Giovanni XXIII: Bene omnia fecit!
Schermata 04-2456751 alle 17.25.18O Padre benedetto e santo, accogli la gratitudine immensa che tutto il mondo cattolico ti deve: e che non solamente dai cattolici, ma da quanti recano sulla fronte, anche se non partecipano alla cattolica unità, il nome di Cristo: da quanti unisce un sentimento di umana fraternità ti viene testimoniata in commovente plebiscito di dolore, di ammirazione e di amore. Le ultime parole che tu dettasti nel tuo testamento furono una invocazione di misericordia, ancora un grido di paternità, di fraternità e di perdono. Di questo perdono tutti abbiamo bisogno. Ecco le nostre braccia si protendono: e coi santi di Dio noi ti eleviamo in cospetto dell’Altissimo. Tu fosti il «Pastore angelico» e ci guidasti ai pascoli dell’eterna vita: tu fosti il difensore della patria nostra, nelle sue ore più tragiche: siilo ancora, o Pontefice Pio, siilo sempre, o fiore, o gloria della gente Italica: siilo sempre e benedici le nostre case, le nostre famiglie, i nostri sacerdoti, i poveri, i sofferenti, i bambini: benedici Venezia che sempre fu compatta e fedele intorno al tuo trono apostolico e che non cesserà mai di onorare la tua memoria, come sempre tu la allieterai del tuo amore e della tua celeste protezione. O padre Santo, indimenticabile: sit super nos semper benedictio tua. Amen.

Qui il testo integrale.

Schermata 04-2456751 alle 17.28.00Giovanni Paolo II: Apostolo e coraggioso operatore di pace.
A 25 anni dal passaggio di Pio XII all’eternità, non si è ancora cancellata dagli sguardi l’immagine sua dolce e austera, soffusa di riverberi di cielo e aperta con largo gesto all’abbraccio universale. Non si è spenta l’eco della sua voce energica, vibrante e persuasiva, consolatrice e dolente, ammonitrice e profetica. Nel tragico vortice del secondo conflitto mondiale, ch’egli aveva cercato di scongiurare, e nella faticosa ricostruzione dalle rovine della guerra, Pio XII fu instancabilmente apostolo e coraggioso operatore di pace. Eugenio Pacelli, Papa per diciannove anni si erge come uno strenuo difensore e appassionato servitore della pace: nel suo primo messaggio del 3 marzo, all’indomani della sua elezione, dalla Cappella Sistina egli rivolgeva ai figli della Chiesa e a tutti gli uomini l’invito e l’esortazione alla pace.

Qui il testo dell’omelia del 6 novembre 1983; qui, invece, il testo del discorso dell’8 ottobre dello stesso anno.