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Il Buon Natale del Papa ai bambini

Schermata 12-2457013 alle 23.17.03Intendiamo augurare un Santo Natale a chiunque si trovi a visitare questa pagina con queste toccanti parole pronunciate da Pio XII, il Papa della Carità, in occasione di uno dei diversi momenti di scambio di doni natalizi con i bambini, tradizionale appuntamento del Natale del Papa. 

É il 25 dicembre 1944, ultimo Natale di guerra, e Pio XII incontra i bambini – spesso rimasti orfani, o profughi – nella Pontificia Università Gregoriana:

Natale era già per voi, cari fanciulli, una festa di gioia, intorno al bel presepio tutto illuminato delle vostre chiese, coi canti di allegrezza; una festa che vi lasciava nel cuore l’immagine grandiosa di un piccolo Gesù sorridente. Oggi, lontani dalla casa abbandonata, forse distrutta, alla vista dei vostri genitori in lacrime, con nel cuore il ricordo dei cari assenti, voi comprendete meglio quel che dovè essere il Natale del buon Dio, che nel cielo regna sugli Angeli, ma sulla terra apparve come il più povero, il più miserabile di tutti i bambini. Voi ora intendete, voi sentite più vivamente, ciò che forse prima cantavate senza troppo riflettervi: « O Bambino mio divino, io ti vedo qui a tremar…». Guardatelo adesso, ascoltate le parole che vi dice dolcemente nel fondo dei vostri cuori: Cari bambini, miei piccoli fratelli, io ben so ciò che voi soffrite: è quel che io stesso soffrii, quando nacqui nella grotta di Betlemme e la mia amantissima Madre mi pose in una mangiatoia. Ma questo volli io stesso, e lo volli perché vi amo.

Ascoltate Gesù, guardate il presepio. È vero, nella culla, che avete sotto gli occhi, molto più bella di quella di Betlemme, riposa un Bambino di legno, una immagine di Gesù. Ma poc’anzi, sull’altare, è venuto Gesù stesso. Nell’ostia santa è presente e nascosto Gesù, Io stesso Gesù del presepio, il Gesù che disse: Lasciate che i piccoli vengano a me. E questo Gesù del presepio, questo Gesù dell’altare, questo Gesù della Croce, questo Gesù del Cielo, ha voluto anche restare in qualche maniera sensibile nella persona del suo Vicario, che lo rappresenta sulla terra. Così nel nome di Lui Noi siamo venuti a voi questa mattina di Natale, e vi portiamo con tutto il Nostro amore i donfoto8i di Gesù. Cari bambini, Gesù ha voluto essere come voi, per salvarvi, per consolarvi, ma anche per essere il vostro modello, perché lo amiate, se fosse possibile, come Egli vi ama, perché vi studiate di imitarlo, di divenire come Lui, buoni, puri, pii, obbedienti ai vostri genitori, come Egli stesso obbediva alla Santissima Vergine e al suo Padre putativo S. Giuseppe. Egli ha pregato, ha sofferto per salvare il mondo; pregando con Lui, offrendo con Lui le vostre sofferenze, lavorerete anche con Lui, per il bene e la restaurazione di questo tormentato e travagliato mondo, affinché, tornando a Gesù, da cui si era infelicemente allontanato col peccato, con la impurità, con l’odio, con la irreligione, ritrovi finalmente sollievo, conforto, riposo, carità e pace.

Con tale augurio, nel nome di Gesù, Noi impartiamo di cuore a voi, alle vostre famiglie, così dolorosamente provate, a tutti i fanciulli del mondo, che soffrono come voi, forse ancor più di voi, a tutte le caritatevoli persone che si occupano di voi, a tutti i Nostri diletti figli e figlie qui presenti, la Nostra paterna Apostolica Benedizione.

Qui il testo integrale.

La “fede” del Papa

Schermata 11-2456985 alle 12.39.50Testimonianza di Suor Pascalina Lehnert, governante del Papa dal 1923 fino alla morte.

1932_photoUn conoscente, un giorno, regalò al Santo Padre un anello con un meraviglioso smeraldo; ma Pio XII non si decideva mai a metterlo. In occasione di una cerimonia solenne in San Pietro, pensammo di nascondere gli anelli semplici e così, all’ultimo momento, fu costretto a mettere quel bell’anello che avevamo preparato. Egli comprese il tiro che gli era stato fatto, prese l’anello ma girò lo smeraldo verso la palma della mano, in modo che non si vedesse.
Il giorno successivo fu ricevuta dal Papa la famiglia di un ambasciatore, fra i membri della quale vi era un ragazzo di otto anni. Questi, ad un certo momento, si fermò a guardare l’anello che il Santo Pare usava quotidianamente e, accortosi che conteneva una piccola pietra, disse al Papa: «Ma ieri a San Pietro portavi solo la fede!». Pio XII sul momento non capì, ma poi, riflettendo, comprese quanto il ragazzo voleva dire…

(Positio, pag. 113)

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Il Nunzio fa i compiti a casa

Schermata 11-2456985 alle 12.39.50Testimonianza di Suor Pascalina Lehnert, governante del Papa dal 1923 fino alla morte.

PioXII_18_ok copiaIl Nunzio Pacelli, in Germania, andava spesso a piedi per la campagna e si divertiva ad intrattenersi a parlare con le persone che incontrava.
Spesso i bambini che lo incontravano gli chiedevano: «Che cosa mi hai portato?». E Pacelli era molto contento nel dar loro la frutta, dolci e pane che aveva portato con sé.
Una volta disse ad un bambino: «Che fai tutto il giorno vicino alle tue mucche?», e questi rispose: «Sei tanto stupido da non capire che sorveglio le mucche? E tu che fai? Non potresti farmi i compiti?». E così il Nunzio si fermò lì e con tanta pazienza face delle operazioni aritmetiche.

(Positio, pag. 113)

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«Giochiamo a dir Messa!»

Schermata 11-2456985 alle 12.39.50Testimonianza di Elisabetta Pacelli, nata nel 1880, sorella minore del Papa.

Eugenio1882Sin da piccolo, Eugenio dimostrava di essere molto inclinato per le cose di Dio: volentieri pregava, ascoltava istruzioni religiose, e serviva la Messa con molta devozione. Si può dire che fosse naturalmente inclinato alle opere di pietà, poiché sentiva il gusto della preghiera. Volle che mamma insegnasse a me, che avevo appena due anni, oltre all’Ave Maria, anche il Padre Nostro.
Quando mamma ci parlava del Crocifisso, Eugenio soleva dire che sarebbe morto volentieri in croce, ma senza chiodi.
All’età di circa dodici anni, papà e mamma, vista queste inclinazione, gli acquistarono gli oggetti occorrenti per erigere un altare e gli indumenti necessari per la Santa Messa. Ricordo che si vestiva e recitava tutte le preghiere della Messa, fungendo io da chierichetta, omettendo solo le parole della consacrazione.
Una volta, una nostra zia ammalata si mostrava spiacente di non poter intervenire alle funzioni del mese di maggio; egli si offrì di fare il mese di maggio in casa, ed ogni sera teneva un piccolo discorso!

(Positio, pagg. 3 e 9)

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La povertà di Pio XII, sulle orme dello Sposo.

I poveri diventano per Pio XII il punto debole, cui mai sapeva dire di no – insieme ai bambini, e ai malati. Impressiona, scorrendo i messaggi del Papa ai malati, quante volte egli impieghi il termine “tenerezza”. E questa tenerezza non poteva che essere egualmente riservata anche ai piccoli e agli indigenti. Una certa patina ufficiale sembra farcelo dimenticare. Le immagini solenni in sedia gestatoria, con tiara e flambelli tradiscono un po’ l’immagine privata di Pio XII, ma soltanto perché l’uomo contemporaneo – così sofisticato – non riesce a tenere insieme tutto. Continua a leggere