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L’oro, l’incenso e la mirra… degli sposi

Nella solennità dell’Epifania, proponiamo ai nostri lettori alcuni significativi stralci delle parole pronunciate da Papa Pio XII, il 10 gennaio 1940, ad un gruppo di sposi novelli – ricevuti nelle tradizionali udienze loro riservate. In quella occasione, il Papa invitava i giovani sposi ad offrire al Bambino Gesù, come fecero i Magi, l’oro della fedeltà reciproca, l’incenso di una vita in grazia, e la mirra dell’amore per i figli.

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La vostra fedeltà è il vostro oro, o piuttosto un tesoro preferibile a tutto l’oro del mondo. Il sacramento del matrimonio vi dà i mezzi di possedere, di aumentare anzi questo tesoro; offritelo a Dio, perché vi aiuti a meglio conservarlo. L’oro per la sua bellezza, per il suo splendore, per la sua inalterabilità, è il più prezioso dei metalli; il suo valore serve di base e di misura per le altre ricchezze. Così pure la fedeltà coniugale è la base e la misura di tutta la felicità del focolare domestico. Nel tempio di Salomone, per evitare l’alterazione dei materiali, non meno che per abbellire l’insieme, non vi era parte alcuna che non fosse ricoperta d’oro. Parimenti l’oro della fedeltà, per assicurare la saldezza e lo splendore della unione coniugale, deve come investirla e avvilupparla tutta intera. L’oro, per conservare la sua bellezza e il suo splendore, deve essere puro. Al medesimo modo, la fedeltà fra gli sposi deve essere integra e incontaminata; se comincia ad alterarsi, è finita la fiducia, la pace, la felicità. Si tramuta in immondizia, tutto il tesoro della loro bella concordia si disgrega in una desolante mescolanza di sospetti, di diffidenza, di rimproveri, per finire troppo spesso in mali irreparabili. Ecco perché la vostra prima offerta al neonato divino deve essere la risoluzione di una costante e attenta fedeltà alle vostre promesse matrimoniali.

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Verso il Sinodo sulla famiglia

Schermata 09-2456918 alle 15.07.20«Il vangelo sulla famiglia è la buona novella dell’amore divino che va proclamata a quanti vivono questa fondamentale esperienza umana personale, di coppia e di comunione aperta al dono dei figli, che è la comunità familiare. Il magistero della Chiesa sul matrimonio va presentato e offerto in modo comunicativo ed efficace, perché raggiunga i cuori e li trasformi secondo la volontà di Dio manifestata in Cristo Gesù» (Sinodo dei Vescovi, Documento Preparatorio, 2013).

La scelta di porre al centro della riflessione del prossimo Sinodo proprio questo vangelo sulla famiglia è, per ogni cattolico, un invito del Papa ben preciso; anzi, è un triplice invito. Invito innanzitutto alla preghiera, per la famiglia e, in modo particolare, per le famiglie che attraversano un momento di crisi. A questo primo invito risponde la semplice proposta – già da tempo presente su questo sito – di una Novena degli sposi, da recitarsi soprattutto nei momenti di crisi e di difficoltà (sia in italiano, che in inglese).

Si tratta, però, ancora, di un invito a riscoprire il magistero della Chiesa sul matrimonio e sulla famiglia. E, infine, di leggere la realtà contemporanea alla luce di questo insegnamento, ripartendo da un amore coniugale che sia fedele, perseverante, fecondo – secondo le tre note suggerite dal Papa nell’omelia per la celebrazione del matrimonio in San Pietro, il 14 settembre del 2014. A questi due inviti, il sito ufficiale della causa di canonizzazione di Pio XII tenta di rispondere con una sezione (che sia affianca a quella omologa in inglese) in cui sono proposti alcuni stralci del magistero di Papa Pacelli sul matrimonio e sulla famiglia, raccolto dalle numerosissime «udienze agli sposi novelli» cui Pio XII non volle mai rinunciare.

In realtà, riproporre tutto il magistero di Papa Pacelli agli sposi costringerebbe a ben più di una sezione, e d’altra parte non è lo scopo di questa pagina web quella di riproporre il contenuto integrale della catechesi del Papa. Segnaliamo, tuttavia, che sul sito della Santa Sede è possibile recuperare il testo di moltissime di quelle Udienze, negli anni 1939, 1940, 1942 e 1943. Nonostante una certa “distanza” nel linguaggio, le parole del Papa sorprendono per la loro attualità, e soprattutto per la concretezza dei consigli – sulla fedeltà o sull’educazione dei figli – che Pacelli riteneva in quella circostanza di rivolgere ai giovani appena sposati.

L’auspicio è che, anche per la sua intercessione, il prossimo Sinodo dei Vescovi sia realmente un momento di grazia, da cui sgorghi una rinnovata fedeltà di tutte le famiglie al Signore Gesù e ai suoi comandamenti.

La devozione a Maria nella famiglia

In una delle numerosissime udienze alle coppie appena sposate, il 10 maggio 1939, Papa Pio XII propone la devozione alla Madonna come formula vincente per una famiglia felice. Nel mese tradizionalmente dedicato a Maria, Madre di Dio e Madre nostra, riproponiamo quelle parole del Papa, sempre egualmente attuali.

Schermata 2015-04-25 alle 13.19.36Voi, diletti figli, chiamati a costituire nuove famiglie, volete senza dubbio dare ad esse un carattere essenzialmente e profondamente cristiano ed una solida base di benessere e di felicità. Ebbene, nella devozione a Maria Noi ve ne additiamo il felice conseguimento. Maria ha tanti titoli per essere considerata come la patrona delle famiglie cristiane, e queste hanno altrettanti motivi per sperarne una particolare assistenza.

Maria ha conosciuto della famiglia le gioie e le pene, i lieti ed i tristi avvenimenti; la fatica del quotidiano lavoro, i disagi e le tristezze della povertà, lo schianto delle separazioni. Ma ha pure provato tutte le ineffabili gioie della convivenza domestica, allietata dall’amore più puro dì uno Sposo castissimo e dal sorriso e dalle tenerezze di un Figlio che era al tempo stesso il Figlio di Dio.

Maria SS. ma compatirà perciò col suo cuore misericordioso alle necessità delle vostre famiglie, e recherà ad esse quel conforto di cui sentiranno il bisogno in mezzo agli inevitabili dolori della vita presente; come sotto il suo sguardo materno renderà loro più pure e serene le dolcezze del focolare domestico.

Tanto più che la Vergine Santa non solo conosce per propria esperienza le gravi necessità delle famiglie, ma, come Madre di pietà e di misericordia, Essa vuole di fatto venire in loro aiuto.

Beati e veramente benedetti quegli sposi che iniziano il loro nuovo stato con tali propositi di filiale e confidente devozione alla Madre di Dio, col santo programma di stabilire la loro nuova famiglia su questo incrollabile fondamento di pietà, da istillarsi per trasmettersi, come preziosa eredità, ai cari figli che Iddio vorrà loro concedere.

Ma non dimenticate, figli dilettissimi, che la devozione alla Madonna, perché si possa dire vera e solida, e quindi apportatrice di frutti preziosi e di grazie copiose, deve essere vivificata dalla imitazione della vita stessa di Colei che ci piace onorare.

La divina Madre è anche soprattutto un perfettissimo modello delle virtù domestiche, di quelle virtù domestiche che devono abbellire lo stato dei coniugi cristiani. In Maria l’amore più puro e fedele verso il castissimo sposo, amore fatto di sacrificio e di attenzioni delicate: in Lei dedizione intera e continua alle cure della famiglia e della casa, dello Sposo e soprattutto del caro Gesù: in Lei umiltà che si manifestava nell’amorosa sottomissione a S. Giuseppe, nella paziente rassegnazione alle disposizioni, oh! quante volte ardue e penose, della divina Provvidenza: nella piacevolezza e nella carità con tutti quelli che avvicinavano la casetta di Nazareth.

Possa, o sposi cristiani, la vostra devozione a Maria costituire una sorgente sempre viva di favori celesti e di vera felicità; favori e felicità di cui vi sia pegno la paterna Benedizione, che ben di cuore vi impartiamo.

La conversione di San Paolo e il matrimonio

damascus-roadNella festa della Conversione di San Paolo, pubblichiamo il testo del discorso che Pio XII tenne in questa occasione, nel 1940, rivolgendosi a coppie di sposi novelli.

San Paolo è chiamato nella liturgia per eccellenza «Maestro del mondo», «Mundi Magister» (Hym. in I Vesp. SS. Petri et Pauli, 29 Iun.). I suoi insegnamenti si indirizzano a tutti; tutti, dice S. Giovanni Crisostomo, dovrebbero conoscerli e meditarli assiduamente; ma, aggiunge, molti di quelli che ci circondano hanno da occuparsi della educazione dei figli, debbono aver cura della loro moglie e della loro famiglia, e non possono quindi applicarsi ad un simile studio. Procurate almeno, egli conclude, di mettere a profitto ciò che altri hanno raccolto per voi (Comm. in Ep. ad Komanos, Arg. ante Hom. I, n. I).

Le grandi lezioni di S. Paolo, concernenti specialmente il matrimonio, non possono essere esposte in un breve discorso. Ci limiteremo perciò a qualche punto tratto dalla conversione di lui. Saulo di Tarso, che aveva cooperato alla lapidazione del martire S. Stefano ed era un fiero persecutore della Chiesa nascente, munito di pieni poteri dal principe dei sacerdoti, si recava a Damasco per arrestare quanti cristiani vi avesse trovati, uomini e donne, e condurli legati a Gerusalemme. Ma, avvicinandosi a quella città, d’improvviso una luce del cielo gli sfolgoreggiò d’intorno, e, caduto a terra, udì una voce che disse: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?» «Chi sei tu, Signore?» egli rispose. E il Signore a lui: «Io sono Gesù, che tu perseguiti ». Al tempo stesso Saulo, tremante ed attonito, più non vedeva. Ma dopo tre giorni il discepolo Anania fu inviato a lui da Dio, e subito caddero dai suoi occhi come delle scaglie, immagini dei veli di ignoranza e di passione che lo avevano fino allora accecato, e ricuperò la vista. Saulo persecutore non esisteva più; era divenuto Paolo l’Apostolo.

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