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Castel Gandolfo, Francesco e la beatificazione di Pacelli

Bertello: l’Appartamento vaticano museo? Lasciamo cantare le passere

Alessandro Notarnicola | 22 ott 2016 | farodiroma.it
Pio XII nella Cappella della residenza estiva di Castel Gandolfo

Papa Pio XII nella Cappella della Madonna di Czestochowa, nella residenza estiva di Castel Gandolfo

Che a Papa Francesco non piacciano i palazzi è ormai ben chiaro a tutti, lo ha dimostrato il giorno della sua elezione quando ha lasciato le sue poche cose a Casa Santa Marta non permettendo che venissero aperte neppure le persiane dell’appartamento del Palazzo Apostolico in Vaticano troppo grande, dispersivo e solitario per i suoi gusti. Dalla scelta della piccola e modesta stanza di Santa Marta a restare in Vaticano per tutta l’estate è stato un attimo, difatti dal 13 marzo 2013 Bergoglio non si è recato in villeggiatura neppure una volta alla residenza estiva dei Papi di Castel Gandolfo se non per andare a far visita al suo Predecessore Benedetto XVI ritiratosi lì il 28 febbraio 2013 prima di trasferirsi definitivamente nel monastero Mater Ecclesiae in Vaticano.

Ci sono voluti tre anni ma la decisione è arrivata senza tardare poi così tanto. Nel piano della spending review bergogliana è stato infatti introdotto anche il Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo che da oggi è ufficialmente aperto al pubblico. Dopo i Giardini di Villa Barberini e la Galleria dei Ritratti dei Pontefici, per la prima volta nella storia i più curiosi potranno visitare le segrete – nonché intime – stanze dell’Appartamento pontificio in un percorso ideato e gestito dai Musei Vaticani e fortemente voluto dagli abitanti della piccola cittadina che ai papi deve tutto il su fermento commerciale, economico e turistico.

Ma se Francesco decidesse di cambiare le cose persino in Vaticano? Se anche il Palazzo Apostolico venisse aperto al grande pubblico entrando a far parte degli alettanti e non tanto costosi pacchetti turistici dei Musei Vaticani? Se la sua Chiesa in uscita fosse anche questo?

Si è ironizzato molto sulla stampa in questi giorni su questa possibilissima eventualità ma il cardinale Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e dei rappresentanti delle istituzioni locali, interpellato dal FarodiRoma, ha risposto: “lasciamo cantare le passere, questa decisione del Santo Padre ha ben altri significati, molto più storici”.

Sì, ma quali Eminenza?

Papa Pio XII passeggia nei giardini della residenza estiva di Castel Gandolfo

Papa Pio XII passeggia nei giardini della residenza estiva di Castel Gandolfo

Papa Francesco ha avuto questo perché la gente possa visitare laddove i Pontefici passavano la loro vita quotidiana durante l’estate, è questo il significato primo, vedere la modestia dell’appartamento dove non si trovano cose molto lussuose. Poi, ritengo che il desiderio del Santo Padre sia di far conoscere alla gente anche dove Pio XII ha ospitato tanti rifugiati durante le guerra portando in salvo tante persone, prime le famiglie di ebrei perseguitati.

Questo si inserisce nel tormentato processo di beatificazione di Pacelli?

Ma certamente, non ho dubbi. A Castel Gandolfo furono migliaia gli ebrei e i civili a essere tratti in salvo in queste stanze, in questi atri, in questi spazi, ma anche a Roma quanti ne ha salvati? Porto l’esempio tipico: io sono stato Nunzio Apostolico in Italia e ho vissuto nella sede della Nunziatura italiana che negli anni passati era di proprietà di una famiglia ebrea che nel corso delle persecuzioni e del secondo conflitto mondiale è stata protetta dalla Chiesa e per gratitudine, in seguito alla Liberazione, decise di donare la sua proprietà al Vaticano e al Santo Padre che l’ha destinata alla Nunziatura. Inoltre, non meno importante risulta l’aneddoto della camera da letto del Papa che tra il 1942 e il 1944 fu più volte trasformata in una sala parto dove in quei mesi nacquero circa 50 bambini e molti di loro furono battezzati con il nome Eugenio come segno di riconoscenza delle famiglie verso il Papa.

Importanza solo storica o anche economica per Castel Gandolfo?

Beh, certamente, mi auguro di cuore che il desiderio del Papa risollevi l’economia di questa cittadina storica. Lo spero perché la gente che verrà qui si fermerà e sarà invogliata a vedere la bellezza di Castel Gandolfo ripercorrendo la storia e gli aneddoti che la uniscono irrimediabilmente alla storia dei Papi.

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Santa Messa in San Pietro nell’anniversario della morte di Papa Pio XII

cua6rkpwyaahdyg-jpg-largeIn occasione della celebrazione dei 58 anni dalla morte del Venerabile Papa Pio XII – il 9 ottobre 1958 -, per le cure del Comitato Papa Pacelli che ne promuove la causa di canonizzazione, il giorno sabato 15 ottobre 2016, alle ore 11.00, S. Em.za Rev.ma il Cardinale Dominique Mamberti, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica (in foto), ha presieduto la Santa Messa all’altare di San Pietro, nelle Grotte Vaticane ove riposa il corpo di Papa Pacelli.

Prima della celebrazione, ai partecipanti è stata offerta l’occasione di transitare per la Porta Santa della Basilica, in modo da lucrare l’Indulgenza giubilare. L’appuntamento era fissato per le ore 10.00 presso la Porta del Petriano, in Piazza del Sant’Uffizio. Da lì, i fedeli sono stati accompagnati direttamente alla Porta Santa, e quindi alle Grotte Vaticane ove si è tenuta la celebrazione. Al termine, è stato possibile pregare presso la tomba del Papa Pio XII, generalmente chiusa al pubblico per ragioni di sicurezza.

Card. Piacenza: “Imploriamo la Madonna per la beatificazione di Pio XII”

da Zenit. Il mondo visto da Roma | 14 giugno 2016

“In quel tempo di prove terribili, che è stato il secolo scorso”, il Signore ha voluto donarci “un grande operaio per la Sua messe” nel Venerabile Pio XII. Lo ha detto, nell’omelia pronunciata ieri presso la Chiesa di Santa Maria in Vallicella, il card. Mauro Piacenza, penitenziere maggiore presso il Tribunale della Penitenzieria Apostolica.

Il porporato ha celebrato la Messa a seguito di un evento dedicato a Pio XII nella chiesa in cui Eugenio Pacelli fu giovane sacerdote. Ancora oggi è ben visibile il suo confessionale, su cui è stata apposta una piccola targa che lo ricorda. L’iniziativa, promossa dal Comitato Papa Pacelli, pope-pius-xiiha visto, dopo il saluto del Padre Preposito dell’Oratorio di Roma, padre Rocco Camillò, un intervento di padre Marc Lindeijer, Vicepostulatore della causa di beatificazione di Pio XII.

“In questa chiesa della Vallicella – ha spiegato il card. Piacenza – il giovane Eugenio, con i suoi coetanei, partecipava ai servizi di Culto e diventò molto presto Prefetto delle Cerimonie, grazie alla intensa pietà, alla diligenza e alla precisione, con cui compiva i gesti propri della Liturgia, annuncio e profezia della sacerdotale dignità, con la quale ha esercitato il supremo ministero apostolico, annientando completamente il proprio io, la propria personalità, per identificarsi totalmente con il compito ricevuto da Dio”.

Compito che svolgeva con zelo nel Confessionale. È qui – ha sottolineato Piacenza – che “tutta la sua sapienza e la sua stessa profonda e vastissima preparazione, unite alla sua esperienza ascetica, si trasformavano, plasmate dalla carità pastorale, in autentico abbraccio paterno, capace di diventare profondo e attento discernimento, mai cedevole allo scrupolo e avente, come unico orizzonte, il bene integrale della persona, non limitato all’orizzonte terreno, ma capace di mostrare e di trasmettere quello sguardo soprannaturale, che solo i santi sanno vivere e di cui oggi la pastorale ha davvero struggente bisogno”.

Il card. Piacenza si è poi soffermato sull’amore di Pio XII nei confronti di Roma, per la quale “era pronto a dare la vita”. Ha ricordato il penitenziere maggiore che “quando la città fu occupata e gli fu consigliato caldamente di mettersi in salvo, lasciando l’Urbe, fu sempre decisa e immutata la sua risposta: ‘Non lascerò mai Roma e il mio posto, anche se dovessi morire’.

“Roma, tuttavia, non significò mai, per Pio XII, semplicemente una città, ma ‘la’ città, l’Urbe dai sacri destini, Roma era per lui sinonimo di cattolicità, di universalità, ben consapevole che il compito del Vescovo di Roma è principalmente – e con esso coincide – quello di Sommo Pontefice della Chiesa Cattolica”.

“Potremmo chiederci da dove scaturisce tanta grandezza, da dove emerge una così poderosa capacità di incidere nella storia, nella Chiesa, nel corpo sociale e nella pietà dei fedeli”, soggiunge il card. Piacenza. Che prosegue: “Certamente da una straordinaria intelligenza e preparazione, ma non di meno dalla sua vita spirituale intensissima, fino alla mistica! Cerchiamo qui il segreto di una santità, che dalla Madonna alla quale in questa chiesa il giovane Eugenio ‘diceva tutto’, imploriamo possa venire presto riconosciuta con la attesa beatificazione, a gloria di Dio e per l’edificazione di tutti!”.

Pio XII come Papa Francesco amava incontrare la gente

Angela Ambrogetti (ACI Stampa, 13 gen 2016)

derVeruntreuteHimmel100_v-ARDFotogaleriePio XII uomo della pace e Papa della guerra. É questo il titolo di un documentario prodotto da Rai Storia e firmato da Antonia Pillosio, per il ciclo “Italiani”.

50 minuti per raccontare la vita di un uomo prima che di un personaggio che ha sofferto gli strali della storia e le critiche di un mondo che spesso lo conosceva poco.

Il documentario si avvale di alcuni spunti biografici inediti grazie alla collaborazione con la postulazione, padre Peter Gumpel e il vice postulatore padre Marc Lindeijer, ma ci sono anche le voci di storici come Matteo Luigi Napolitano, Andrea Riccardi e Anna Foa che di Pio XII dice: “ E’ un Papa che ha cambiato nei fatti, se non nella teoria, quelli che erano i rapporti con gli ebrei. Non credo che senza questa opera di salvataggio si sarebbe potuti arrivare alle trasformazioni del Concilio Vaticano II”.

Il documentario è stato presentato in anteprima alla stampa nella Curia Generalizia dei Gesuiti a pochi passi da Piazza san Pietro, ed è stata una occasione per rileggere la storia anche grazie a documenti e lettere di suore che nell’epoca della guerra mondiale, tenevano diari proprio sulla assistenza ai rifugiati nei conventi per ordine del Papa. Come il diario delle Suore di Santa Maria Bambina o delle monache agostiniane del monastero dei Santi Quattro Coronati.

E’ poi ben documentato il lavoro della Santa Sede per il ritrovamento dopo la guerra delle persone scomparse. Fino al 1954 lavorarono a questo progetto 885 persone.

Uno dei temi più difficili da affrontare resta quello della causa di beatificazione come spiega padre Lindeijer:

Stiamo aspettando il miracolo per la beatificazione. Ogni anno riceviamo almeno due notizie di bellissimi miracoli, ma il problema è sempre far collaborare la gente. Perché non basta che ci sia un miracolo. L’importante è che poi ci sia tutto il processo a cominciare dal raccogliere le prove, le testimonianze. E non so perché ma la gente è sempre molto reticente a collaborare, forse hanno paura della stampa…

Che genere di miracoli?

Sono quasi sempre miracoli di guarigione.

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Papa Francesco: «Serve un miracolo»

Schermata 12-2457008 alle 19.07.01Nel viaggio di ritorno dalla Terra Santa, il 26 maggio 2014, la domanda di un giornalista di lingua inglese ha permesso al Santo Padre di pronunciarsi sullo stato del processo per la beatificazione del Venerabile Pio XII. Riportiamo lo stralcio (qui, invece, la trascrizione integrale dell’intervista), invitando i lettori del sito a ricorrere e far ricorrere all’intercessione di Papa Pacelli con sempre maggior fede, pregando di ottenere presto quanto le procedure canoniche ordinarie richiedono per il felice esito del processo.

«La causa di Pio XII è aperta. Io mi sono informato: ancora non c’è nessun miracolo, e se non ci sono miracoli non può andare avanti. E’ ferma lì. Dobbiamo aspettare la realtà, come va la realtà di quella causa, e poi pensare di prendere delle decisioni. Ma la verità è questa: non c’è nessun miracolo ed è necessario almeno uno per la beatificazione. Questo è come oggi è la causa di Pio XII. E io non posso pensare: “Lo farò beato o no?”, perché il processo è lento. Grazie».

Qui il link alla pagina con le preghiere per chiedere favori e grazie a Papa Pio XII.

Pio XII. Padre comune.

Pubblichiamo di seguito una riflessione di padre Marc Lindeijer, SJ, Assistente del Postulatore, sul tema della paternità di Papa Pio XII. Si tratta dell’intervento nel corso del convegno «Nuovi contributi alla verità storica sul Pontificato di Pio XII» tenutosi a Roma, il 6 marzo 2013, presieduto dal cardinale José Saraiva Martins, prefetto emerito della Congregazione delle Cause dei Santi.

Nel 2008, facendo memoria del suo Venerabile predecessore Papa Pacelli, Benedetto XVI disse: “Negli ultimi anni, quando si è parlato di Pio XII, l’attenzione si è concentrata in modo eccessivo su una sola problematica, trattata per di più in maniera piuttosto unilaterale. A parte ogni altra considerazione, ciò ha impedito un approccio adeguato ad una figura di grande spessore storico-teologico”. Continua a leggere