Archivio tag: Giovanni XXIII

O Vergine bella come la luna…

Nel corso del Suo pontificato, Papa Pio XII cominciò l’uso di inviare, ogni 8 dicembre, omaggi floreali alla statua dell’Immacolata in piazza di Spagna, Roma, benedetta l’8 settembre 1857 dal Beato Pio IX; e l’8 dicembre 1953, si recò di persona ad omaggiarla, per inaugurare l’Anno Mariano. La consuetudine di visitare la statua, e poi far sosta a Santa Maria Maggiore, fu continuata da Giovanni XXIII (1958), ed è stata dai suoi successori fedelmente conservata.
Pubblichiamo di seguito, mentre con la Novena ci prepariamo a questa Solennità tanto cara al popolo dei fedeli, il testo di una preghiera alla Vergine Maria, composta da Pio XII il 17 gennaio 1956, cui è annesso il dono dell’indulgenza parziale. Continua a leggere

Dalla Teche Rai un Pio XII inatteso

di Roberto I. Zanini
Avvenire, 8 gennaio 2016

derVeruntreuteHimmel100_v-ARDFotogalerieChi spera di sapere cose nuove su Pio XII dall’apertura degli archivi vaticani che lo riguardano “resterà certamente deluso”. A esprimersi in questi termini sono, in vario modo, tre autorità del settore, che ieri si sono trovate tutte insieme a Roma nella sala cinema della Curia generalizia dei gesuiti per la presentazione del documentario di Rai Cultura Pio XII uomo della pace e Papa della guerra che andrà in onda il 12 gennaio su Rai Storia. Si tratta dello storico padre Peter Gumpel, relatore della causa di beatificazione di papa Pacelli; di Piero Doria, lo storico dell’Archivio segreto vaticano che sta curando il riordino dei documenti su Pio XII; di Matteo Luigi Napolitano, storico dell’Università del Molise, esperto di Pacelli e curatore del documentario. Gumpel, in particolare, ha spiegato che per la causa di beatificazione gli archivi vaticani sono già stati ampiamente consultati, anche se la cosa non è stata resa nota.

Su Pio XII, insomma, non c’è alcun mistero e non c’è nulla da nascondere. C’è invece da fare un’adeguata opera di divulgazione per correggere una quantità di luoghi comuni duri a morire, messi in circolazione fin dagli anni ’60 a partire dall’opera teatrale del tedesco Rolf Hochhuth che aveva messo sotto accusa Pacelli per non aver condannato il genocidio degli ebrei ordito da Hitler. Una falsità dura a morire sebbene smentita dai fatti storici e dalle testimonianze di migliaia di persone, che nel film della Rai vengono messe adeguatamente in evidenza, con tanto di immagini. A Roma, in particolare, il Papa aveva invitato i monasteri e i conventi a nascondere ebrei molto prima della razzia del 16 ottobre del 1943. In margine della conferenza, inoltre, Gumpel ha ricordato un suo colloquio con don Aldo Brunacci, braccio destro dell’allora vescovo di Assisi, monsignor Nicolini, in cui il sacerdote ricordava la circolare con la quale Pio XII a metà settembre 1943 invitava il vescovo a far aprire le porte dei conventi per accogliere tutti gli ebrei della città. A questo riguardo sia Gumpel che Napolitano hanno spiegato che nel mondo le posizioni critiche di tanti studiosi ebrei su Pio XII si vanno ammorbidendo proprio alla luce dei dati storici.

Ma ciò che stupisce del documentario è il racconto “caldo” della figura di Pacelli. Dalle tante immagini tratte dalle Teche Rai (fino ad oggi praticamente sconosciute, ha annotato la regista Antonia Pillosio) vien fuori un Pio XII per nulla algido, ieratico e distaccato come dipinto dalla vulgata e come, potenza del luogo comune, afferma anche Paolo Mieli nel commento a chiusura del film, contrapponendo il “freddo Pio XII” al suo successore Giovanni XXIII, l’amato Papa buono. Le immagini dell’epoca documentano un Pacelli acclamato dalle folle in numerose occasioni: quando dopo il bombardamento del quartiere San Lorenzo a Roma si reca fra gli sfollati quasi non riesce a uscire dall’auto e poi lo si vede che parla con tutti e che distribuisce denaro ai più bisognosi; quando, dopo la morte a Castel Gandolfo nel 1958, la sua salma viene portata in Vaticano e si genera un corteo funebre di imponenza ineguagliabile. Per non dire dei bagni di folla nel corso del Giubileo del ’50. Insomma, se per padre Gumpel “è storicamente sbagliato contrapporre Pacelli a Roncalli”, il commento di Padre Marc Lindeijer, attuale postulatore della causa di beatificazione, è laconico: “Sembra quasi che Mieli non abbia visto il film”.

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Giovanni XXIII: «Pio XII, Dottore della Chiesa»

Schermata 04-2456751 alle 17.25.39In occasione della canonizzazione del beato Giovanni XXIII, pubblichiamo ampi stralci del primo ragiomessaggio natalizio che il «Papa Buono» registrò, appena due mesi dopo l’elezione a Sommo Pontifice. Il contenuto è, in pratica, tutto un elogio di Pio XII, «Pastor Angelicus», che Roncalli già contempla «associato nelle regioni celesti ai Santi di Dio», ricordandone soprattutto la ricchezza e la profondità dei diciannove messaggi radiofonici pronunciati per la Solennità del Natale, «19 raggi d’una dottrina, che una serie di densi volumi appena basta a contenere». Così, Giovanni XXIII attribuisce a Papa Pacelli il triplice titolo con cui la Chiesa, nella Liturgia delle Ore, si rivolge ai Santi Dottori della Chiesa: «Dottore eccellente, luce della Santa Chiesa, amante della legge di Dio».

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Pio XII nella parole di due Papi santi

Schermata 04-2456751 alle 17.28.00In prossimità della canonizzazione dei beati Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII, il prossimo 27 aprile – Domenica della Divina Misericordia, pubblichiamo il ricordo di Pio XII consegnatoci dai due Papi. In particolare, si tratta dell’elogio di Papa Pacelli pronunciato dal suo immediato successore, Giovanni XXIII, nella Basilica di San Marco a Venezia, l’11 ottobre 1958; e delle parole pronunciate da Giovanni Paolo II in occasione del XXV anniversario della morte di Pio XII, nell’autunno del 1983. Continua a leggere

Pio XII. Padre comune.

Pubblichiamo di seguito una riflessione di padre Marc Lindeijer, SJ, Assistente del Postulatore, sul tema della paternità di Papa Pio XII. Si tratta dell’intervento nel corso del convegno «Nuovi contributi alla verità storica sul Pontificato di Pio XII» tenutosi a Roma, il 6 marzo 2013, presieduto dal cardinale José Saraiva Martins, prefetto emerito della Congregazione delle Cause dei Santi.

Nel 2008, facendo memoria del suo Venerabile predecessore Papa Pacelli, Benedetto XVI disse: “Negli ultimi anni, quando si è parlato di Pio XII, l’attenzione si è concentrata in modo eccessivo su una sola problematica, trattata per di più in maniera piuttosto unilaterale. A parte ogni altra considerazione, ciò ha impedito un approccio adeguato ad una figura di grande spessore storico-teologico”. Continua a leggere