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La “via pulchritudinis” da Pio XII a Benedetto XVI

“Papa Benedetto XVI come Pio XII, amante delle arti e lungimirante nei riguardi delle nuove tecnologie del tempo”. Lo scrive nel suo nuovo libro il vaticanista Alessandro Notarnicola che in occasione del novantesimo compleanno di Joseph Ratzinger assieme a monsignor Jean-Marie Gervais, prefetto coadiutore del Capitolo Vaticano e membro della Penitenzieria Apostolica, ha desiderato omaggiare il Papa Emerito con una meditata raccolta di sue dissertazioni sulla via pulchritudinis intitolata Benedetto XVI. L’arte è una porta verso l’infinito. Teologia Estetica per un Nuovo Rinascimento (edito da Fabrizio Fabbri Editore e Ars Illuminandi, 2017).

266874866_b4e2720b83_oNel volume, arricchito di dieci tavole inedite dell’artista umbro Bruno Ceccobelli e dal commento critico del professor Mariano Apa, i curatori aprono un lungo excursus sulle relazioni che nei secoli si sono create tra i Papi e gli artisti. In particolare, si legge nel testo, “da Pio XII a Papa Francesco tutti hanno cercato di recuperare quella relazione tra arte e sacro che nei secoli aveva perso le sue tinte originali. Se un tempo il Successore del Principe degli Apostoli era il primo mecenate, il primo sostenitore dell’arte, dopo, con lo scorrere degli anni, la Chiesa ha messo da parte l’iconografia vivendo e rivestendosi delle grandi opere del passato”.

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Pio XII. Padre comune.

Pubblichiamo di seguito una riflessione di padre Marc Lindeijer, SJ, Assistente del Postulatore, sul tema della paternità di Papa Pio XII. Si tratta dell’intervento nel corso del convegno «Nuovi contributi alla verità storica sul Pontificato di Pio XII» tenutosi a Roma, il 6 marzo 2013, presieduto dal cardinale José Saraiva Martins, prefetto emerito della Congregazione delle Cause dei Santi.

Nel 2008, facendo memoria del suo Venerabile predecessore Papa Pacelli, Benedetto XVI disse: “Negli ultimi anni, quando si è parlato di Pio XII, l’attenzione si è concentrata in modo eccessivo su una sola problematica, trattata per di più in maniera piuttosto unilaterale. A parte ogni altra considerazione, ciò ha impedito un approccio adeguato ad una figura di grande spessore storico-teologico”. Continua a leggere