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Le opere di misericordia, essenza del Vangelo

«È mio vivo desiderio che il popolo cristiano rifletta durante il Giubileo sulle opere di misericordia corporale e spirituale». Così il Papa, nella bolla di indizione dell’Anno Santo della Misericordia, ormai alle porte.
Venendo incontro a questo desiderio – che è il desiderio di Cristo stesso -, proponiamo in questa pagina alcune brevi riflessioni dal magistero di Papa Pio XII proprio sulle opere di misericordia corporale, nelle quali – son parole di Pacelli – «è l’essenza stessa del Vangelo (e la prova è nelle parole stesse di Cristo giudice, che non ammetterà nel Regno eterno se non chi ebbe della misericordia il culto pratico)» (Udienza, 19.7.1939).
Spiega Pio XII: «Dalle opere di misericordia: dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi, alloggiare i pellegrini, visitare gli infermi e i carcerati, — oh, come tutti questi dolori e affanni dalla vicina realtà risuonano nell’ora presente alle nostre orecchie! — non dipendono forse, secondo la solenne assicurazione di Cristo, nell’estremo giudizio la benedizione o la maledizione, il gaudio o il dolore per tutta l’eternità? Sì: alla gloria o alla infelicità eterna mena la trascuranza o l’atto della misericordia» (Discorso, 22.2.1944).
Gli spunti che di seguito proponiamo aiutino a dare forma concreta alla riflessione sulle opere richieste dal Signore e Maestro, così da vivere realmente l’ «Anno del gran ritorno e del gran perdono» che è ogni Giubileo.

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«Ero forestiero…»

Schermata 2015-09-06 alle 20.18.01L’insegnamento del Maestro «Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» parla continuamente al cuore della Chiesa ed esige gesti concreti da ogni credente. Lo ha ricordato il Santo Padre, Francesco, all’Angelus di domenica 6 settembre, invitando a gesti di solidarietà concreta nell’Anno giubilare della Misericordia. In particolare il Papa chiedeva: «Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario d’Europa ospiti una famiglia, incominciando dalla mia diocesi di Roma».

Chi conosce la storia della Chiesa con onesta intellettuale sa che non è la prima volta che un Papa rivolge un invito del genere. É stato il caso, ad esempio, della richiesta di Pio XII di nascondere gli ebrei tra l’ottobre del ’43 e il giugno del ’44, durante i terribili mesi dell’occupazione nazista di Roma. D’altra parte, proprio Papa Pio XII fu autore del primo documento pontificio sulla cura degli immigrati: si tratta del costituzione apostolica Exsul familia, del 1952, con cui si davano istruzioni in materia di assistenza spirituale dei migranti (qui il testo in latino).

Sul ruolo della Santa Sede nella protezione dei rifugiati, il Comitato Papa Pacelli insieme al Centro Astalli di Roma hanno organizzato una tavola rotonda, di cui sul nostro sito è possibile leggere gli estratti di alcune relazioni (qui). Altri contenuti sullo stesso tema, o su temi affini, possono trovarsi alla sezione dedicata agli Approfondimenti.

Qui invece proponiamo Lo vuole il Papa, un documentario su Pio XII e sull’ordine di nascondere gli ebrei durante i mesi dell’occupazione di Roma, andato in onda mercoledì 1° aprile scorso su Tv2000. Lo testimoniano le cronache di quattro monasteri femminili romani. Il docu-film “Lo vuole il Papa” – a cura di Antonello Carvigiani, regia di Andrea Tramontano – raccoglie per la prima volta questi quattro preziosi documenti – scritti dalle religiose dell’epoca – in un unico affresco che ha il valore di un rigoroso saggio storico narrato con la potenza e la poesia del racconto cinematografico.

Con la speranza che l’esempio di Pio XII e di tanti altri pastori coraggiosi dia forza e incoraggiamento per vivere sul serio l’esperienza di grazia dell’accoglienza: «Ero forestiero…».