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Il presepe del Papa

Presepe Appartamento Pio XII - Archivio FSO - clicca per ingrandire

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“Nel contemplare il presepe la grazia più ovvia che ci verrà donata sarà la voglia di essere buoni”: lo suggerisce Papa Francesco, alla soglia del Natale. E davvero la contemplazione della scena del presepe – in casa, nelle chiese parrocchiali, nei luoghi di aggregazione – in un certo senso “fa” il Natale. Forse poche “invenzioni umane” aiutano così tanto lo spirito, sempre distratto, a concentrarsi sul mistero della fede. Non è un caso che questa “invenzione” sia riferibile ad un Santo, ovvero ad un innamorato di Dio, tanto innamorato da non volersene in alcun modo distrarre. E neanche è un caso che la vita di ogni santo – e di milioni e milioni di cristiani, non necessariamente canonizzati – sia passata per momenti di sosta (orante, a volte poetica) dinanzi al presepe. Continua a leggere

Le opere di misericordia, essenza del Vangelo

«È mio vivo desiderio che il popolo cristiano rifletta durante il Giubileo sulle opere di misericordia corporale e spirituale». Così il Papa, nella bolla di indizione dell’Anno Santo della Misericordia, ormai alle porte.
Venendo incontro a questo desiderio – che è il desiderio di Cristo stesso -, proponiamo in questa pagina alcune brevi riflessioni dal magistero di Papa Pio XII proprio sulle opere di misericordia corporale, nelle quali – son parole di Pacelli – «è l’essenza stessa del Vangelo (e la prova è nelle parole stesse di Cristo giudice, che non ammetterà nel Regno eterno se non chi ebbe della misericordia il culto pratico)» (Udienza, 19.7.1939).
Spiega Pio XII: «Dalle opere di misericordia: dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi, alloggiare i pellegrini, visitare gli infermi e i carcerati, — oh, come tutti questi dolori e affanni dalla vicina realtà risuonano nell’ora presente alle nostre orecchie! — non dipendono forse, secondo la solenne assicurazione di Cristo, nell’estremo giudizio la benedizione o la maledizione, il gaudio o il dolore per tutta l’eternità? Sì: alla gloria o alla infelicità eterna mena la trascuranza o l’atto della misericordia» (Discorso, 22.2.1944).
Gli spunti che di seguito proponiamo aiutino a dare forma concreta alla riflessione sulle opere richieste dal Signore e Maestro, così da vivere realmente l’ «Anno del gran ritorno e del gran perdono» che è ogni Giubileo.

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