I rinnovatori attesi dal mondo

Nel giorno di Pentecoste la Chiesa commemora la discesa dello Spirito Santo. Pochi giorni dopo l’ascensione di Gesù al cielo, gli Apostoli stretti intorno a Maria nel Cenacolo, furono investiti da un vento impetuoso e ripieni di Spirito Santo. Inondati di luce, trasformati nell’essere e nell’azione, e perciò fatti irriconoscibili a sè stessi e agli altri, essi, usciti coraggiosamente dal Cenacolo, si trovarono subito in mezzo ad una moltitudine di anime, tutte in trepida attesa di qualche cosa di nuovo e di grande. Et coeperunt loqui: cominciarono a parlare, lasciando cadere il seme della divina parola su un buon terreno, perchè irrorato dalla grazia dello Spirito divino.

Perciò la liturgia di oggi è tutta un canto di gioia, il quale par che raggiunga e permei con le sue armonie e risonanze il mondo intero: Quapropter, profusis gaudiis, totus in orbe ter rarum mundus exsultat (Praef. de Spir. Sancto). Nell’Ufficio divino odierno il Salmo 47 canta: « Grande e degno di somma lode nella sua città è il nostro Dio: il suo sacro monte … è la gioia di tutta la terra ». E il Salmo 67, caratteristico per la Pentecoste, e che quindi ritorna nell’Offertorio della Messa, dipinge con ardite e smaglianti immagini le glorie del Dio d’Israele e la vittoria sui suoi nemici, che fuggono dinanzi a Lui, come dilegua il fumo disperso dal vento; immagine del trionfale ingresso del Signore il dì della Pentecoste nella sua Chiesa, nella quale col dono dello Spirito Santo abiterà sino alla fine dei tempi.

Ma è giusto che accanto all’inno della letizia risuoni la fervida invocazione, che si ripete nelle maestose cattedrali delle grandi città, come nei piccoli oratori di campagna e nelle cappellette sperdute sui monti. Emitte Spiritum tum: Manda il tuo Spirito. Tu vedi, o Signore, come urgono i tempi, e come divengono sempre più maturi per un profondo rinnovamento; manda dunque il tuo Spirito e rinnovellerai la faccia della terra: Emitte Spiritum tuum … et renovabis faciem terrae. E questa terra vivificala, dando ad essa forma ed anima, mentre sulle acque agitate del mondo sta già librato il tuo Spirito, o Signore, come in principio quando creasti il cielo e la terra.

Ed infatti, come agli inizi Cristo mandò il suo Paraclito sui primi Apostoli, così in questa epoca di svolte risolutive per la storia della Chiesa, Egli sta chiamando a raccolta schiere sempre più numerose di nuovi apostoli, per rinnovarli e trasformarli in capaci e ardenti costruttori di un mondo diverso e migliore.

Rinnovati intimamente, voi potrete così essere i rinnovatori attesi dal mondo. Lo Spirito Santo vi farà vedere anzitutto ben chiaramente come nessun campo della umana attività possa essere sottratto all’azione rinnovatrice di Cristo: per Quem omnia, in Quo omnia. Già altre volte abbiamo fatto notare il grave errore commesso dagli uomini, quando hanno voluto fare a meno di Lui o si sono addirittura rivoltati contro di Lui nell’atto di por mano a novelle strutture. Nessun dubbio — dicevamo — che Egli è l’unico Salvatore, l’unico Maestro.

Al Vangelo deve essere riconosciuto l’ufficio di fermentare integralmente il pensiero umano, e se alcuni sono ancora esitanti di fronte alla necessità di una radicale trasformazione in senso cristiano, voi dovete ricordare loro che l’attività teorica e pubblica in tutti i suoi rami, e quindi anche la stessa attività artistica, debbono avere una ispirazione cristiana, nè possono essere sottratte all’influsso del pensiero e della grazia di Cristo.

A questo punto vorremmo fare, diletti figli, una duplice osservazione. Voi volete e dovete essere nel mondo presente i portatori, i messaggeri e gli apostoli del pensiero cristiano e del soffio dello Spirito Santo. Ma allora quel pensiero deve, per così dire, afferrare e penetrare interamente voi stessi. Abbiate dunque una profonda intelligenza dei fondamenti della fede, della sua struttura, e delle singole sue verità.L’altra osservazione concerne l’azione pratica. Voi volete collaborare affinché per virtù dello Spirito Santo il mondo si rinnovelli. Però non vi riuscirete adattandovi senza riserva a ciò che si vuol chiamare lo spirito del tempo, vale a dire al pensiero materialistico trasportato nell’azione, e cedendo ad esso oltre i limiti del lecito; ma soltanto osservando con fedeltà e costanza la linea cattolica chiaramente tracciata. Senza dubbio ciò richiede un alto grado di perseveranza e di fermezza; ma lo Spirito Santo le susciterà in voi.

In secondo luogo, sarete ripieni dello Spirito di amore, ardenti per la divina carità. Sarebbe vano parlare di un mondo rinnovato nel nome di Gesù, se non fosse in voi quella che fu l’ansia suprema di Lui: ut omnes unum sint (Io. 17, 21): affinché siano tutti una cosa sola. Egli lasciò intendere che questa unità sarebbe stata fra i più validi argomenti a sostegno della fede nella sua divina missione: ut credat mundus quia tu me misisti. Siate dunque uniti, diletti figli! Non permettete che il dèmone della divisione e della discordia penetri fra di voi, rendendo meno forte il vincolo della unità con quelli che potrebbero chiamarsi reparti diversi, ma ugualmente necessari, nell’unica grande milizia cattolica.

Abbiate coscienza della vostra vocazione. Oh si degni lo Spirito Santo di scendere su di voi e di effondere nelle anime vostre l’abbondanza dei suoi doni!

[Discorso ai laureati di Azione Cattolica • Domenica, 24 maggio 1953]

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