Archivio dell'autore: Papa Pio XII

Il Crocifisso del Papa

Il 21 gennaio 1957, Papa Pio XII visita – inaugurandone i nuovi ambienti dopo la ristrutturazione – l’Almo Collegio Capranica, a Roma, nella festa di Sant’Agnese, dal 1457 Patrona dell’istituto romano. Pacelli aveva vissuto lì alcuni mesi, durante gli anni della sua formazione sacerdotale, e a quegli anni risale una particolare devozione del Papa ad un antico crocifisso ligneo, legato alla vita quotidiana degli alunni capranicensi. Pubblichiamo di seguito un articolo già comparso su questo sito web, riguardo proprio a questo crocifisso, ancora conservato presso l’Almo Collegio.

Schermata 2015-05-31 alle 22.03.12Il culto al Sacratissimo Cuore di Gesù è intimamente connesso al culto della Croce. Sin dalle sue prime apparizioni a Santa Margherità, Gesù mostra il cuore che tanto amò il mondo portando la croce sulle spalle. Proprio Pio XII, nella grande enciclica su questa devozione, osserva: «Una fervida devozione verso il Cuore di Gesù alimenterà e promuoverà specialmente il culto alla sacratissima Croce, come pure l’amore verso l’augustissimo Sacramento dell’altare» (Haurietis aquas, 1956).

Eugenio Pacelli dovette cominciare ad amare Gesù crocifisso sin dalla più tenera età. Non vi sono testimonianza in proposito, ma è facile immaginare che – nelle sue documentate visite alla Madonna della Strada con la mamma, presso la Chiesa del Gesù – diverse volte la donna e il bambino si saranno fermati anche innanzi all’antico Crocifisso Maggiore venerato in quella chiesa della Compagnia di Gesù.

b5860a175d9e312b8d4175cc3d10dc55Certamente, invece, il giovane seminarista Pacelli imparò a nutrire una particolare devozione per il crocifisso all’ingresso dell’Almo Collegio Capranica, dove per circa un anno soggiornò insieme ad altri candidati al sacerdozio. Una pia tradizione del Collegio, infatti, vuole che ciascun seminarista entrando ed uscendo dal seminario baci quel crocifisso in legno, posto tra le due rampe di scale che portano al primo piano – ove una volta avevano sede le stanze dei ragazzi.

Doveva esserci un legame particolare tra quel crocifisso e il giovane Eugenio Pacelli, se è vero – come non c’è ragione di dubitare – quello che racconta Suor Pascalina nelle sue memorie, ricordando la visita del Papa all’Almo Collegio, il 21 gennaio 1957, in occasione della riapertura dopo una importate opera di ristrutturazione: «L’ascensore (che prima non esisteva) era già pronto, perché il Santo Padre non dovesse Schermata 2015-05-31 alle 22.03.36scendere a piedi le scale, quando il suo sguardo cadde sul grande Crocifisso che, al tempo dei suoi studi, ogni alunno, all’entrata e all’uscita, soleva baciare con grande rispetto e venerazione. Si diresse subito verso la scala, la discese e baciò il “suo” Crocefisso, come aveva fatto quando era giovane».

Ancora oggi, il Crocifisso del Collegio Capranica è lì a raccogliere il saluto degli alunni. Il piede è stato recentemente rivestito di metallo prezioso, per nascondere il legno che i baci, nelle diverse generazioni, hanno consumato. Un rescritto del Sommo Pontefice, lì affisso, ricorda il dono dell’indulgenza plenaria, in alcune feste dell’anno, per chi devotamente baci quell’immagine – alla quale, si legge in latino, «hanno spesso volto gli occhi gli alunni che si preparavano al sacerdozio, implorando la grazia della fedeltà al futuro ministero, e ancora oggi guardano gli alunni».

Schermata 2015-05-31 alle 22.04.07Sull’immagine, è ben visibile il segno della ferita al costato, con la scia di sangue, copioso, che dal quel Cuore aperto uscì, misto ad acqua. Se davvero – come ebbe a scrivere Pio XII nel 1956 – «nessuno capirà davvero il Crocifisso, se non penetra nel suo Cuore», c’è da credere che il giovane Pacelli tante volte avrà guardato quel Cuore trovando rifugio ed intelletto in esso.

(Per le foto, si ringrazia Monsignor Rettore dell’Almo Collegio Capranica per la cortese disponibilità).

LEGGI QUI LA PREGHIERA
DI PIO XII AL CROCIFISSO

Una Messa per Pio XII nelle Grotte Vaticane

comitatopacelli

CatturaIn occasione dell’Anniversario della nascita al Cielo del Ven. Pio XII, il Comitato Papa Pacelli – Associazione Pio XII è lieto di invitare la S. V. alla Santa Messa in Sua memoria che sarà celebrata sabato 7 ottobre 2017 alle ore 11.00 presso l’altare alla Tomba di San Pietro, nelle Grotte sottostanti la Basilica Vaticana.
Presiederà il Sacro Rito S. Em.za Rev.ma il Cardinale Dominique Mamberti, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.
Potremo accedere in Vaticano attraverso la Porta del Petriano (Piazza del S. Uffizio), dove saremo accolti da un addetto che ci accompagnerà in Basilica: il ritrovo è pertanto fissato per le ore 10.00/10.15.

Si prega di voler comunicare la gradita partecipazione al seguente indirizzo: comitatopapapacelli@gmail.com.

«La dura gara è in corso»

x22Il 7 settembre 1947, in Piazza San Pietro, il Papa rivolge un importante discorso agli uomini di Azione Cattolica. Interrotto diverse volte dall’applauso dei fedeli, Pio XII propone un piano che è ancora attuale, e che prevede cinque fondamentali “campi di battaglia”: una maggiore e più concreta educazione alla fede; la tutela della domenica e del riposo festivo; la tutela della famiglia, da cui dipende il bene dell’intera società; la giustizia sociale con una cultura dei diritti che ha un sapore più che moderno; e, infine, «la lealtà e la veracità nella convivenza umana, la coscienza della responsabilità per il bene comune».
L’invito ad essere «larghi di cuore» – pronunciato dal Papa in quella circostanza – con tutte le esigenti indicazioni che proponeva allora ma che sono di soprendente attualità, risuona oggi con la voce ancora squillante e deteminata di Papa Pacelli, grazie all’audio che siamo lieti di pubblicare sul nostro Sito, grazie alla cortese disponibilità della Famiglia Spirituale
L’Opera, proprietaria della registrazione.

Conforto, letizia e giusto vanto empiono l’animo Nostro, diletti figli, nel vedervi oggi qui adunati dinanzi a Noi in folte schiere; moltitudine imponente, come mare ondeggiante, i cui flutti si ripercuotono fino all’atrio del massimo Tempio della Cristianità.

A Noi che con paterno compiacimento vi salutiamo, voi apparite quasi la personificazione di un grido di riconoscenza che dal profondo dei vostri cuori sale all’Onnipotente Signore per il bene che Egli negli ultimi venticinque anni ha operato col ministero degli Uomini di Azione Cattolica. Basta un rapido sguardo agli scopi della vostra Unione: perfezionamento religioso e morale dei soci e loro educazione sociale e civile secondo gl’insegnamenti della Chiesa; incremento della vita cristiana e difesa della libertà della Chiesa in tutte le sue manifestazioni; restaurazione del Regno di Cristo nella famiglia, nella scuola, nelle pubbliche istituzioni, in tutta la vita economica e sociale. Un tale sguardo, diciamo, al vostro programma è sufficiente per richiamare alla mente quanto, con spirito di viva fede, è stato da voi osato, operato, conseguito, superando difficoltà e affrontando disagi. Continua a leggere

Quel vincolo misterioso tra Pietro e Cristo

Nella Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, pubblichiamo alcuni stralci dalle parole di Papa Pio XII – che del sepolcro dell’Apostolo Pietro curò le ricerche.

Statua_San_Pietro_300Tra Cristo e Pietro vive dal dì della promessa presso Cesarea di Filippo e dell’adempimento sul mare di Tiberiade un vincolo misterioso ma eminentemente reale, occorso una volta nel tempo, ma che affonda le sue radici negli eterni consigli dell’Onnipotente.
Il Padre celeste, che a Simone figlio di Giona rivelava il mistero della divina figliolanza di Cristo e lo rendeva così atto a rispondere con una aperta e pronta confessione alla domanda del Redentore, aveva fin dalla eternità predestinato il pescatore di Betsaida al suo singolare ufficio; e Cristo stesso non fece che compire la volontà del Padre, quando nella promessa e nel conferimento del primato usò espressioni, le quali dovevano fissare per sempre la unicità della posizione privilegiata attribuita a Pietro …
Voler creare una opposizione fra Cristo come Capo della Chiesa e il suo Vicario, voler vedere nell’affermazione dell’uno la negazione dell’altro, significa stravolgere le più chiare e luminose pagine del Vangelo.

[Discorso ai Cardinali, 2 giugno 1944]

Pius12coronationAbbiate fede : il patrocinio e l’esempio di Pietro e del grande Dottore delle genti, San Paolo, saranno validi ed efficaci per tutti voi.

San Leone Magno (come altri Padri della Chiesa) arriva a chiamare i due santi Apostoli, con immagine stupenda, gli occhi del corpo mistico, di cui capo è Cristo. Occhi fulgidi e splendidi, occhi paterni e misericordiosi, occhi benigni e vigili, occhi che seguono il nostro cammino spirituale, occhi che si rivolgono in basso per incoraggiare e animare, in alto per intercedere e implorare grazia a chi è ancora affaticato dalla procella pericolosa e dura della vita …
Conservate e tramandate questa speranza nella protezione dei Principi degli Apostoli, e con essa la devozione e l’attaccamento indefettibile, qualunque sia la Sua Persona, al Vicario di Cristo, successore di San Pietro.

[Udienza generale, 28 giugno 1939]

I palpiti del Cuore del Maestro

Il 15 maggio 1956, Papa Pio XII firma la grande enciclica sulla devozione al Sacro Cuore di Gesù, Haurietis Aquas, di cui proponiamo un ampio stralcio nel mese dedicato proprio a questa devozione. L’intenzione del Papa è quella – come egli stesso dichiara – di rispondere a quanti «nutrono ancora dei pregiudizi a riguardo [del culto al Sacro Cuore] e giungono persino a ritenerlo meno rispondente, per non dire dannoso, alle necessità spirituali più urgenti della Chiesa e dell’umanità nell’ora presente». Per Pio XII, al contrario, «il culto da tributarsi al Cuore Sacratissimo di Gesù è degno di essere stimato come la professione pratica di tutto il Cristianesimo»: si tratta, in sostanza, del «contenuto di ogni vera spiritualità e devozione cristiana» – come commenterà Benedetto XVI, nella lettera al Preposito Generale della Compagnia di Gesù nel 50esimo anniversario dell’enciclica. E a più di mezzo secolo dalla lettera di Papa Pacelli, le sue parole restano sempre attuali e, come spesso accade con la voce di Pio XII, pare quasi di cogliervi un’eco profetica: «Dinanzi allo spettacolo di tanti mali, che oggi, più che nel passato, travagliano individui, famiglie, nazioni e il mondo intero, dove mai Venerabili Fratelli, cercheremo il rimedio? Si potrà forse trovare una devozione più eccellente del culto al Cuore Sacratissimo di Gesù, più conforme all’indole propria della religione cattolica, più idonea a soddisfare le odierne necessità spirituali della Chiesa e del genere umano?».

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  Venerabili Fratelli, al fine di cogliere più abbondanti frutti da queste nostre tanto consolanti riflessioni, indugiamo alquanto nella contemplazione dell’intima partecipazione avuta dal Cuore del Salvatore nostro Gesù Cristo alla sua vita affettiva umana e divina, durante il periodo della sua vita terrena, e della partecipazione che Esso ha al presente ed avrà per tutta l’eternità. È alle pagine del Vangelo che noi domanderemo principalmente la luce per inoltrarci nel santuario di questo Cuore divino, dove potremo ammirare con l’Apostolo delle genti: «immensa ricchezza della grazia [di Dio], nella benignità verso di noi in Cristo Gesù». Continua a leggere

Non è un fantasma il Dio del tabernacolo!

In occasione della Solennità del Corpo e Sangue del Signore, pubblichiamo ampi stralci del bellissimo discorso pronunciato da Papa Pio XII, il 28 aprile 1939, ricevendo i partecipanti al Congresso Nazionale Italiano dei Sacerdoti Adoratori del Santissimo Sacramento.

piusmasss   Il Salvatore divino è con noi, non già come ombra fugace della fama e del nome che resta sulle tombe e sui monumenti dei grandi uomini che passano, ma quale Dio presente nella sua divinità e umanità, Dio nascosto nell’ombra dei pani mutati: ombra che Ci par di ravvisare in quelle tenebre del lago di Tiberiade, in quella notte che Cristo camminava sopra i marosi, e ai discepoli a fatica remiganti parve fantasma. No, non è un fantasma il Dio dei tabernacoli che adoriamo. É quel medesimo che allora disse ai pavidi discepoli: Abbiate fiducia; sono io, non temete. É quel medesimo che dice: Eccomi con voi tutti i giorni fino alla consumazione dei tempi.

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Francesco contro la leggenda nera su Pio XII

Radio Vaticana | 6.06.2017

Papa Francesco è intervenuto nuovamente contro la “leggenda nera” dei presunti silenzi di Pio XII. Lo ha fatto ieri nell’omelia pronunciata a Casa Santa Marta. Ma già altre volte ha parlato in difesa di Papa Pacelli. Il servizio di Sergio Centofanti:

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Alla fine della Seconda Guerra Mondiale era unanime la gratitudine delle comunità ebraiche per gli interventi di Pio XII in loro favore durante il nazismo. Cambiò tutto con l’uscita, nel 1963, dell’opera teatrale del drammaturgo tedesco Rolf Hochhuth, intitolata Il Vicario, promossa dalla propaganda sovietica per denigrare la figura del Pontefice, scomparso nel 1958, e la Chiesa cattolica in un delicato momento storico. La leggenda nera del silenzio di Papa Pacelli è nata in quell’anno.

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Vieni, o Spirito Creatore!

Nell’omelia per il XXV anniversario della sua Consacrazione episcopale, Papa Pio XII formulava una sentita preghiera allo Spirito Santo, traendo spunto dalle parole dell’inno Veni Creator, che viene intonato nella Solennità di Pentecoste. Proponiamo quelle parole all’attenzione di ciascun lettore, affinché possa farle proprie invocando dal cielo una rinnovata effusione dello «Spirito di consiglio e di fortezza».

Schermata 2015-04-25 alle 13.13.48O Spirito creatore, che, volando sulle acque dell’universo creato, rinnovasti la faccia della terra; tu che ai Romani presenti a Gerusalemme e ascoltanti la predica di Pietro (Act. 2, 10) facesti giungere il primo annunzio della verità e della salvezza; — ai figli di questa Roma, cuore del mondo, a cui Pietro più tardi con la sua vita di Apostolo e con la sua morte di martire doveva dimostrare la fermezza della sua fede, l’immobilità della sua speranza, la vastità del suo amore, «volgiti; e mira dal cielo e osserva e cura questa vigna e proteggi ciò che hai piantato di tua mano» (Ps. 79, 15 -16).

Scendi, o Spirito creatore. Sì. Tu sei già sceso, tu sei con noi; tu sei vicino alla Sposa di Cristo, tu sei la sua vita, la sua anima, il suo conforto, la sua difesa in ogni momento, e in particolar modo nei tempi dell’angustia e del dolore. Versa dall’alto tanta pienezza dei tuoi doni, che tutti, Pastore e gregge, irradino nel mondo il lume della loro fede, il sostegno della loro speranza, la forza del loro amore.

Per te, Spirito Illuminatore, Spirito di consiglio e di fortezza, le menti cristiane di ogni condizione, umile o alta, comprendano e sentano non solo la straordinaria gravità, ma anche la ponderosa responsabilità dell’ora presente, in cui un vecchio mondo, che tramonta nel dolore, ne sta generando uno nuovo. Rischiara a tutti, quanti portano in fronte il nome di Cristo, il sentiero angusto della virtù, che solo conduce a salvezza, affinché si scuotano dal sonno della indifferenza, della tiepidezza e della irresoluzione, e imprendano ad avanzare fuori dei disordinati avvolgimenti delle cose terrene.

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Quel filo d’oro tra Pacelli e Maria

Pubblichiamo di seguito l’omelia pronunciata da S.E. Rev.ma Mons. Giuseppe Sciacca, Segretario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, in occasione della Santa Messa celebrata a Roma, lo scorso 20 maggio, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, nel primo Centenario della Consacrazione Episcopale di Pio XII. La celebrazione – presso l’altare della Madonna Salus Populi Romani su cui don Eugenio Pacelli celebrò la sua prima Messa – è stata iniziativa del Comitato Papa Pacelli – Associazione Pio XII, e ad essa ha partecipato, come sacerdote concelebrante, Mons. Natalino Zagotto.

IMG_0806Cari Amici,

ci siamo dati stamani convegno in questa Cappella, dedicata alla Vergine Santissima, Salus Populi Romani – nella quale prima e dopo ogni suo viaggio, fa tappa puntuale ed esemplare di filiale, affettuosa devozione a Maria il nostro Santo Padre Francesco – in questa Cappella, che si incastona nel primo e più grande Santuario Mariano di Roma e del mondo – siamo qui, dicevo, per compiere un atto di memoria;
memoria, intesa non già come assolvimento di un dovere estrinseco nei confronti di una data e di un fatto passati e quindi già conclusi e definiti nella loro irrevocabilità;
memoria nell’accezione pregnante che la teologia e il mistero cristiano, rischiarato e reso efficace e vitale dal Cristo Risorto, conferisce a questo termine e a questo concetto;
memoria – anamnesi, cioè attualizzazione viva, fruttuosa di quel che si ricorda e di cui, appunto, si fa memoria; possibilità, offerta ai credenti in Cristo, di stabilire una misteriosa, una vera, autentica contemporaneità, una contemporaneità cioè salvifica con ciò che si commemora e che viene rappresentato e ripresentato nel presente eterno di Dio e nella Comunione dei Santi.

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Aiutaci, Maria, a custodire Gesù

PiusXII coronation Salus Populi Romani 1954A conclusione del mese mariano, pubblichiamo la Preghiera alla «Madonna dell’aiuto», composta da Papa Pio XII nel 1954, Anno Mariano. Nello stesso anno, Papa Pacelli aveva solennemente incoronato, nella Basilica di San Pietro, l’antica icona di Maria Salus Populi Romani, conservata nella Basilica di Santa Maria Maggiore (foto a lato). Dinanzi a quell’immagine, il Pontefice aveva celebrato la sua prima Santa Messa, dopo l’ordinazione sacerdotale, il 3 aprile 1899; a quell’immagine il Papa aveva consacrato la sicurezza di Roma, durante la seconda guerra mondiale; e al suo materno intervento aveva ricondotto la liberazione della città dall’occupazione nazista, nel giugno 1944, settanta anni fa (qui la notizia della celebrazione dell’anniversario). Così parlava nelle prime parole al popolo di Roma, dopo la liberazione: «Con indicibile riconoscenza noi veneriamo la Santissima Madre di Dio e Madre nostra, Maria, che al titolo e alle glorie di Salus populi romani ha raggiunto una nuova prova della sua benignità materna, che rimarrà in perenne memoria negli annali dell’Urbe». Continua a leggere